ansa.it, 1 marzo 2026
Trentaquattro tele raffiguranti autoritratti di detenuti del carcere napoletano di Poggioreale saranno esposte per una settimana nel Gran Salone dei Busti di Castel Capuano. Dell’iniziativa ha parlato, a margine della cerimonia di scoprimento del busto per l’avvocato Vincenzo Maria Sinsicalchi, Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello. “Stiamo lavorando alla pubblicazione di un libro che si intitola ‘Evasioni Creative’ - ha detto Covelli - e partendo dal lavoro fatto dal maestro Lello Esposito nel carcere di Poggioreale con un laboratorio artistico per i detenuti abbiamo realizzato un progetto affinché qui, sotto i grandi busti dei giureconsulti eccellenti, ci siano per una settimana i quadri realizzati dai detenuti con la direzione e l’insegnamento dell’artista”.
di Franco Vaccari
Avvenire, 1 marzo 2026
La difesa è necessaria alla vita e alle istituzioni, ma quando perde misura supera una soglia e diventa forza che distrugge l’altro. Una forza che si può ridurre, limitare, educare, recuperando il patrimonio della nonviolenza come responsabilità quotidiana. Non si fa più la guerra solo con eserciti e confini. Oggi si combatte economicamente, con sanzioni e dazi; sulle risorse e sul clima; con la disinformazione e la manipolazione delle elezioni; con attacchi a distanza, satelliti e droni, algoritmi e guerre per procura, con un semplice cellulare. Se la violenza organizzata, nelle diverse forme di guerra, ha cambiato pelle, non ha però cambiato natura.
di Stefania Garassini
Avvenire, 1 marzo 2026
Il processo contro Meta e YouTube a Los Angeles segna un punto di rottura nella fiducia tra famiglie e piattaforme. Le accuse di responsabilità nell’indurre dipendenza chiamano in causa un modello ed evidenziano l’inadeguatezza dei sistemi di protezione. Ne emerge una sconfitta collettiva. “Questi sono casinò per l’attenzione. E il banco vince sempre”. È una delle frasi nei documenti al centro del processo in corso in questi giorni a Los Angeles contro Meta e YouTube. L’allusione è alla natura dei servizi online sotto accusa, che sarebbero responsabili di aver creato meccanismi per attrarre e gestire l’attenzione degli utenti più giovani fino a indurre alla dipendenza e a forme di disagio mentale anche grave.
di Italo Di Sabato
osservatoriorepressione.info, 1 marzo 2026
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia. C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri cubitali sopra ogni dibattito sull’immigrazione, sopra ogni decreto, sopra ogni ddl, sopra ogni talk show e sopra ogni post indignato: la destra odierna senza i migranti non sarebbe niente. Niente identità, niente collante, niente racconto. Una macchina politica vuota. I migranti sono il nemico perfetto. Non perché lo siano davvero, ma perché sono costruiti come tali.
di Flavia Amabile
La Stampa, 1 marzo 2026
Gli spostamenti dall’Italia al Cpr avvengono in aereo e per alcuni dei 90 reclusi è già la seconda volta. Gli avvocati: “Mistero sui criteri con cui vengono scelti”. È deserto l’hotspot al porto di Shengjin. È dolce la vita nel centro di Shengjn inaugurato un anno e mezzo fa dal governo Meloni con l’obiettivo di trasferire lontano dall’Italia fino a 3 mila stranieri irregolari. In questa mattina quasi primaverile, con il mare albanese che brilla davanti e i galli che cantano in lontananza, una donna con un giubbotto arancione passa straccio e scopa sul cortile deserto.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 1 marzo 2026
Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. La mia generazione ne ha già viste sul campo tre lunghe (1980-88, 1990-91, 2003-2010) e un paio più brevi in poco più di 45 anni. Ogni volta si pensava fosse quella definitiva: per raggiungere quale scopo, oggi come ieri, non è dato sapere. Se non uno: quello di fare di Israele la potenza dominante della regione con la distruzione di interi popoli, gli stessi che insieme ai palestinesi già si trovano sul menù del Board of Peace di Trump, dove i miserabili accoliti di Trump una decina di giorni fa a Washington canticchiavano nel microfono come dei Fantozzi in gita aziendale.
di Davide Illarietti
Corriere del Ticino, 1 marzo 2026
Lo chalet riservato agli incontri intimi dei detenuti va in pensione, dopo quarant’anni - Che cosa prenderà il suo posto? Entrare nella casetta ai margini del bosco della Stampa è un’emozione forte, anche se non sei un carcerato che aspetta di rivedere la propria dolce metà dopo tanto tempo. Lo chalet dell’amore, o per meglio dire la cella - per entrare bisogna attraversare un’infinità di cancelli sorvegliati, uno dopo l’altro, all’interno del carcere - accoglie gli ospiti con l’odore delle case vecchie. Gli infissi anni 60 e il mobilio ricordano certi rustici della vicina Val Colla. Non fosse per le inferriate e il filo spinato tutto intorno, potresti pensare di trovarti in un bed-and-breakfast di terz’ordine.
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2026
Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone. Pietro Marinaro a Padova non ha retto all’idea di essere trasferito e ha scelto di concludere prima della partenza la sua vita. Oggi racconteremo di Giuseppe M., di Antonio C.M., di Francesco O., di Catello R.
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2026
Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone. Pietro Marinaro a Padova non ha retto all’idea di essere trasferito e ha scelto di concludere prima della partenza la sua vita. Oggi racconteremo di Giuseppe M., di Antonio C.M., di Francesco O., di Catello R.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 febbraio 2026
“Io non ti credo più”. Non è soltanto il titolo dell’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, è un urlo silenzioso che rimbomba tra le sbarre degli Istituti Penali per Minorenni (Ipm). È il sentimento di chi ha smesso di sperare in un sistema che un tempo provava a recuperarti e che oggi, invece, sembra volerti solo punire. I ragazzi e le ragazze che finiscono dentro non si fidano più degli adulti: vedono uno Stato che non ascolta, non accoglie e non sostiene, ma amministra la giustizia con un desiderio di vendetta che sa di resa.










