di Andrea Gianni
Il Giorno, 12 marzo 2024
Dal killer di Carol Maltesi a Cesare Battisti, passando per Alessandro Impagnatiello. L’opposizione dei familiari e i dubbi dei giuristi. Tra i primi a ottenere il via libera a percorsi di giustizia riparativa regolati dalla riforma Cartabia c’è Davide Fontana, il bancario che l’11 gennaio 2022 uccise l’ex fidanzata Carol Maltesi nella sua abitazione a Rescaldina, nel Milanese, colpendola con 13 martellate alla testa e poi sgozzandola. Condannato all’ergastolo, si è detto “fermamente deciso a voler riparare per quanto possibile alle sue azioni”. Un percorso sul quale, hanno spiegato i suoi difensori, “si sta avviando la fase della fattibilità concreta”, dopo che i giudici avevano dato il via libera all’invio della richiesta di ammissione ad uno dei centri previsti dalla legge, senza comportare alcun premio o sconto per il condannato. I familiari della vittima, però, hanno sempre manifestato una ferma opposizione a qualsiasi ipotesi di incontro o dialogo con l’uomo, mediato da uno specialista.
di Simona Musco
Il Dubbio, 12 marzo 2024
Per i giudici costituzionali è una “patologia” presentare una persona con colpevole tramite le richieste e o i decreti di archiviazione che avvalorano la tesi accusatoria. Richieste o decreti di archiviazione che, anziché limitarsi a ricostruire il fatto nei termini strettamente necessari a verificare l’avvenuto decorso del termine di prescrizione, esprimono giudizi sulla colpevolezza dell’interessato, violano “in maniera eclatante” la presunzione di non colpevolezza e il diritto di difesa. Un diritto “in radice negato dall’affermazione, da parte del pubblico ministero o del gip, del carattere veritiero, o comunque affidabile, degli elementi acquisiti nel corso di un’indagine, senza che sia assicurata all’indagato - che potrebbe anzi essere rimasto del tutto ignaro dell’indagine - alcuna effettiva possibilità di contraddirli, ed eventualmente di provare il contrario”.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 12 marzo 2024
Per la Corte costituzionale, sentenza n. 41 depositata oggi, se il provvedimento esprime giudizi sulla colpevolezza dell’imputato “esso risulterà del tutto indebito, essendo venuti meno gli stessi poteri di indagine e di valutazione del PM”. Un provvedimento di archiviazione per prescrizione del reato, che esprima apprezzamenti sulla colpevolezza della persona indagata, viola “in maniera eclatante” il suo diritto costituzionale di difesa e il suo diritto al contraddittorio, oltre che il principio della presunzione di non colpevolezza. Così la Corte costituzionale nella sentenza n. 41, depositata oggi, nella quale è stata dichiarata non fondata, alle condizioni chiarite nella pronuncia, una questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tribunale di Lecce.
Il Centro, 12 marzo 2024
Per i giudici della Cassazione un detenuto sottoposto al regime differenziato previsto dall’articolo 41-bis dell’ordinamento penale non può avere in cella un “dispositivo di lettura musicale”. La Cassazione ha accolto un ricorso del ministero della Giustizia cancellando una decisione del tribunale di sorveglianza dell’Aquila che invece aveva detto sì alla richiesta di un camorrista recluso nel penitenziario di Preturo con pesanti accuse a carico
ansa.it, 12 marzo 2024
“Una sanità disastrosa che nelle carceri riflette la situazione che sta vivendo la nostra Sardegna. All’interno di questi contenitori è racchiuso un numero sproporzionato il disagio psichico. Al carcere di Uta su 630 detenuti, la maggior parte dei quali è affetta da gravi patologie psichiatriche è presente un solo psichiatra. Sono 460 i detenuti che assumono terapie. Molti anche a Bancali, basta girare le sezioni per rendersi conto del disagio. A Isili la percentuale delle patologie psichiatriche sfiora l’80% e la colonia risulta abbandonata dal servizio Asl”.
garantedetenutilazio.it, 12 marzo 2024
“Apprezzo il riconoscimento della qualità professionale degli psicologi da parte dell’Amministrazione penitenziaria, per le finalità di osservazione e trattamento in vista del reinserimento sociale”. Così il Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, Stefano Anastasìa, sui recenti aumenti delle tariffe orarie garantite agli psicologi consulenti dell’amministrazione per la valutazione dei detenuti. “Mi auguro che l’adeguamento delle tariffe sia sostenuto da maggiori disponibilità di bilancio, in modo da garantire lo stesso numero di ore di prestazioni professionali”, conclude il Garante.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 marzo 2024
In due mesi oltre 500 denunce, la stessa cifra dell’intero anno scorso. I problemi sono gli spazi ridotti, le attività scarse e le celle sempre chiuse. Dal sovraffollamento alle celle troppo “chiuse”: è boom di ricorsi di detenuti che denunciano “trattamenti inumani e degradanti” in carcere, in violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea dei diritti umani. Come certifica il tribunale di Sorveglianza di Milano, che ha competenza non solo sul capoluogo lombardo ma anche su altri istituti penitenziari della regione, dal primo gennaio al 10 febbraio di quest’anno, quindi in poco più di un mese, le nuove denunce registrate sono state 555. A colpire è il confronto con il passato: il dato, seppur parziale, è già più alto dell’intero 2023 (quando i reclami furono 477 in dodici mesi) e di tutto il 2022 (534). Dato che potrebbe rappresentare una spia sul peggioramento delle condizioni delle persone recluse.
di Rosario Di Raimondo
La Repubblica, 12 marzo 2024
Intervista alla presidente del tribunale di Sorveglianza: “Quando risarciamo i detenuti stiamo affermando che c’è stata una costrizione illegittima, una contraddizione, e molti vincono le cause”.
parmatoday.it, 12 marzo 2024
Ecco cosa chiedono: dalle chiamate ai familiari agli aspiratori nei bagni. Prosegue, in questi giorni, la protesta di 114 detenuti della Sezione Alta Sicurezza all’interno del carcere parmigiano di via Burla. La mobilitazione interna, annunciata per quattro settimane dalla fine di febbraio, ha lo scopo di far luce sulle condizioni di vita delle persone all’interno del carcere. La protesta, che si sta concretizzando anche attraverso alcuni scioperi della fame a staffetta tra i detenuti, ha delle richieste ben precise. Una lista dettagliata di 25 punti è stata infatti consegnata alle autorità, tra cui anche il Garante dei Detenuti della Regione Emilia-Romagna.
di Marco Brunacci
umbria7.it, 12 marzo 2024
Intervista all’ex Direttore della Casa Circondariale di Terni, Francesco Dell’Aira. In occasione del 207° anno della fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria abbiamo incontrato un uomo che ha passato la sua vita nell’amministrazione penitenziaria. Un’amministrazione per quello che è stata, per quella che è oggi e per gli obiettivi che si è prefissa a medio e lungo termine di raggiungere. L’istituzione carcere in questi anni è cambiata da luogo lontano dalla realtà fino a diventare un centro di condivisione dei problemi della società e pronta a reintegrare quei soggetti che hanno bisogno di un’altra possibilità. Il carcere nel passato era lo specchio della società, oggi le parti sono invertite e forse la società è diventata lo stesso specchio riflesso del carcere. Una considerazione degna di essere approfondita e per entrare in un modo cosi’ complesso e sconosciuto all’opinione pubblica solamente chi ha vissuto in prima linea può in maniera esemplare raccontare la time line dei cambiamenti.
- Firenze. “La detenuta che ha perso il bambino era dimagrita dieci chili”
- Messina. Sul Garante dei detenuti i Radicali incalzano il sindaco
- Reggio Calabria. Personale sanitario per le carceri, il bando dell’Asp di Reggio va deserto
- Torino. La direttrice del carcere racconta il mondo contenuto tra quelle mura
- Ferrara. Oltre le sbarre? C’è un campo da rugby










