di Lodovica Bulian
Il Giornale, 15 febbraio 2024
Il ministro Nordio: “Vi spiego la mia riforma. Troppi innocenti in cella, c’è un uso eccessivo del carcere preventivo. Il collegio di tre giudici eviterà moltissimi errori”. “Grazie all’abrogazione dell’abuso d’ufficio una vittoria per le garanzie dei cittadini e per l’efficienza della pubblica amministrazione”.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 febbraio 2024
Parla la senatrice del Partito democratico, vicepresidente di Palazzo Madama. “L’attenzione alla vittima di reato è doverosa, non so se l’inserimento in Costituzione sia lo strumento più adatto”. Ddl Nordio e riforme della giustizia: ne parliamo con la senatrice del Pd Anna Rossomando, vicepresidente di Palazzo Madama.
di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 15 febbraio 2024
Il leader di Forza Italia rilancia la necessità di una “giustizia giusta” nonostante la cautela del ministro Nordio. Che dice “prima il premierato”. Bene l’approvazione in Senato del ddl Nordio, ma che nessuno, in maggioranza, pensi di cullarsi sugli allori e considerare provvedimenti come l’abolizione dell’abuso d’ufficio il punto d’arrivo della visione garantista del governo. Anzi.
di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2024
Approvata definitivamente la norma con la delega per istituire il divieto. Lo stop sarà previsto fino al termine dell’indagine o dell’udienza preliminare. Sei mesi a disposizione del ministero della Giustizia per modificare il Codice di procedura penale introducendo il divieto di pubblicazione delle ordinanze cautelari sino al termine delle indagini o dell’udienza preliminare. A prevederlo è la norma certo più contestata della legge di delegazione europea approvata ieri mattina definitivamente dal Senato.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 15 febbraio 2024
Espansione del paradigma vittimario: ne parliamo con il professor Vittorio Manes, ordinario di Diritto penale nell’Università di Bologna.
Professore, intervenendo all’Inaugurazione dell’anno giudiziario dell’Unione Camere penali, ha detto che “dietro la fabbrica dei reati c’è la fabbrica delle vittime”. Cosa intendeva rappresentare?
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 15 febbraio 2024
Il diniego non è ricorribile sia per la tassatività dei mezzi impugnatori sia per l’impossibilità di analogia con decisioni che incidono su posizioni soggettive insussistenti nel caso della riparazione. La giustizia riparativa non si sovrappone in termini di finalità al processo penale. Da ciò deriva anche che non è impugnabile l’ordinanza con cui l’imputato si vede respingere l’istanza di ammissione al percorso riparativo. In realtà i due percorsi possono sovrapporsi proprio in quanto indipendenti uno dall’altro. L’articolo 44 del Dlgs 150 /2022 prevede l’ammissione agli specifici programmi stabiliti con un mediatore a prescindere dalla fattispecie e dalla gravità del reato commesso. Ma, in particolare, va precisato che non c’è analogia sul contenuto tra una decisione che incide su situazioni soggettive e l’iter riparativo che tende ad annullare le conseguenze del reato. Da ciò ne deriva che non è possibile un’interpretazione estensiva dei mezzi d’impugnazione fino a farvi ricomprendere la domanda di ammissione alla giustizia riparativa.
di Jacopo Storni
Corriere Fiorentino, 15 febbraio 2024
Sempre più critica la situazione delle carceri in Italia e in Toscana. Martedì pomeriggio un detenuto italiano si è tolto la vita nel penitenziario Don Bosco di Pisa, facendo salire a 19 i sucidi in questo inizio 2024, che si prospetta uno degli anni più terribili su questo fronte. Pochi giorni prima, a Sollicciano era andata in scena una violenta rissa tra reclusi, nel corso del quale ne hanno fatte le spese una decina di agenti che sono finiti al pronto soccorso, due dei quali feriti agli occhi in modo piuttosto grave.
di Andrea Aversa
L’Unità, 15 febbraio 2024
Irene Testa: “Quanti sono i detenuti vittime di questa dinamica?”. Le parole della Tesoriera del Partito Radicale e Garante dei diritti dei detenuti della Regione Sardegna: “Per legge a meno di particolari condizioni, non si può essere reclusi oltre i 200km di distanza dal territorio di appartenenza. Cocco, in condizioni difficili di salute, è stato improvvisamente trasferito - nel giro di poco più di due settimane - dalla Sardegna in Sicilia, in regime di alta sicurezza, e poi rimandato in Sardegna. Perché?”.
di Francesco Oliva
La Repubblica, 15 febbraio 2024
Ennesimo suicidio nel carcere di Lecce. Il terzo in cinque mesi. Un detenuto di 45 anni, originario della provincia di Taranto, si è tolto la vita nella mattinata di mercoledì 14 febbraio all’interno della sua cella nell’istituto penitenziario di Borgo San Nicola. È accaduto durante il cambio turno quando gli agenti della Polizia penitenziaria in servizio nella Prima sezione del padiglione circondariale C2, hanno fatto la tragica scoperta, lanciando immediatamente l’allarme. Nonostante gli sforzi profusi, non si è potuto fare nulla per salvare la vita del detenuto, che era già deceduto al momento dell’arrivo dei soccorritori. L’uomo lavorava in carcere ed era già seguito dai medici della struttura per i suoi problemi psichiatrici.
di Stefano Brogioni
La Nazione, 15 febbraio 2024
Un uomo di 51 anni si è sentito male due settimane fa, poi il decesso a Careggi. Il suo legale: “Ho chiesto che venga fatta l’autopsia”. In una lettera aveva parlato di percosse. Il pomeriggio del 31 gennaio, Gafur Hasani, 51 anni, serbo, si è sentito improvvisamente male nel carcere di Sollicciano, dov’era detenuto da un paio di settimane per una misura di custodia cautelare per rapina. Un compagno di cella ha richiamato l’attenzione della sorveglianza perché il 51enne era improvvisamente svenuto. Hasani da quel momento non si è più risvegliato. Ieri mattina è morto all’ospedale di Careggi. Ma il suo avvocato, Francesco Del Pasqua, vuole vederci chiaro. Ha chiesto al giudice che sia fatta l’autopsia.
- Modena. Morti nella rivolta in carcere del 2020: a marzo si decide sull’archiviazione
- Reggio Emilia. Pestaggio in carcere. La Camera penale: “Condizioni denigranti per la dignità umana”
- Viterbo. “Sulle violenze nel carcere il procuratore ha agito in modo corretto”
- Sassari. Il calvario in carcere di Simone Niort finisce alla corte di Strasburgo
- Lecco. “Si abbassa pericolosamente l’età dei detenuti, che per il 60% sono stranieri”










