di Errico Novi
Il Dubbio, 8 febbraio 2024
Drammatica audizione di Giovanni Russo ieri alla Camera. Apertura sulle “comunità” per chi è a fine pena. Oggi l’evento del Pd sul carcere. È raggelante. Il capo del Dap Giovanni Russo non si rifugia nelle perifrasi. Non elude la tragedia dei suicidi in cella. E forse, la sincerità del suo intervento di ieri alla Camera restituisce un quadro persino più grave del previsto. Soprattutto quando, nel cercare una spiegazione alla tragica scia di morte di inizio 2024, con 15 detenuti che si sono tolti la vita dietro le sbarre, ammette che “ci sono pochi psicologi, pochissimi psichiatri, risorse limitate, e su questo non è all’orizzonte un’inversione di tendenza”. Eppure, solo con professionisti in grado di “intercettare” un “dolore che “non è patologia”, ma “sofferenza che non deve essere acuita dalla permanenza negli istituti di pena”, solo se si riuscisse ad assistere i più fragili, sarebbe possibile frenare la strage. Ma visto che le “risorse”, allo stato, mancano, il dottor Russo, magistrato che Carlo Nordio ha nominato al vertice delle carceri italiane, ipotizza “un approccio diverso”, con “attività di verifica e monitoraggio” da realizzare anche attraverso le “segnalazioni” di “avvocati, volontari e cappellani” che conoscono il sistema penitenziario. E va benissimo, intendiamoci, che si cerchi qualsiasi strumento, in assenza di quelli d’elezione. Ma pensare di arginare solo così un’escalation che, proiettata sull’intero anno, farebbe registrare la terrificante statistica di 150- 160 detenuti suicidi, sarebbe impensabile.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 8 febbraio 2024
“Non c’è all’ordine del giorno da parte dei decisori ministeriali una misura contro il sovraffollamento. Pochi psicologi e pochissimi psichiatri. E d’ora in poi lavoreranno per meno ore”. In audizione alla Camera, il capo del Dap Giovanni Russo: “Serve un diverso approccio”. “Abbiamo oggettivamente un incremento di circa 400 detenuti in più ogni mese nelle carceri italiane. Ad oggi abbiamo 60.814 detenuti. Di questi, 43mila sono comuni e gli altri si dividono in alta sicurezza e 41 bis”. Il capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Giovanni Russo davanti ai deputati della commissione Giustizia non può far altro che scattare una fotografia dell’attuale “emergenza” carceraria. 15 suicidi dall’inizio dell’anno? “C’è una tendenza al rialzo in questo primo scorcio del 2024 che per noi è abbastanza inspiegabile”, anche se è un fenomeno che “si intreccia con quello del sovraffollamento”, ammette. E poi, chiaro come il sole: “Non c’è all’ordine del giorno da parte dei decisori ministeriali una misura contro il sovraffollamento”.
di Thomas Usan
La Stampa, 8 febbraio 2024
“Se le presenze dovessero ancora crescere, tra un anno saremo oltre le 67 mila presenze, come ai tempi della condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo”. Nel 60,5% delle carceri italiane non è sempre garantita l’acqua calda e il 31,4% delle strutture sono state costruite prima del 1940. Questi dati emergono dal report che l’associazione Antigone pubblica annualmente per verificare le condizioni degli istituti penitenziari italiani.
di Bepi Martellotta
Gazzetta del Mezzogiorno, 8 febbraio 2024
L’Unione delle Camere penali italiane ha deciso di fermarsi sino al 9 febbraio per denunciare le “vergognose e ingiuste condizioni di detenzione” italiane. Il disegno di legge Nordio è tornato al Senato e tutti, fuori dai “Palazzi”, si aspettano che si occupi dei problemi veri e reali della Giustizia, della quale ormai da tempo si dice faccia acqua da tutte le parti. E invece, questa macro-riforma che sembra voler risolvere e aggiustare, qui e là, altre micro-riforme che si sono succedute negli anni, di tutto si occupa tranne che della madre dei problemi della Giustizia, i suoi tempi.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 8 febbraio 2024
Il racconto dell’incontro con l’ideatore e conduttore del programma in onda dal 2001 su Radio Radicale. Un dialogo su molti temi legati alla detenzione con un fil rouge: l’amore per i diritti di tutte le persone. “Mi scandalizza l’indifferenza”. Una lunga intervista di VITA a Riccardo Arena. Mi accoglie davanti alla porta d’ingresso della redazione di Radio Radicale, nel centro di Roma, con l’entusiasmo e la passione per il suo lavoro e per l’amore verso il prossimo che lo caratterizzano e che si percepiscono già da una stretta di mano. È Riccardo Arena, ideatore nel 2001 della rubrica radiofonica Radio Carcere, in onda ogni martedì e giovedì alle ore 21. Sta preparando la prossima puntata ma mi dedica comunque molto tempo, mi presenta i colleghi e la neo direttrice di Radio Radicale Giovanna Reanda. “Potremmo parlare per giorni interi di carcere”, mi dice Arena.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 8 febbraio 2024
Durante la notte del 5 gennaio scorso un detenuto è stato prelevato dalla sua cella nel carcere di Cagliari-Uta ed è stato tradotto al Pagliarelli di Palermo. Istituto penitenziario, quest’ultimo, dotato della sezione Alta sicurezza 3, riservata agli accusati di reati di stampo mafioso, traffico di droga e sequestro di persona. Nel caso di Tomaso Cocco, primario del reparto di Terapia del dolore dell’ospedale Binaghi di Cagliari, i giudici del tribunale del Riesame avevano escluso la sussistenza del reato di associazione di tipo mafioso e di associazione segreta. Il detenuto, coinvolto in una inchiesta sui rapporti illeciti tra criminalità organizzata e “colletti bianchi”, subisce da mesi una detenzione che nei fatti ignora la sentenza dei giudici del Riesame.
di Andrea Bocconi*
Il Fatto Quotidiano, 8 febbraio 2024
Poi tornerà, temo, ad essere rimosso dalle pagine dei giornali e dalle nostre coscienze. Aumenta il numero dei detenuti, aumentano i suicidi, ci sono carceri dove direttori coraggiosi, personale e volontari propongono alle persone detenute veri percorsi riabilitativi, fanno ciò che la Costituzione richiede. Tra le proposte importanti, in Italia e in molti altri paesi c’è quella della meditazione: Liberation Prison Project opera da venti anni in più di molti Istituti, prepara operatori selezionati. In un buon carcere, vedi Bollate, le recidive sono del 17 per 100, contro il 70 per cento medio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 8 febbraio 2024
In un’audizione sui suicidi in cella, il capo del Dap, Giovanni Russo, annuncia il piano: “Non daremo soldi, ma know how”. Ipotesi di creare spostare dal carcere a (nuove) comunità i detenuti con fine pena breve. Un’audizione che doveva essere incentrata sui suicidi in carcere, si è trasformata in una serie di annunci che potrebbero stravolgere il sistema penitenziario italiano. Parla poco Giovanni Russo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ma quando parla non si limita alle parole di circostanza. E allora eccolo, dopo essersi rammaricato per l’aumento delle persone che si sono tolte la vita in prigione nel 2024 - “una tendenza per noi inspiegabile” - annunciare, in commissione giustizia, alla Camera un paio di novità sorprendenti.
di Luca Sofri
ilpost.it, 8 febbraio 2024
È dargli la possibilità di lavorare: tra i detenuti che lo hanno fatto la recidiva è del 2 per cento, mentre per tutti gli altri è quasi del 70. Uno dei fattori che contribuiscono maggiormente all’annoso problema del sovraffollamento delle carceri italiane è la recidiva: la gran parte dei detenuti torna a commettere reati dopo aver scontato la propria pena ed essere uscita dal carcere, e quindi poi quasi sempre ci torna. Secondo i dati più recenti (aggiornati alla fine del 2022) diffusi dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (CNEL, un organo consultivo del governo) succede nel 68,7 per cento dei casi. Significa che più di 2 ex detenuti su 3, una volta in libertà, commettono di nuovo reati.
di Giulia Merlo
Il Domani, 8 febbraio 2024
Il provvedimento approvato al Senato, col sì di Azione e Italia Viva. Dubbi di costituzionalità sull’abrogazione dell’abuso d’ufficio ignorati, spetterà al Colle valutare se ratificarlo. Si sta rivelando un calvario l’approvazione del ddl Nordio, finalmente approdato in aula al Senato dopo il lungo iter di commissione e il via libera del Consiglio dei ministri nel giugno scorso. Il testo è un assaggio della riforma penale che il guardasigilli Carlo Nordio ha detto di avere in mente: sei articoli che toccano temi diversi e tutti forieri di polemiche e scontri d’aula. Tanto che il testo, che avrebbe dovuto venire approvato martedì, è stato oggetto di un compatto ostruzionismo d’aula da parte del Pd e del M5S, che almeno su questo hanno trovato una compattezza tattica.
- Abuso d’ufficio, scontro Renzi-Pd. L’ex premier: “Non ascolta i suoi sindaci”
- Lo sbandierato pacchetto sicurezza fermo da tre mesi: quella lista di nuovi reati mai convertiti in legge
- Toscana. “Impennata di malattie nelle carceri e alto tasso di suicidi anche fra gli agenti penitenziari”
- Firenze. Sollicciano disumano, 200 ricorsi
- Venezia. Suicidio in carcere verso l’archiviazione. La famiglia si oppone: “Potevano salvarlo”










