varesenews.it, 19 marzo 2024
Un’iniziativa inserita nel Progetto “Un passo alla volta” promosso e gestito da Oblò Teatro e Associazione 100venti per “Incontrarsi grazie a un libro”. Un incontro all’interno del carcere di Varese nella mattina di lunedì 18 marzo quando si è tenuta la presentazione del libro “Dentro” di Sandro Bonvissuto (ed. Einaudi). Un’iniziativa inserita nel Progetto “Un passo alla volta” promosso e gestito da Oblò Teatro e Associazione 100venti con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto e voluto dal Direttore della Casa Circondariale di Varese Carla Santandrea e dal Capo Area Pedagogica della stessa Domenico Grieco. All’incontro hanno assistito il Consigliere Regionale Samuele Astuti, tre ragazzi della Consulta Provinciale, gli insegnanti del CPIA2 di Varese e alcuni operatori della comunità esterna.
Il Giorno, 19 marzo 2024
Sabato 23 al carcere minorile Beccaria di Milano si terrà “Il sapore del ri-scatto”, pranzo di beneficenza con asta fotografica per sostenere i ragazzi di area penale. Chef e fotografi famosi parteciperanno all’evento organizzato dalla Fondazione Don Gino Rigoldi. Sarà un giorno importante, sabato 23, al carcere minorile Beccaria: insieme al direttore Claudio Ferrari, la Fondazione Don Gino Rigoldi ha promosso l’evento “Il sapore del ri-scatto”, un pranzo di beneficenza con asta fotografica di scatti d’autore donati alla Fondazione.
di Errico Novi
Il Dubbio, 19 marzo 2024
Ieri in Cassazione l’incontro sul “manuale” promosso dalla Scuola delle toghe “Il rapporto coi media sia affidato a professionisti”, dice la presidente Cassano. Se non li puoi battere unisciti a loro. È un vecchio adagio. Vale anche per la giustizia rispetto alla comunicazione. Nello specifico, l’adagio può tradursi così: anziché subirlo, il processo mediatico bisogna governarlo. Sembra l’obiettivo, in fondo apprezzabile, individuato dalla Scuola superiore della magistratura e scelto come stella polare del prestigioso seminario ospitato ieri in Cassazione, nell’aula Giallombardo.
di Carlo Galli
La Repubblica, 19 marzo 2024
Sono le sfide che si stagliano davanti alle democrazie liberali lo sfondo della relazione annuale che il presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, ha svolto ieri in un documento la cui importanza travalica lo specialismo degli addetti ai lavori, e merita di entrare nel più ampio discorso pubblico. Il punto di vista è ovviamente quello del giurista, ma l’elemento più significativo sta proprio nel fatto che l’argomentazione ha un ampio respiro e mette in gioco, con tutte le cautele del caso, oltre all’attività della magistratura ordinaria anche la politica e l’evoluzione della società.
di Sergio Soave
Il Foglio, 19 marzo 2024
La Corte non aspira ad assumere impropri poteri legislativi, teme anzi di essere costretta a farlo. La relazione del presidente sull’attività della Corte costituzionale e il richiamo sul fine vita e sulle coppie dello stesso sesso. La relazione di Augusto Barbera sull’attività della Corte costituzionale si è concentrata sull’equilibrio dei poteri e soprattutto sull’esigenza di leale collaborazione tra il Parlamento, cui spetta di legiferare, e la corte che deve assicurare il rispetto dei principi costituzionali.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 19 marzo 2024
Il presidente della Corte costituzionale richiama i parlamentari. E ai giudici dice: “Non disapplicate le norme, rivolgetevi a noi”. Di certo non si risparmia, Augusto Barbera. Nel giorno della riunione straordinaria della Corte costituzionale, il presidente tiene banco per una mattinata intera, prima con un’ora di relazione sull’anno passato, e poi con con un’altra ora di risposte ai cronisti. A quasi 86 anni, forte di cinque legislature parlamentari con Pci e Pds e 9 anni da giudice costituzionale, l’incedere retorico di Barbera è piacevolmente old school, a tratti implacabile e a tratti imprendibile.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 19 marzo 2024
Arriva il richiamo del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa. Nell’ombra delle decisioni politiche e delle leggi emanate, si cela spesso la realtà dei diritti umani violati, dei minori abbandonati a un destino incerto e degli individui privati della loro dignità. È quanto emerge dalla recente pronuncia del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, che ha posto sotto la lente d’ingrandimento la situazione dell’accoglienza dei minori non accompagnati in Italia.
di Luca Kocci
Il Manifesto, 19 marzo 2024
Presto in visita da Macron. Il cardinale rivendica le parole del Papa sul “coraggio di negoziare”. E critica sull’autonomia differenziata il governo italiano. “Non possiamo rassegnarci a un aumento incontrollato delle armi, né tanto meno alla guerra come via per la pace”. Il cardinale presidente della Cei Matteo Zuppi, aprendo ieri pomeriggio a Roma il Consiglio episcopale permanente, ha messo al centro del suo intervento il tema della pace, “priorità” assoluta visti “i conflitti di cui l’umanità si sta rendendo protagonista in questo primo quarto di secolo”.
di Youssef Hassan Holgado
Il Domani, 19 marzo 2024
Il pm Colaiocco ha detto che servirà il ministero degli Esteri per chiamare a raccolta tutti i testimoni. Sulla visita di Meloni al Cairo i genitori di Regeni: “Non commentiamo”. La legale: “Fortunatamente c’è la separazione dei poteri, a differenza di quello che succede nei regimi”. Le coincidenze a volte sono beffarde. Mentre in Egitto e in Italia i giornali di ieri titolavano sulla visita al Cairo di domenica della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e degli altri leader europei, al tribunale di Roma si è tenuta la seconda udienza del processo sull’assassinio di Giulio Regeni iniziato il 20 febbraio scorso. Una vicenda sulla quale sembra oramai calato il silenzio istituzionale ma non quello delle opposizioni e della società civile che continuano a chiedere giustizia per il ricercatore friulano barbaramente torturato e ucciso nel 2016.
di Thomas L. Friedman*
Il Dubbio, 19 marzo 2024
Migliaia di morti ma nessun piano politico. Così il dopo-Hamas sarà persino peggiore. Israele oggi è in grave pericolo. Con nemici come Hamas, Hezbollah, gli Houthi e l’Iran, dovrebbe godere della simpatia di gran parte del mondo. Ma non è così. A causa del modo in cui il primo ministro Benjamin Netanyahu e la sua coalizione estremista hanno condotto la guerra a Gaza e l’occupazione della Cisgiordania, Israele sta diventando radioattivo e le comunità ebraiche della diaspora ovunque sono sempre più insicure.










