di Eriberto Rosso*
Il Riformista, 26 marzo 2024
Il confronto tra tre giudici è una garanzia per l’imputato di fronte a una privazione della libertà personale e non risulta in contraddizione con il fatto che il rinvio a giudizio sia adottato da un gip monocratico. Già approvato al Senato, toccherà ora alla Camera dare il via libera definitivo al “pacchetto giustizia” voluto dal Governo, in particolare dal Ministro Nordio. Oltre alla abrogazione dell’abuso di ufficio si interviene sulla disciplina della custodia cautelare, introducendo l’interrogatorio preventivo e - a fronte della richiesta della misura del carcere - la competenza collegiale. Dei temi processuali si è già occupato PQM nello scorso numero, soppesandone prospettive e limiti. Eppure c’è ancora spazio per qualche incursione.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 26 marzo 2024
In Cdm gli schemi di decreto attuativo sull’ordinamento giudiziario e sui magistrati fuori ruolo, ultimo step prima che la norma diventi legge. Oggi alle 17:30 il Consiglio dei Ministri approverà, tra gli altri, gli schemi di decreto attuativo sull’ordinamento giudiziario e sui magistrati fuori ruolo, ultimo step prima che la norma diventi legge, dopo un parto durato molto mesi e che ha sforato anche i tempi previsti inizialmente dalla Cartabia. E già sono iniziate le polemiche da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati su un punto specifico, ossia quello dei test psicoattitudinali. Come leggiamo nella relazione introduttiva al provvedimento, aggiornata al week end, l’articolo 5 inserisce i test psicoattitudinali per gli aspiranti magistrati.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 26 marzo 2024
Il ministro della Giustizia propone l’introduzione di test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura. L’Associazione magistrati insorge: “Incostituzionale”. Oggi il Consiglio dei ministri. Resta il nodo valutazioni. Test psicoattitudinali per i magistrati, valutazione della professionalità, collocamento fuori ruolo. Sono i tre aspetti principali su cui si concentreranno i decreti legislativi che saranno approvati oggi pomeriggio dal Consiglio dei ministri. Tre questioni che rischiano di riaccendere lo scontro fra governo e magistratura, come dimostra la presa di posizione preventiva dell’Associazione nazionale magistrati, che, riunitasi sabato, ha definito “contrari alla Costituzione” i test psicoattitudinali per l’accesso in magistratura. Intanto Enrico Costa (Azione) attacca il ministro Nordio sulla valutazione delle toghe: “Grazie a lui i magistrati che sbagliano non pagheranno”.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 26 marzo 2024
Chiacchiericcio, uccellini che cantano, il vociare di alcuni bambini in sottofondo. Quando Luca Lotti risponde al telefono si scusa per non averlo fatto prima, ma, dice, “ho avuto bisogno di staccare per godermi i miei figli”. Poi ci dedica mezz’ora in cui ripercorre sette anni di processo “strano e assurdo”, fa le pulci al Pd che “o è garantista o non è” e non chiude del tutto a un ritorno in politica. “Quello che sarà il futuro si vedrà”, commenta, “ma non ho bramosia di incarichi”.
di Irene Famà e Gianni Giacomino
La Stampa, 26 marzo 2024
Aveva problemi psichiatrici e da novembre doveva essere trasferito in una Rems. La sua legale: “Attese troppo lunghe”. E la garante Gallo attacca Nordio. Alvaro Fabrizio Nuñez Sanchez aveva trentuno anni. Ed era affetto da gravissimi problemi psichici. Schizofrenico, paranoico. Quei demoni nella testa non li riusciva a controllare. Lo scorso agosto aveva tentato di uccidere il padre ed era finito in carcere. Ma lui, nel penitenziario di Torino, non avrebbe dovuto stare così a lungo. Da novembre attendeva di essere trasferito in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza), una di quelle strutture che accolgono i detenuti dalla mente fragile. Rinvii continui. Lì, per lui, non c’era posto. Così Alvaro è rimasto al Lorusso e Cutugno di Torino per sette mesi. E domenica sera, intorno alle 20.30, si è suicidato. Ha preso un lenzuolo di quelli dati in dotazione a chi è recluso, l’ha legato intorno alle sbarre della cella e poi l’ha stretto intorno al collo.
di Elisa Sola
La Repubblica, 26 marzo 2024
Edmundo Nunez era stato accoltellato dal figlio: “Era una persona buona, quando stava per avere una crisi mi avvisava. In sei anni ha fatto 5-6 visite psichiatriche ma nessuno lo ha mai preso in carico”. “Mi sento impotente. Milioni di volte mi sono chiesto come fosse possibile che con una cartella clinica del genere, mio figlio stesse in prigione. Mi hanno insegnato da bambino che la giustizia è una bilancia. Dovrebbe essere uguale per tutti, ma invece non è così. Per mio figlio non è andata così. Se non c’era posto in Rems, dovevano metterlo in una casa di cura. Non farlo morire”.
Torino. L’allarme dei pm: “Poche Rems e sempre piene, così i malati psichiatrici restano in carcere”
di Elisa Sola
La Repubblica, 26 marzo 2024
Dopo il suicidio di un giovane al carcere Lorusso e Cutugno di Torino, torna di tragica attualità il nodo delle residenze per carcerati con problemi di salute mentale. L’allarme sulle condizioni dei detenuti che hanno problemi psichiatrici è stato lanciato non soltanto dalle associazioni, dai garanti e, più volte, dagli avvocati, ma anche dai magistrati. Alcuni mesi fa, al Palagiustizia di Torino, giudici e pm hanno organizzato un convegno per ribadire un concetto fondamentale: “I malati psichiatrici in carcere non dovrebbero nemmeno entrarci”.
di Irene Famà
La Stampa, 26 marzo 2024
L’accusa al governo di Monica Gallo: “Dopo gli incontri non c’è stato nessun provvedimento, solo parole e mai un’azione mirata”. “Dal ministro della Giustizia ci sono state solo parole, nessuna azione mirata. È un atteggiamento non più accettabile”. La garante dei detenuti Monica Gallo non utilizza mezzi termini. E davanti all’ennesimo caso di suicidio nelle carceri italiane chiama in causa direttamente il Guardasigilli Carlo Nordio.
di Salvo Palazzolo
La Repubblica, 26 marzo 2024
I provvedimenti di Roberto Di Bella, presidente del tribunale per i minorenni, convincono altri esponenti dei clan mafiosi a rompere il muro dell’omertà. Intanto i clan coinvolgono sempre più bambini nelle attività di spaccio. “Pusher anche a sette anni”. La lettera era un po’ sgrammaticata, ma i toni molto accorati: “Signor giudice Di Bella, grazie per i provvedimenti che ha preso nei confronti dei miei nipotini dopo l’arresto della nostra famiglia. Mi sono reso conto che i bambini non possono fare la vita che ho fatto io, entrando e uscendo dal carcere. Loro hanno diritto a un destino migliore. Per questo ho scelto di iniziare a collaborare con la giustizia”. E di seguito la firma di un influente boss catanese specializzato nel narcotraffico che nei mesi scorsi è tornato in carcere, assieme ad alcuni suoi familiari.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 26 marzo 2024
Indagate altre due psicologhe del carcere di San Vittore accusate di aver manipolato Alessia Pifferi. Salgono a quattro le psicologhe indagate nell’ambito dell’inchiesta “bis” su Alessia Pifferi. Due professioniste di San Vittore già da tempo erano coinvolte nel fascicolo per falso e favoreggiamento aperto dal pm Francesco De Tommasi. Per altre due, gli avvisi di garanzia, con le stesse accuse, sono stati consegnati tra il pomeriggio e la sera di ieri. Gli indagati in tutto sono cinque: tra i nomi c’è anche quello di Alessia Pontenani, l’avvocata della donna a processo per aver lasciato morire la figlia.
- Milano. I detenuti perdono la casa popolare perché non l’hanno “occupata” per sei mesi
- Brindisi. Detenuto ha tentato il suicidio in carcere: presentata denuncia in Procura
- Roma. Giustizia riparativa: una grande sfida culturale e politica
- Milano. L’anteprima del film “La seconda vita” nel carcere di Bollate e il dibattito tra i detenuti sulla forza di ricominciare
- Taranto. Anche i libri possono riabilitare i detenuti










