di Valentina Stella
Il Dubbio, 6 febbraio 2024
Per il presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane Francesco Petrelli servono subito interventi deflattivi. “Invitiamo il ministro Piantedosi e la premier Giorgia Meloni a recarsi in questi centri: la prima cosa che si prova è la vergogna per la mancanza di igiene, gente che non può fare una doccia una volta al mese o avere un pasto caldo, cura della salute pervertita, con psicofarmaci e antipsicotici somministrati a fiumi, fuori dal piano terapeutico”.
di Rita Bernardini e Roberto Giachetti
La Stampa, 6 febbraio 2024
Cara Giorgia Meloni, ti scriviamo al nostro 15° giorno di sciopero della fame, un’iniziativa nonviolenta che fa parte del “Grande Satyagraha 2024” deciso in occasione del X congresso di Nessuno Tocchi Caino celebrato nel carcere di Opera nel mese di dicembre scorso. Satyagraha vuol dire “forza della verità” e già tanti cittadini si sono uniti a noi, con uno o più giorni di digiuno, per aprire un dialogo - soprattutto con te - finalizzato a ridurre sensibilmente il drammatico sovraffollamento e, quindi, a migliorare le condizioni di detenzione.
di David Maria Riboldi*
Avvenire, 6 febbraio 2024
La sentenza della Corte costituzionale sui colloqui in carcere. La sentenza della Corte costituzionale n.10 del 2024 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 18 dell’ordinamento penitenziario là dove non permette di avere colloqui “con il coniuge, la parte dell’unione civile o la persona con lei stabilmente convivente, senza il controllo a vista del personale di custodia”. Quanto basta per aprire le porte, letteralmente, alla liceità di spazi e tempi di intimità con la persona amata, a oggi negati, dietro le sbarre. Da non etichettare come una mera “evasione” ormonale, ma da rispettare nella sua desiderata natura: quel limbo in cui togliere la corazza, necessaria in sezione, e farsi chiamare, canterebbe De André, “micio bello e bamboccione”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 6 febbraio 2024
Dopo le dichiarazioni critiche del ministro sul Csm troppo “indulgente” nel giudicare gli illeciti e l’operosità dei magistrati, si riapre la partita del decreto che dovrebbe attuare la legge Cartabia, e che vede il Parlamento su posizioni anche più dure di quelle del guardasigilli.
di Giovanni Maria Jacobazzi
Il Dubbio, 6 febbraio 2024
Illeciti più diffusi tra i requirenti e nei distretti giudiziari del Sud. Nel 2023 sono stati 15 i magistrati condannati in sede disciplinare dal Csm: 8 con la censura, la sanzione più lieve. Sono questi i numeri contenuti nell’ultima relazione del procuratore generale della Cassazione Luigi Salvato, titolare, insieme al ministro della Giustizia, dell’azione disciplinare nei confronti delle toghe. Non tutte le segnalazioni che arrivano ai due uffici determinano, va ricordato, l’avvio dell’azione disciplinare: la stragrande maggioranza di esse, infatti, verrà archiviata nel cosiddetto “predisciplinare” da parte dello stesso pg che, a suo insindacabile giudizio, decide quale procedimento mandare avanti e quale no.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2024
La tassatività dei mezzi di impugnazione non consente di estendere alla licenza premio dei semiliberi la possibilità del reclamo, previsto invece per i permessi premio dei detenuti. Però va comunque riconosciuto lo strumento del ricorso per cassazione contro il diniego della misura espresso dal magistrato di sorveglianza. Secondo la Cassazione non ha profili di illegittimità costituzionale la mancata previsione di un vero e proprio appello di merito - cioè il reclamo al Tribunale di sorveglianza - contro la decisione del magistrato di sorveglianza sulla richiesta di licenza premio nei regimi di semilibertà. In quanto la misura una tantum richiesta esprime una modalità di esecuzione del già accordato beneficio della semilibertà.
di Angiola Petronio e Roberta Polese
Corriere del Veneto, 6 febbraio 2024
“Serve più assistenza, sia psichiatrica che psicologica”. Così don Carlo Vinco, Garante dei detenuti, dopo il quinto suicidio a Montorio da novembre. “Gli ero stato vicino, sono andato 4 volte a trovarlo in ospedale quando era ricoverato per il tentato suicidio all’inizio di gennaio. Aveva una situazione personale molto difficile. E non si è trattato di un caso di emulazione. È stata una sua decisione”. La voce è scorata. Sfibrata da quanto in quel carcere dove lui - don Carlo Vinco - è il Garante per le persone detenute, sta accadendo. Cinque suicidi da novembre all’altro giorno, quando a togliersi la vita - impiccandosi in cella è stato un detenuto ucraino di 38 anni.
di Mario Consani
La Repubblica, 6 febbraio 2024
Cinque persone in celle dove dovrebbero vivere in due. Sovraffollamento alle stelle, capienza limitata da lavori in corso da decenni in due raggi, presenza record di casi psichiatrici. E popolazione di detenuti sempre più giovane e straniera, con gli arresti giornalieri in città che aumentano e vanno a riempire ancora di più le celle strapiene. Al di là della polemica esplosa ieri per il diniego del ministero alla presentazione dell’ultimo libro di Giuliano Amato in programma per questa mattina proprio lì dentro, il vecchio carcere di San Vittore scoppia ormai da tempo per tanti motivi.
di Luigi Ferrarella
Corriere della Sera, 6 febbraio 2024
Per molte ore nessuno dal Ministero della Giustizia si assume la responsabilità di vestire d’un qualche motivo la cancellazione ieri all’ultimo momento dell’incontro previsto stamattina. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria non ha autorizzato la presentazione, nel carcere di San Vittore a Milano, del libro scritto dall’ex presidente del consiglio e presidente emerito della Corte costituzionale, Giuliano Amato, e dalla giornalista Donatella Stasio, dal titolo “Storie di diritti e di democrazia. La Corte costituzionale nella società” (edito da Feltrinelli).
di Liana Milella
La Repubblica, 6 febbraio 2024
All’improvviso, dal carcere di San Vittore, ieri hanno annullato la presentazione del libro di Amato e Stasio sulla Costituzione che si sarebbe dovuta tenere stamattina. L’ex presidente della Consulta: “Il divieto di dialogare sulla Carta è in palese contrasto con la gravità e drammaticità del problema carcere”.
- Trento. I detenuti chiedono di non interrompere il giornale del carcere
- Messina. “Le carceri interrogano chi sta dentro e chi sta fuori”, dibattito alla libreria Feltrinelli
- Bologna. Rugby in carcere: la favola del Giallo Dozza, la squadra nata dietro le sbarre
- Roma. Le catene virtuali e il teatro dei detenuti
- Se dietro le sbarre è vietato fare cultura










