di Eleonora Martini
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
Le proposte di legge. 400mila le persone fragili che attualmente beneficiano della legge 6 usufruendo di un Amministratore di sostegno. Ma in parlamento è stato depositato solo il testo di Cuperlo, Ciani (Pd) e Dori (Avs). Dalla società civile arrivano impulsi - di segno opposto - a riformare la legge 6/2004. Da una parte c’è la richiesta di mettere più paletti ai poteri dell’Ads e più garanzie a tutela dell’amministrato, che è stata raccolta dall’associazione radicale “Diritti alla follia”. La loro proposta di legge (mai depositata in Parlamento per mancanza di referenti politici) evoca la Convenzione Onu per i Diritti delle Persone con Disabilità del 2006, ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 18/2009.
di Edith Bruck*
La Stampa, 6 gennaio 2024
Ogni giorno dovrebbe essere il giorno dell’antisemitisimo, non solo il 7 ottobre. Sono naturalmente d’accordo con l’appello lanciato da Marek Halter. Ma credo che non basti. L’antisemitismo oggi è un vero tsunami, difficile da arginare solo con un giorno della memoria. È sempre esistito e continuerà purtroppo a esistere, i fatti di questi mesi hanno solo aumentato la sua potenza. Per questo prima di tutto serve una testimonianza quotidiana. Da 62 anni vado nelle scuole a incontrare i ragazzi e le ragazze. Una pratica che continuo a portare avanti anche adesso che sono in sedia a rotelle, perché credo che ai giovani serva conoscere la storia e sapere quello che è successo, scoprirne anche gli orrori. Devono sapere per il loro futuro, per il futuro dell’umanità. Mi colpisce, dunque, con favore che l’appello sia nato dalle nuove generazioni. A breve anch’io pubblicherò un libro con il mio editore, La nave di Teseo, che contiene le lettere degli studenti, l’ho chiamato I frutti della memoria. Uscirà il 27 gennaio. Credo fortemente che la memoria non riguardi solo noi sopravvissuti ma sia patrimonio di tutti. Oggi però c’è un ritorno preoccupante di antisemitismo dappertutto. L’unico argine è continuare a testimoniare contro l’imbarbarimento. Leggo con sconforto anche le notizie sul museo della Liberazione di Roma, se restasse chiuso sarebbe molto grave per un paese che già fa fatica a ricordare. Infine, spero che si trovi al più presto una soluzione di pace in Medio Oriente, è già troppo tardi. Ogni morte mi riguarda. La guerra è una sconfitta di tutti, è la sconfitta dell’umanità tutta.
*Testo raccolto da Eleonora Camilli
di Roberta De Monticelli
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
L’Europa tace su pace e giustizia globale, come l’Onu impotente, tra l’enorme contraddizione fra l’universalismo dei principi e il particolarismo nazionale dei decisori politici. È veramente in agonia il diritto internazionale? È un petrarchismo da legulei o un’astrazione da cattedratici sostenere che debbano esserci leggi universali e intangibili? Possiamo continuare a distogliere lo sguardo dalle gigantesche violazioni che ne stanno promuovendo gli Usa, la cosiddetta sola democrazia del Medio Oriente, e al loro seguito l’Unione europea, mentre sbandierano i valori dell’Occidente?
di Francesco Vignarca*
Il Manifesto, 6 gennaio 2024
Le guerre sono un grosso affare: grande balzo delle azioni in Borsa e del portafoglio ordini dell’industria militare. Grazie non solo agli ultimi conflitti: il business è in crescita da due decenni. I due grandi conflitti armati che negli ultimi mesi hanno rimesso la guerra al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica occidentale (mentre troppe altre guerre continuano ad essere ignorate) ne hanno, tra le altre cose, resa evidente la dimensione economica e di guadagno “esplosivo” per alcuni centri di potere e capitale.
di Massimo Basile
La Repubblica, 6 gennaio 2024
Il 25 gennaio Kenneth Smith, 58 anni, condannato per un omicidio commesso quando ne aveva ventitré, diventerà il primo uomo in America giustiziato con la “maschera della morte”: condotto nel braccio finale di un penitenziario dell’Alabama, legato a una sedia, gli verrà allacciata al volto una maschera infernale. A ogni respiro, Smith rilascerà ossigeno e riempirà polmoni e cervello di nitrogeno, un composto inodore, incolore, insapore, ma letale. Sarà un lento avvicinarsi al soffocamento. Chuck Palahniuk, autore di Soffocare, dovrà aggiornare le sue storie, ma già ora Smith sarebbe un personaggio da romanzo: è uno dei pochi essere umani al mondo in grado di raccontare cosa si prova a morire per iniezione letale in un penitenziario americano.
di Glauco Giostra
Il Dubbio, 5 gennaio 2024
Se infilassimo la mano nel sacco contenente tutti i file del confronto politico nel 2023, non ci sarebbe quasi tema che non ne sia stato oggetto: troveremmo persino un file con onanismi dialettici su “il o la Presidente?”. Ma c’è un dibattito che non riusciremmo mai, neppure rovistando accuratamente, a tirar fuori: quello sulla drammatica situazione carceraria.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 5 gennaio 2024
La popolazione detenuta continua a crescere. A fronte di 51.272 posti ufficialmente disponibili, le persone sono oltre 60mila, con un tasso di affollamento medio del 117,2% e una situazione gravissima in alcuni istituti. Un report di Antigone fotografa la situazione delle carceri italiane a fine 2023. “Fra un anno si supereranno le 67mila presenze come ai tempi della condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo”, avverte Alessio Scandurra, coordinatore dell’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’associazione.
di Nicoletta Cottone
Il Sole 24 Ore, 5 gennaio 2024
Il pastore sardo è in carcere da 32 anni da innocente, accusato ingiustamente della strage di Sinnai. Attesa fine mese la sentenza del processo di revisione. La premier Giorgia Meloni ha parlato del caso di Beniamino Zuncheddu, scarcerato dopo 32 anni di ingiusta detenzione e in attesa della sentenza della Corte d’appello penale di Roma sul giudizio di revisione. Ne ha parlato rispondendo a una domanda di Radio Radicale, nel corso della conferenza stampa di inizio anno organizzata alla Camera dei deputati con la stampa parlamentare. Zuncheddu è il pastore sardo accusato della strage di Sinnai - tre morti e un feritoc, che è diventato il principale accusatore di Beniamino - al centro del processo di revisione della Corte penale d’appello di Roma iniziato tre anni fa, dove sono state prodotte prove che lo scagionano completamente segnalando la sua estraneità ai fatti. Processo nel quale le intercettazioni disposte dall’allora procuratore della Corte d’appello di Cagliari, Francesca Nanni, hanno svelato l’innocenza del pastore sardo che è stato in carcere per 32 anni da innocente. In attesa della sentenza prevista per la fine del mese di gennaio, la Corte d’appello di Roma lo ha scarcerato il 25 novembre 2023.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 5 gennaio 2024
Dalla campagna elettorale in poi, la stretta relazione instaurata tra il sottosegretario di Fd’I e gli agenti. Nel suo Piemonte e non solo. La grigliata Sappe nel carcere di Biella, la cena Uspp nel giorno del rinvio a giudizio. Era il 27 luglio scorso quando il sindacato Sinappe si prese la libertà di organizzare, all’interno del carcere di Biella - nel cortile - una grigliata serale con tanto di logo della polizia penitenziaria alla quale parteciparono, secondo l’interrogazione parlamentare presentata subito dopo dal Pd, oltre ad alcuni dei 23 poliziotti che a febbraio vennero sospesi perché indagati di tortura nei confronti di tre detenuti della casa circondariale biellese, anche il sindaco leghista della città Claudio Corradino e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove. Sulla lista degli invitati mancava però - per fare un esempio che descrive meglio la situazione - la Garante territoriale dei detenuti, Sonia Caronni.
di Gian Domenico Caiazza
Il Riformista, 5 gennaio 2024
Se un augurio dobbiamo formulare al Paese ed a noi tutti in tema di giustizia penale, è che il 2024 non abbia nulla a che vedere con il 2023. Tanto alte erano le aspettative, legate all’avvento in via Arenula del ministro liberale Carlo Nordio, quanto desolante la lunga teoria di promesse mancate e di provvedimenti legislativi schiettamente illiberali. Non una delle riforme liberali annunciate è approdata in Gazzetta Ufficiale e nemmeno è stata seriamente impostata, mentre riforme di segno decisamente populista sono state varate a passo di carica.
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