di Claudio Cerasa
Il Foglio, 20 dicembre 2023
Le riforme “che faremo tutte”, le promesse per il 2024, la separazione delle carriere, la stretta sulle intercettazioni e una certezza: “Quando un pm si espone non è più terzo ed esercita pressioni”. La separazione delle carriere? C’è. Le intercettazioni? Anche. Il riequilibrio tra poteri? Pure. Le pagelle? Eccole. E sul ruolo futuro dei magistrati? Partiamo da qui. Dice Carlo Nordio, ministro della Giustizia, che parlare di opposizione giudiziaria in Italia non è affatto un’eresia ma è un dato di realtà. “È un fatto”, dice il ministro. Carlo Nordio lo dice, conversando con il Foglio, pochi minuti dopo aver scortato, si fa per dire, il suo collega Guido Crosetto alla Camera.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 20 dicembre 2023
Il ministro va in Aula ed evita lo scontro diretto con la magistratura, ma denuncia alcune “tendenze”. Le opposizioni attaccano, e Stefano Musolino (Md) lo invita a un confronto pubblico. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto è tornato in Aula alla Camera per una informativa urgente in merito alle sue dichiarazioni a proposito dell’esistenza di correnti della magistratura che spingerebbero per assumere un ruolo di opposizione giudiziaria al governo e alla maggioranza.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 20 dicembre 2023
Il ministro della Difesa alla Camera, ancora sulla sua famigerata intervista al Corriere della Sera. Spiegazioni, a modo loro, ma nessuna marcia indietro di Guido Crosetto sulla sua ormai celebre intervista rilasciat al Corriere diverse settimane fa in cui attaccava la magistratura, sostenendo l’esistenza di non meglio precisate congiure ai danni del governo.
di Elisa Sola
La Repubblica, 20 dicembre 2023
Quattro carceri sotto inchiesta con oltre 120 poliziotti indagati. Vertici della polizia penitenziaria coinvolti nelle accuse e mai trasferiti lontano dal Piemonte. Il rischio, avvertito dagli inquirenti, che le indagini, tutt’ora aperte, a carico di 90 agenti in servizio in tre carceri piemontesi (Biella, Ivrea e Cuneo), possano non essere protette dalla più totale riservatezza. Anche a causa di alcuni legami, che resterebbero saldi, tra i vertici degli istituti penitenziari al centro degli accertamenti e i piani alti del Dap, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria.
tusciaweb.eu, 20 dicembre 2023
Omicidio a Mammagialla, dove un giovane detenuto è stato strangolato dal compagno di cella. La tragedia si è consumata ieri sera, martedì 19 dicembre, intorno alle 22, e la dinamica è ancora tutta da accertare. Sono in corso le indagini delle forze dell’ordine, con il contributo degli agenti di polizia penitenziaria. Stando a quanto ricostruito, tutto sarebbe nato da una lite sfociata poi in una aggressione.
di Ilaria Sacchettoni
Corriere della Sera, 20 dicembre 2023
L’esame sul corpo del quarantaduenne condannato per una vicenda di droga e trovato impiccato in cella, viene sollecitato da più parti e prima di tutti dalla sorella di Dal Corso, Marisa. Irene Testa, garante dei detenuti della Sardegna, si batte per un carcere trasparente e dunque ha nel cuore la vicenda di Stefano Dal Corso, il detenuto romano morto nel carcere di Oristano a ottobre 2022 per un suicidio che, giorno dopo giorno, appare più che sospetto. “Il 20 ottobre scorso, per chiarire ogni dubbio, ho presentato ai magistrati della Procura di Oristano una richiesta di autopsia” fa sapere la garante. L’esame sul corpo del quarantaduenne condannato per una vicenda di droga, viene sollecitato da più parti e prima di tutti dalla sorella di Dal Corso, Marisa. La giovane, intervistata da Repubblica, ha detto: “Ogni volta che rigettano l’autopsia mio fratello viene nuovamente ucciso”. Brevemente la storia di un’inchiesta complicata e lacunosa. Il 12 ottobre 2022 Dal Corso viene trovato morto nella sua cella.
di Costantino Cossu
Il Manifesto, 20 dicembre 2023
Il 20 ottobre Irene Testa ha sollecitato la Procura, “ma dalle autorità giudiziarie non è arrivata alcuna risposta”. Anche l’avvocata della famiglia del detenuto morto a Massama, per otto volte ha richiesto che l’esame venisse eseguito: richiesta negata. Inutilmente Irene Testa, garante in Sardegna delle persone private della libertà personale, chiede che sia effettuata l’autopsia sul cadavere di Stefano Dal Corso, il 42enne trovato morto nella sua cella nel carcere di Massama, a Oristano, il 12 ottobre 2022. Dopo che, la settimana scorsa, la famiglia del detenuto ha rivelato di essere stata contattata da un testimone che avrebbe fornito le prove che Dal Corso non si è suicidato, come sempre è stato detto da polizia e giudici, ma è stato ucciso, Testa si è immediatamente attivata. “Ma sinora - racconta al manifesto - dalle autorità giudiziarie non è arrivata alcuna risposta”.
di Paolo Doni
L’Eco di Bergamo, 20 dicembre 2023
La lettera di un gruppo di detenuti del carcere di Bergamo per chiedere, almeno nei giorni di festa, la riapertura delle celle nelle sezioni, accende un faro sulla preoccupante situazione di sovraffollamento di via Gleno (al 30 novembre 556 detenuti, 319 la capienza regolamentare) e, più in generale, dell’intero sistema penitenziario italiano. Per capire che cosa stia succedendo occorre fare qualche passo indietro. Dieci anni fa - ministro della Giustizia era Annamaria Cancellieri, già prefetto a Bergamo - la Corte europea dei Diritti dell’uomo condannò l’Italia per il trattamento disumano dei detenuti. Era la celebre sentenza Torreggiani, che stabilì che i metri quadrati a disposizione per ciascun detenuto erano ben al di sotto della soglia tollerabile. Come porre rimedio? L’effetto dell’indulto del 2006(lo aveva chiesto con forza Papa Wojtyla) era già svanito e nel settembre del 2013 la popolazione carceraria aveva raggiunto il picco di 66mila detenuti.
di Marina Lomunno
Avvenire, 20 dicembre 2023
Visita alla Casa circondariale Lorusso e Cutugno: “Mi state a cuore, ho grande fiducia in voi”: l’arcivescovo ha incontrato un gruppo di giovani carcerati. “La maggior parte delle persone credono che la galera sia il baratro della propria vita e che in un modo o nell’altro ci si ritorni ma è realmente così? Perché non vederla da un punto di vista più positivo? Giustamente vi domandate cosa ci sia di positivo nello stare chiusi in tre metri quadri di cella ma io lo so! Sono quasi due anni che mi trovo qui e mi sono reso conto di tre cose fondamentali: la prima è la mia crescita mentale e sui miei principi, la seconda la mia capacità innata di sognare. Sì, sogno, sogno cosa diventerò quando uscirò come quando chiedi ad un bambino cosa vuole fare da grande. E la terza sono i valori che davo per scontati ma che ora conosco in ogni sfaccettatura e importanza. Quindi ecco, mi trovo qui. Per ritrovare me stesso”.
catanzaroinforma.it, 20 dicembre 2023
Presentato il progetto messo in campo dalla Camera penale di Catanzaro insieme all’Osservatorio carcere ed esecuzione penale, con il sostegno di alcuni imprenditori locali. Tutta la bontà nel panettone che non sta solo nel gusto di assaporarlo, ma in una dolcezza del tutto speciale e difficile da descrivere che è quella che arriva dalla consapevolezza di “fare del bene”. Una bontà che si “impasta” nel laboratorio di pasticceria in carcere per offrire un’opportunità di lavoro ai detenuti dando il massimo valore alla funzione rieducativa della pena.










