di Valentina Reggiani
Il Resto del Carlino, 22 marzo 2023
In tribunale l’udienza sul fascicolo: iscritti 120 agenti della penitenziaria dopo la denuncia di alcuni detenuti. L’avvocato Zaccaria: “Accuse infamanti”. Antigone: “Serve un processo per la verità”. Rinvio a maggio. Si è svolta ieri mattina davanti al giudice dottoressa Clò la maxi udienza di opposizione all’archiviazione dell’indagine sulla rivolta nel carcere dell’8 marzo 2020. Ad essere iscritti nel registro degli indagati con le ipotesi di reato di tortura e lesioni aggravate in concorso ben 120 agenti della polizia penitenziaria di Modena.
di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 22 marzo 2023
Una detenuta 55enne di origini slovacche, Alica Siposova, è morta ieri pomeriggio nel carcere della Dozza, mentre era in corso una visita del cardinale Matteo Zuppi. Ha lasciato un biglietto. La donna “è morta dopo aver inalato il gas della bomboletta che i detenuti utilizzano normalmente per cucinare e riscaldare cibi e bevande” scrivono il segretario generale aggiunto del Sappe Giovanni Battista Durante e il segretario nazionale del sindacato Francesco Campobasso.
di Nico Falco
fanpage.it, 22 marzo 2023
Un uomo di 29 anni è deceduto nel carcere di Poggioreale, a Napoli. A quanto si apprende, era stato di recente ricoverato in ospedale per le sue condizioni di salute, che avevano fatto registrare un peggioramento dovuto al fatto che il giovane rifiutasse il cibo. A renderlo noto è il Sindacato di Polizia Penitenziaria, che in una nota sottolinea l’esigenza di migliorare l’assistenza sanitaria all’interno delle strutture penitenziarie. Il corpo del 29enne è stato scoperto nella cella nella giornata di ieri, 21 marzo. Ad oggi, dall’inizio dell’anno, i decessi nelle carceri italiane sono 61; 25 di questi sono stati classificati come suicidio, mentre sono 36 le morti per “altre cause”, alcune delle quali ancora da accertare. Col decesso di ieri salgono a 5 i casi nel carcere napoletano nel giro di tre mesi, tre dei quali sono suicidi.
di Paolo Popoli
La Repubblica, 22 marzo 2023
Un detenuto di trent’anni originario del Mali è morto ieri nel carcere di Poggioreale. La salma è stata trasportata al Policlinico di Napoli per l’esame autoptico. La notizia è stata rilanciata dal garante dei detenuti della Campania Samuele Ciambriello poche ore dopo la rappresentazione nella casa circondariale “Giuseppe Salvia” dello spettacolo “Miserere” di Carlo Faiello a cui hanno assistito un centinaio di detenuti dei padiglioni Genova, Firenze e Italia, alla presenza del direttore dell’istituto Carlo Berdini. “Sessantuno morti in carcere e di carcere - commenta Ciambriello - Nel 2024, da inizio anno, si contano in Italia 25 suicidi tra i detenuti e altri 36 decessi per altre cause”.
di Maria Fiore
La Provincia Pavese, 22 marzo 2023
Portato in ospedale dopo l’allarme dai compagni. Anche lui come il trapper era nella sezione protetti: “In quel reparto solo due agenti per 300 detenuti”. A poco meno di dieci giorni dal suicidio (o quello che stabilirà l’inchiesta della procura) del trapper di 27 anni Jordan Jeffrey Baby, a Torre del Gallo un altro detenuto ha cercato di togliersi la vita. Per di più, nello stesso reparto, la sezione protetti. Quattro piani di edificio in cui sono ospitati circa 300 detenuti sui 650 dell’intera casa circondariale. Il detenuto, un uomo di 35 anni, ha cercato di impiccarsi, come il giovane trapper, usando le lenzuola del letto. Stavolta, però, l’allarme è scattato in tempo: i compagni di cella si sono accorti di quello che stava succedendo e hanno avvisato gli agenti della penitenziaria. L’uomo è stato soccorso dall’ambulanza e portato in ospedale. Si è salvato per miracolo.
di Simona Lorenzetti
Corriere di Torino, 22 marzo 2023
“Clima pesante”, “fenomeni allarmanti”, “tensioni”. Erano di questo tenore le segnalazioni sulla situazione all’interno del carcere Lorusso e Cutugno che nel settembre del 2018 arrivarono al Garante nazionale dei diritti dei detenuti. I controlli svolti dall’ufficio, guidato all’epoca da Mauro Palma, sfociarono in un esposto che ha contribuito a dare vita a un maxi-processo per presunti casi di tortura su detenuti commessi da agenti di polizia penitenziaria.
di Antonio Dipollina
La Repubblica, 22 marzo 2023
La trasmissione di Radiodue dalla Casa di reclusione di Bollate. Quando si dice giocare un altro campionato (oppure a un altro sport). Non c’è niente in quel costante flusso mediatico nel quale radio e tv si fondono e confondono che somigli a Caterpillar, benemerito appuntamento quotidiano del tardo pomeriggio di Radiodue. Esempio: martedì scorso, anche in preparazione della Giornata contro le mafie celebrata ieri, una puntata davvero speciale. A metà condotta dagli studi Rai di Milano - con Sara Zambotti - e a metà dalla Casa di reclusione di Bollate, appena fuori città - con Massimo Cirri. Giustizia e libertà, si poteva chiamare tutto quanto: libertà di credere a un altro modo di affrontare e vivere da dentro e fuori l’istituzione carceraria. Speciale perché tutto nasceva dall’iniziativa presa a Bollate chiamando detenuti ben disposti (nonché di curriculum pesante, e fine pena tra un bel po’) a leggere per proprio conto i Karamazov e poi a riportarne impressioni e suggestioni: da quella storia nerissima scolpita nei secoli da Dostoevskij all’esperienza personale, a confrontarsi anche a brutto muso con i propri demoni (a proposito di) e a raccontarlo, magari emozionati per il microfono e la gente che ti ascolta, magari sfrontati perché ne hai passate parecchie e la gente che ti ascolta è acqua fresca.
Napoli. Poggioreale, lo spettacolo “Miserere” con Isa Danieli: i detenuti: “L’arte è riabilitazione”
di Valentina Bonavolontà
Il Mattino, 22 marzo 2023
“La vera manifestazione di un confronto rieducativo”. È così che B., uno dei detenuti di Poggioreale, commenta “Miserere. Cantare la Passione”, lo spettacolo ideato e composto da Carlo Faiello, che vede protagonista Isa Danieli, rappresentato stamattina per la prima volta tra le mura del carcere. B. è siciliano, è in cella da appena un mese e deve scontare altri tre anni. Dopo lo spettacolo commenta: “Ho amato molto questa elaborazione dei canti pasquali e questa dimensione teatralizzata. Credo che questi momenti di socialità siano indispensabili. In queste settimane si parla tanto di suicidi, dei detenuti e degli agenti penitenziari, e penso che la salvezza di chi è in cella può avvenire solo quando la pena ha un valore istruttivo, altrimenti è solo un ulteriore danno”.
di Angela Calvini
Avvenire, 22 marzo 2023
Racconta il tema della giustizia riparativa e del reintegro sociale il delicato lavoro di Vito Palmieri con Marianna Fontana. Nelle sale il 4 aprile, da domani proiezioni nelle carceri italiane
di Fausto Cagidemetrio
Italia Oggi, 22 marzo 2023
Lo chiede, fra molte altre proposte, il libro “Liberare la giustizia”. Moderato nei toni, ma radicale nella sostanza, il saggio “Liberare la giustizia” (Licosia, 163 pagine, 14 euro) smentisce le rappresentazioni correnti del Terzo Potere. Non ne fa un presidio intoccabile della democrazia, né lo dipinge come un teatro di inquinamenti politici; piuttosto, denuncia la gestione oligarchica e l’ampliamento arbitrario del suo raggio d’azione, che rischia di alterare l’equilibrio con gli altri poteri dello Stato. Il saggio del giurista Ferdinando Cionti e di Dario Fertilio - fondista di questo giornale - non piacerà a chi difende l’esistente in nome della Costituzione “più bella del mondo”. E nemmeno a chi preferirebbe limitarsi a pochi ritocchi.
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