Il Dubbio, 27 febbraio 2026
Anastasia e Calderone: sanità interna “di tutto rispetto”, ma mancano traduzioni per esami fuori. Affollamento: 764 detenuti su 628 posti regolamentari. Non è la sanità interna il punto più critico, dicono i Garanti: è tutto ciò che sta fuori dal carcere e che, troppo spesso, resta fuori anche per chi avrebbe diritto a cure e controlli. È uno dei passaggi centrali della nota diffusa da Stefano Anastasia, Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Lazio, e da Valentina Calderone, Garante dei diritti delle persone private della libertà di Roma Capitale, dopo la visita di monitoraggio svolta martedì 24 febbraio alla Casa circondariale di Roma Regina Coeli.
di Anna Paola Merone
Corriere del Mezzogiorno, 27 febbraio 2026
“Qui 78 detenuti, vi racconto la nostra sfida quotidiana. Mare fuori? Non sono critico, ma è tv”. “Per salvare i baby-criminali serve una strategia di 20 anni”. Di ciascun ragazzo conosce il nome, la storia, le debolezze, le potenzialità. Dosa sorrisi e incoraggiamenti dietro i quali c’è un rigore che non arretra. Gianluca Guida è direttore del carcere di Nisida da 30 anni. Ne aveva 29 quando per la prima volta ha varcato la soglia del penitenziario minorile circondato dal mare. E da allora porta avanti una sfida “che non sarebbe stata possibile senza il sostegno di una squadra compatta, ma anche di mia moglie. Sono fortunatissimo: ho avuto tanto e ho dato tanto”.
ansa.it, 27 febbraio 2026
Da detenuti a giardinieri. È la positiva parabola di 20 reclusi del carcere militare di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) “Caserma Ezio Andolfato”, per i quali si è concluso il percorso formativo portato avanti in questi mesi dall’Università Popolare di Caserta; ai 20 nuovi manutentori del verde sono stati consegnati gli attestati di formazione professionale dopo aver svolto gli esami conclusivi. Il corso, condotto all’interno della struttura penitenziaria dai docenti dell’Ateneo casertano, rientra tra quelli finanziati dal programma Gol e rappresenta un unicum nel suo genere, peraltro in un carcere come la Caserma Andolfato che dal 2005 è l’unico carcere militare attivo in Italia.
Ristretti Orizzonti, 27 febbraio 2026
Si è svolto ieri mattina, nella Casa circondariale di Pescara, l’incontro di presentazione del magazine Manthonews, il progetto di integrazione editoriale presentato dall’ideatore e animatore, Alessio Di Carlo, docente e comunicatore dell’istituto superiore pescarese di Via Tiburtina. “Non è il solito giornalino scolastico” - ha chiarito Di Carlo, dopo l’incontro con i detenuti che frequentano il corso di studi organizzato dall’Istituto Aterno-Manthonè e quelli del CPIA Pescara Chieti - spiegando che “oltre al sito internet, che ospita qualsiasi contributo proveniente da tutta la comunità scolastica, compresi docenti e personale amministrativo, realizziamo anche una versione cartacea riservata e rivolta ai detenuti che non hanno accesso alla modalità telematica”.
veronanetwork.it, 27 febbraio 2026
Lunedì 2 marzo alle 18.15, nell’Aula Magna della Fondazione Toniolo, il Gruppo veronese della Fondazione Centesimus Annus promuove un confronto su stato e prospettive del carcere. “Non solo carcere: la luce oltre la siepe” è il titolo dell’incontro in programma lunedì 2 marzo 2026 alle ore 18:15 presso l’Aula Magna della Fondazione Toniolo, in via Seminario 10 a Verona. L’evento è organizzato dal Gruppo di Verona della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice e sarà dedicato allo stato dell’arte e alle prospettive di riforma del sistema penitenziario.
quotidianodigela.it, 27 febbraio 2026
“Gli alunni hanno portato un loro messaggio di speranza a detenuti che, a loro volta, si sono raccontati”. Uno scambio reciproco di esperienze, oltre il mero concetto di errore che segna le vite, tra due contesti certamente differenti. Il progetto “Parole che uniscono-Storie che cambiano” è arrivato, oggi, all’interno del carcere di Balate. L’insegnante Laura Gnoffo, che lo coordina, ha messo insieme la classe VA indirizzo chimica dell’istituto “Morselli” e quella della casa circondariale. Lei stessa è un tramite nella formazione e nell’insegnamento, occupandosi non solo dei suoi alunni del “Morselli” ma anche di quelli che seguono le lezioni nel carcere.
incronaca.unibo.it, 27 febbraio 2026
È sempre di corsa Bologna, anche nel weekend. Sabato 28 febbraio il Carcere della Dozza ospiterà Re Start, una gara parallela rispetto a quella ufficiale cittadina fissata per il giorno successivo. A partecipare all’interno delle mura della casa circondariale saranno 34 detenuti, suddivisi in otto squadre da 4 o 5 persone. Si correrà “a staffetta”, e la vittoria andrà alla formazione che riuscirà a completare la propria frazione di 5,1 chilometri nel più breve tempo possibile. L’idea nasce dall’iniziativa di Andrea De David, presidente del Csi (Centro sportivo italiano), e di Filippo Diaco, consigliere del comune di Bologna, in collaborazione con l’Unione Sportiva Acli locale, l’amministrazione penitenziaria e Rosa Alba Casella, direttrice del carcere. Evento che terminerà con una cerimonia alla quale saranno presenti Teresa Lopilato, presidente della Thermal Bologna Marathon, e Roberta Li Calzi, assessora allo sport.
di Gianluca Iovine
Il Dubbio, 27 febbraio 2026
Ottantuno opere da 38 istituti di pena ma un vincitore con platea e tavolo visibilmente colpiti impegnati in un lungo e commosso applauso. La giuria acclama l’“opera emozionante di uno scrittore vero” che nel “diritto di non morire per un graffio” e nella metafora di “una muffa che sa dire di no ai batteri” usa la scoperta della penicillina come orizzonte alla condizione detentiva. In videocollegamento Christof Petr, in carcere a Parma, con il racconto “L’errore, la scoperta, la cura” vince “Destinazione Altrove - La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, sezione speciale del Premio Letterario Castello, unica in Italia riservata alle persone recluse.
di Eleonora Camilli
La Stampa, 27 febbraio 2026
Nel centro rimpatri 90 persone spostate dall’Italia, arrivano i primi ricorsi. Un 22enne è già stato giudicato non idoneo: “Al Cpr di Bari ha visto morire un amico”. Il primo a tornare in Italia, dopo solo pochi giorni dal trasferimento in Albania, potrebbe essere Khalid, un ragazzo marocchino di 22 anni. Ieri la commissione medica all’interno del centro lo ha giudicato “non idoneo” alla vita ristretta all’interno del centro per i rimpatri. Ma il suo non è l’unico ricorso, avviato in queste ore, dagli altri migranti portati nelle ultime settimane oltre l’Adriatico per riempire, per la prima volta con 90 persone, la struttura di Gjader.
di Michele Gambirasi
Il Manifesto, 27 febbraio 2026
Sono stati il terreno di scontro principale nell’offensiva che l’esecutivo ha ingaggiato con la magistratura da tre anni a questa parte. Era difficile quindi che i provvedimenti in materia di immigrazione, e in particolare i centri in Albania, non rientrassero nella campagna referendaria, a maggior ragione ora che la partita sembra farsi incerta. Così dopo le polemiche sollevate sul caso Sea Watch e sul risarcimento dovuto a un cittadino algerino, la macchina comunicativa della maggioranza ieri si è rimessa in moto dopo la notizia, apparsa per prima su il manifesto, che il cpr di Gjader è ai suoi massimi storici di capienza, con novanta persone detenute.
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