di Lilina Golia
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
Il sindaco Alfredo Bazoli: “Il progetto è per pochi posti”. Cita Pietro Calamandrei e ricorda che “il carcere è una ferita che bisogna aver visto”. L’annosa questione del carcere di Canton Mombello è stato uno degli argomenti del Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “I fondi ci sono. Non posso entrare nei particolari, ma si sta lavorando”, si è limitato a dire il Guardasigilli che ha annunciato, in riferimento alla carenza di personale, l’assunzione, nei prossimi mesi, di circa 2 mila agenti di Polizia Penitenziaria e 236 nuovi educatori, sul territorio nazionale.
reggiotoday.it, 28 gennaio 2024
L’aula consiliare ha ospitato l’evento organizzato in occasione della cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario. Carcere e rieducazione sono stati i temi al centro dell’incontro aperto alla società civile, alle scuole, alle associazioni, ospitato ieri pomeriggio nella sala consiliare di palazzo San Giorgio a Reggio Calabria. Un evento che, come ogni anno, precede la cerimonia dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, finalizzato ad approfondire problematiche rilevanti aventi a oggetto la tutela dei diritti e le garanzie costituzionali. Il presidente facente funzioni della Corte d’appello, Olga Tarzia ha aperto l’incontro evidenziando che “sulle carceri è necessario investire poiché la struttura carceraria deve diventare qualcosa di differente, sia sotto il profilo dell’accoglienza, consentendo delle condizioni minime ai detenuti, sia sotto il profilo della capacità di restituire la dignità a chi ha commesso un reato”.
di Massimo Marino
Corriere di Bologna, 28 gennaio 2024
Dionigi: “I classici insegnano a uscire dal male”. Lucrezio dietro le sbarre. La religione della libertà del grande scrittore epicureo, autore del De rerum natura, poema che rivela le mistificazioni della superstizione, varca i confini della Dozza. Lo porta domani alle 11 l’ex rettore Ivano Dionigi, da sempre studioso del poeta e del suo messaggio rivoluzionario. Partecipa a un incontro con i detenuti organizzato dal Circolo lettori del carcere, animato dalla professoressa Paola Italia e da alcuni volontari che impegnano un gruppo di detenuti nella discussione di un libro al mese, con un successivo incontro aperto al pubblico (martedì 30 alle 17.30 in Salaborsa Lab di vicolo Bolognetti). Dionigi parlerà della traduzione di Milo De Angelis di Lucrezio e porterà in omaggio ai detenuti la sua ultima fatica, L’apocalisse di Lucrezio (Raffaello Cortina editore).
di Giuseppe Picciano
lospecialegiornale.it, 28 gennaio 2024
È possibile trasformare un doloroso luogo di espiazione, come il carcere, in uno spazio più accogliente che acquisisca una certa vitalità? A quanto pare sì, grazie all’arte. È quanto si è proposta la direzione della Casa circondariale di Pistoia, che ha lanciato un progetto per la realizzazione di alcuni murales ad opera dei detenuti nelle aree comuni della struttura. L’iniziativa, ideata con il supporto della Fondazione Caript e in collaborazione gli artisti Nico “Lopez” Bruchi” e Marco “Sera” Milaneschi dell’Associazione Elektro Domestik Force, ha coinvolto circa 25 detenuti, che hanno partecipato agli incontri di coprogettazione con i due artisti, maestri nella street art.
di Daniele Piccini
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
“Silvana Ceruti. Oltre le mura”, il documentario di Marco Manzoni rievoca i trent’anni del laboratorio di scrittura in versi che Silvana Ceruti tiene nel carcere milanese di Opera. “Tutti possono diventare autori, per un detenuto è necessario dare uno sfogo alle emozioni”. Sul finire della sua breve vita, nel 1995, in uno scritto che introduce l’antologia Scrittori dal carcere (edita in Italia da Feltrinelli nel 1998), Iosif Brodskij osserva che la carcerazione è quasi levatrice della letteratura. Certo, Brodskij pensa ai poeti e agli scrittori reclusi per ragioni di dissidenza.
di Enrico Franceschini
La Repubblica, 28 gennaio 2024
Dopo l’esecuzione negli Stati Uniti del primo condannato ucciso con l’azoto puro, una tecnica di soffocamento descritta dai suoi avvocati come “una tortura”, la pena capitale torna a far discutere. Dopo l’esecuzione negli Stati Uniti del primo condannato ucciso con l’azoto puro, una tecnica di soffocamento descritta dai suoi avvocati come “una tortura”, la pena di morte torna sul banco degli imputati. Un cittadino giapponese è stato condannato in questi giorni all’impiccagione per un incendio doloso in cui hanno perso la vita 36 persone e il numero di esecuzioni è in aumento, sebbene molti Paesi abbiano abolito la pena capitale. Ecco una scheda per capire come si è schierata la comunità internazionale sulla questione.
di Alessandro Fioroni
Il Dubbio, 28 gennaio 2024
Il detenuto è stato giustiziato in Alabama con l’azoto, il primo nella storia degli Usa. Durissima condanna dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. A niente sono valsi gli appelli per sospendere l’esecuzione presentati in extremis dagli avvocati di Kenneth Eugene Smith. Così, giovedì sera intorno alle ore venti, l’uomo è diventato il primo condannato a morte nella storia Usa a venire giustiziato con l’immissione di azoto attraverso una maschera. Una “cavia” come ha denunciato l’alto commissario dell’Onu per i diritti umani.
di Chiara Bidoli
Corriere della Sera, 28 gennaio 2024
“I bimbi arrivano come zombie. Curarli significa anche farli tornare al sorriso”. Sulla Vulcano da dicembre ci sono operatori sanitari della Marina, dell’Esercito, dell’Aeronautica e medici volontari della Fondazione Francesca Rava con l’obiettivo di stabilizzare i pazienti più gravi per poi trasferirli in ospedali di livello più avanzato. C’è un ospedale “galleggiante” che offre cura e protezione a chi ha visto e provato sulla pelle le conseguenze di un conflitto che non risparmia bambini e donne. Si tratta della nave italiana Vulcano ormeggiata nel porto egiziano di Al Arish, a 20 km da Rafah, che grazie ai medici della Marina Militare, dell’Esercito Italiano e dell’Aeronautica Militare, della Fondazione Francesca Rava e alcune figure sanitarie del Qatar, sta prestando soccorso ai feriti civili provenienti da Gaza. La missione della Vulcano fa parte di una serie di aiuti che il Governo italiano, in accordo con i principali partner della regione e d’intesa con Israele, ha attivato a supporto della popolazione. Tra le altre iniziative in programma c’è anche l’accoglienza in Italia di circa cento bambini palestinesi affetti da gravi complicazioni che, accompagnati dalle loro famiglie, riceveranno assistenza sanitaria presso alcune strutture ospedaliere d’eccellenza del nostro Paese.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
Accolta la questione di legittimità costituzionale sull’articolo 18 dell’ordinamento penitenziario, che vieta ai detenuti di svolgere colloqui intimi con il coniuge o il convivente senza sorveglianza. Il magistrato di Sorveglianza di Spoleto Fabio Gianfilippi aveva sollevato una questione di legittimità costituzionale riguardo all’articolo 18 dell’ordinamento penitenziario, che non consentiva alle persone detenute di svolgere colloqui intimi, compresi quelli a carattere sessuale, con la persona convivente non detenuta, senza la presenza di un controllo a vista da parte del personale di custodia. Tale disposizione è stata contestata in quanto contrastante con diversi articoli della Costituzione italiana e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 27 gennaio 2024
Il magistrato di sorveglianza di Spoleto, Fabio Gianfilippi, ha sollevato la questione di legittimità. Il coordinatore dei garanti territoriali, Stefano Anastasìa ricorda: “In altri Paesi è permesso”. Il tema del divieto della sessualità in carcere sarà nuovamente sollevato davanti alla Corte Costituzionale. Ma questa volta con argomentazioni diverse che prima non erano state prese in considerazione. A sottoporre la questione di legittimità innanzi alla Consulta sul divieto ai detenuti, derivante dall’applicazione dell’articolo 18 dell’Ordinamento penitenziario, di fare sesso con i loro partner, in quanto tale divieto potrebbe colpire i diritti costituzionali, è il magistrato di sorveglianza di Spoleto Fabio Gianfilippi.
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