Genova. Carceri, sopralluogo di Aiga e Onac: “Avvocatura fondamentale nel processo di reinserimento”
liguria.bizjournal.it, 16 gennaio 2024
Gli avvocati hanno constatato le criticità e auspicano un maggior coinvolgimento anche della popolazione civile proprio per favorire l’inserimento sociale. Dal 28 dicembre 2023 al 5 gennaio 2024 Aiga Genova ha partecipato all’iniziativa “Natale in carcere” organizzata su tutto il territorio nazionale dal Partito Radicale e dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati (Aiga) con le sezioni locali e il proprio Osservatorio Nazionale Carceri (Onac). L’obiettivo perseguito con l’attività ispettiva congiunta è stato quello di verificare le condizioni delle strutture carcerarie italiane e di portare all’attenzione dell’opinione pubblica la necessità di operare una profonda revisione dell’Ordinamento Penitenziario per garantire ai detenuti concrete possibilità di rieducazione e reinserimento sociale.
di Mariangela Pala
L’Unione Sarda, 16 gennaio 2024
Incontro ufficiale tra il sindaco di Alghero, Mario Conoci, e la nuova direttrice del carcere “Giuseppe Tomasiello”, Tullia Carra, che ha preso servizio lo scorso mese di novembre. È stata l’occasione per parlare della collaborazione tra il Comune di Alghero e l’istituto penitenziario, in particolare dello sviluppo di progetti di inclusione sociale per i detenuti, che potrebbero essere coinvolti in lavori di utilità sociale, anche attraverso le società partecipate, nel campo del decoro e verde urbano, delle manutenzioni oppure nelle aree museali o biblioteca. Un progetto che ha già prodotto ottimi risultati negli anni passati con l’obiettivo del reinserimento sociale delle persone detenute.
targatocn.it, 16 gennaio 2024
Un progetto che vede insieme Joinfruit e Opne Baladin Cuneo e che ha lo scopo di agevolare il reinserimento lavorativo attraverso la formazione in ambito agricolo. Joinfruit insieme a Open Baladin Cuneo e alla Casa Circondariale di Cuneo il prossimo 29 gennaio presentarà il progetto “Liberi di Coltivare, coltivare una rinascita”. Si tratta dell’avvio di un’attività agricola all’interno della Casa Circondariale di Cuneo come opportunità di rieducazione e rinascita per i detenuti. Un progetto che nasce dalla volontà e responsabilità di investire in attività di economia sociale e circolare che coinvolgano anche le persone più “fragili”.
di Michele Andreucci
Il Giorno, 16 gennaio 2024
I problemi che dovrà affrontare sono sempre quelli degli ultimi anni. Il sovraffollamento e la carenza del personale della polizia penitenziaria. Una realtà complessa, quella che da ieri, giorno del suo insediamento ufficiale, si è presentata alla nuova direttrice del carcere di Bergamo, Antonina D’Onofrio. Secondo gli ultimi dati del ministero della Giustizia nella casa circondariale di via Gleno sono detenute 562 persone a fronte di 319 posti regolamentari, il dato più alto degli ultimi sei anni, un indice di affollamento che colloca Bergamo all’ottavo posto in Italia. Il personale della polizia penitenziaria conta su 206 operatori, ma ne servirebbero, pianta organica alla mano, circa 40 in più.
leccotoday.it, 16 gennaio 2024
I Lions del Club Lecco Host hanno fatto visita al carcere di Bollate in qualità di sostenitori del progetto di incontro tra i ragazzi di diverse classi del Bertacchi e alcuni detenuti ed ex detenuti del gruppo di Arteterapia del penitenziario milanese. Grazie al contributo dei Lions, all’interno del libro “Avevano calcolato tutto tranne l’Imprevisto” verrà aggiunto un capitolo dedicato proprio all’esperienza di incontro tra i ragazzi della scuola superiore di Lecco e i detenuti all’interno del carcere. Scuola-carcere è un progetto attivo in Italia grazie alla partecipazione di docenti, studenti, dirigenti, associazioni e volontari.
vocetempo.it, 16 gennaio 2024
Il 19 gennaio ricorre il 160esimo dalla morte della Marchesa Giulia di Barolo. Per l’anniversario venerdì 19 gennaio alle 9 nella chiesa di Santa Giulia (dove riposano le spoglie mortali dei marchesi di Barolo) sarà celebrata una Messa e, alle 17, a Palazzo Barolo si terrà il primo appuntamento di un ciclo di sei incontri sulle tematiche delle carceri a cui interviene l’Arcivescovo Repole. Per l’anniversario, nella mattinata di venerdì 19 gennaio, alle ore 9, nella Chiesa di Santa Giulia (luogo dove riposano le spoglie mortali dei marchesi Giulia e Carlo Tancredi)
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 16 gennaio 2024
Se si pensa all’odio social, cioè a quello su cui si dibatte in questi giorni, non possiamo ignorare una differenza fondamentale: gli “hater” digitali non sono animati da ira invecchiata, ma da ira impulsiva e immediata, scatenata senza ragioni. Leggendo, sulla “Lettura”, la pagina di Giuseppe Antonelli sulla lingua dell’odio e scorrendo un bell’intervento di Paola Giacomoni sulla “dissonanza dell’odio” nel sito leparoleelecose.it, mi sono ricordato di un paio di scenette a cui ho assistito di recente. Su un vagone della metropolitana a Milano, entra un allegro gruppo di liceali, parlano della mattinata appena trascorsa a scuola e un compagno rimprovera all’altro di aver fatto, durante l’interrogazione, la “figura del mongoloide”.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 16 gennaio 2024
La procura di Lodi ha aperto un fascicolo, intanto infuria la polemica politica. Un fascicolo modello 45, “conoscitivo”, cioè senza ipotesi di reato né indagati. Dietro l’accapigliarsi sui social e le immancabili interrogazioni parlamentari, al momento, l’unico elemento certo sulla morte di Giovanna Pedretti è il lavoro che sta facendo il procuratore di Lodi Maurizio Romanelli: acquisire informazioni, capire qualcosa di più della dinamica del fatto. C’è una Fiat Panda rossa sequestrata e tenuta in custodia dai carabinieri. La donna, il cui corpo è stato ritrovato su una delle sponde del Lambro, avrebbe viaggiato da sola a bordo dell’auto e, a quanto si apprende, la tappezzeria è macchiata di sangue.
di Chiara Daina
Corriere della Sera, 16 gennaio 2024
Diventare grandi a volte è un percorso a ostacoli che può bloccare. Aspettative dei genitori, giudizi dai social e la voglia di trasgredire. Ma i ragazzi possono uscirne. Quella dei nativi digitali (nati tra la fine degli anni novanta e i primi anni duemila) è una generazione sempre più esposta ai rischi della rete. Secondo uno studio promosso dal Dipartimento delle Politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri e dal Centro nazionale dipendenze e doping dell’Istituto superiore di sanità, su un campione di più di 8.700 studenti tra 11 e 17 anni, il 2,5% (circa 99.600 studenti italiani) presenta caratteristiche compatibili con una dipendenza da social media e il 12% (circa 480mila studenti) è a rischio di sviluppare un disturbo da uso di videogiochi. Inoltre, l’1,8% degli alunni delle medie (circa 30.175 adolescenti delle scuole medie) e l’1,6% di quelli delle superiori (circa 35.792 ragazzi) sono arrivati a vivere una condizione di isolamento sociale volontario nella loro camera (hikikomori), con prevalenza più alta tra le ragazze.
di Silvia Morosi
Corriere della Sera, 16 gennaio 2024
Corsi online e libri per 680mila studenti negli ultimi tre anni. L’iniziativa #cuoriconnessi promossa da Unieuro e Polizia di Stato. Marco Titi: “La tecnologia è importante ma va gestita con un uso consapevole”. “Non accettare passivamente tutto ciò che leggiamo o vediamo online”; “non condividere immagini intime ed evitare sempre di offendere altre persone”; “chiedere aiuto per trovare la soluzione del problema”. E ancora, “mai dimenticare che il mondo online è formato da altri esseri umani”. Sono questi tre dei punti del “Decalogo contro il cyberbullismo e ogni forma di violenza” ideato da oltre mille studenti di tutta Italia e presentato a Roma presso l’istituto Virgilio. Dieci regole raccolte in un Manifesto volto a contrastare tutte le forme di discriminazione in rete (dal cyberbullismo al body shaming fino al sexting), realizzato all’interno di #cuoriconnessi. Il progetto, nato nel 2016 dalla collaborazione tra Unieuro e Polizia di Stato, vuole aiutare i ragazzi a riconoscere le situazioni di rischio, trovare la forza di parlarne con genitori e insegnanti, promuovere un uso corretto della tecnologia. “I ragazzi hanno raccolto l’invito contenuto nella Storia di Madi, dispensa a fumetti in cui una giovane è vessata per il suo aspetto fisico ed è vittima di body shaming. Si sono, quindi, trovati in estate a riflettere su questi temi e insieme hanno elaborato norme di comportamento e consigli per stare in rete in modo corretto e rispettoso”, spiega Marco Titi, direttore marketing di Unieuro.










