di Ilaria Dioguardi
vita.it, 16 dicembre 2023
Uno studio mette in luce l’importanza di studiare e valutare il sistema penitenziario sotto l’aspetto economico-aziendale, che porta a focalizzare l’attenzione sulla coerenza tra missione e performance e, quindi, sull’adeguatezza dei modelli organizzativi a supporto del fine istituzionale. “Ragionare in termini di performance permette di recuperare una visione di sistema”, afferma Filippo Giordano, ordinario di Economia aziendale dell’Università Lumsa di Roma.
di Frank Cimini
L’Unita, 16 dicembre 2023
L’unica cosa che Alfredo Cospito, detenuto in regime di 41bis nel carcere di Sassari Bancali, può fare per passare il tempo è leggere che tra l’altro resta la sua passione da sempre. Ma può, diciamo, rifornirsi solo dalla biblioteca destinata ai reclusi del 41bis. Nei giorni scorsi, racconta l’avvocato Maria Teresa Pintus che assiste l’anarchico insieme a Flavio Rossi Albertini, è stata celebrata un’udienza davanti al Tribunale di Sorveglianza. L’oggetto del contendere era la possibilità di accedere all’elenco dei libri contenuti nella biblioteca centrale del carcere perché in quella del 41bis sono veramente pochi. L’avvocato ha chiesto anche di poter utilizzare i libri contenuti nella biblioteca del comune di Sassari.
di Liana Milella
La Repubblica, 16 dicembre 2023
Alla festa di Atreju è scontro tra Matteo Renzi e il sottosegretario Andrea Delmastro. Il sottosegretario attacca il Pd: “Io non vado a trovare Cospito in galera e non vado dai mafiosi se me lo dice Cospito”. L’ex premier boccia la maggioranza che “in quest’anno non ha fatto niente sulla giustizia”, ma salva il Guardasigilli Carlo Nordio, che gli sta seduto vicino, perché “fino a oggi non l’avete messo in condizione di fare”. Non è dunque lui il “colpevole” dell’inattività, ma i suoi che non lo sostengono a sufficienza. Il ministro non raccoglie la provocazione, vola alto e insiste soprattutto sull’impegno di accorciare i tempi della giustizia civile per via del Pnrr. Conferma che la separazione delle carriere si farà, ma solo dopo il premierato. E ci sarà anche la stretta sulle intercettazioni, perché “sequestrare un telefonino è sequestrare una vita in quanto ormai è pieno di atti riservati, anche se per fortuna la Consulta ha fatto piazza pulita sulla corrispondenza (con la sentenza su Renzi, ndr)”.
di Ilaria Proietti
Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2023
Per l’avvocato e senatrice leghista Giulia Bongiorno sulle intercettazioni va trovato un punto di equilibrio tra “la pesca a strascico” e la loro eliminazione. Ma l’applauso della platea di Atreju è lasco: le mani si spellano quando le viene proposto un pezzo di repertorio, vecchio cavallo di battaglia berlusconiano e lei si fa trovare pronta: “Io sono stra-favorevole ai test psicoattitudinali per i magistrati”. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio invece è applaudito, ma sempre in tono minore anche quando annuncia in tromba che grazie a lui il Senato sta per varare “una rivoluzione copernicana per la giustizia”. Sarà, ma non scalda il pubblico nemmeno la promessa che il bello deve ancora venire: il Guardasigilli dice che la riforma della giustizia, quella vera, ci sarà ma solo dopo la revisione della Costituzione.
di Simona Musco
Il Dubbio, 16 dicembre 2023
Presunzione d’innocenza, il niet del ministro all’emendamento: “Ma era d’accordo con me”. Vietare la divulgazione letterale dell’ordinanza di custodia cautelare fino alla chiusura delle indagini preliminari. A chiederlo, con un emendamento alla legge di delegazione europea, che si voterà mercoledì, è Enrico Costa, deputato di Azione. Che ha già ricevuto il niet di Carlo Nordio, ministro della Giustizia, lo stesso che a gennaio, nel corso di un Question time, aveva puntato il dito proprio contro la pubblicazione arbitraria di contenuti non rilevanti, che si è verificata anche dopo la riforma Orlando.
di Valeria Pacelli
Il Fatto Quotidiano, 16 dicembre 2023
Pronti i decreti per creare i Centri che conserveranno le captazioni di tutte le procure. Genchi: “Sfuggiranno al controllo dei pm. Imprenditori si spartiranno la torta”. Roma, Milano e poi Napoli e Palermo. Si troveranno in queste città i quattro server dove verranno raccolte le intercettazioni di tutte le Procure italiane. I decreti ministeriali con i requisiti per la loro realizzazione sono pronti, manca solo la firma del ministro Carlo Nordio. E intanto, proprio su quello che sarà il futuro della conservazione delle intercettazioni, alcuni magistrati avanzano perplessità. Una su tutte: esternalizzando dati così delicati, non aumenta anche il rischio che siano più facilmente accessibili da terzi? L’allarme lo lancia anche Giacchino Genchi, uno dei massimi esperti in materia di analisi informatica di tabulati e intercettazioni: “In questo modo - spiega - le captazioni sfuggiranno al controllo dei pubblici ministeri. Senza parlare dei problemi per la sicurezza e l’intangibilità che il server unico rappresenta”.
di Paolo Comi
L’Unità, 16 dicembre 2023
L’idea che si possa addirittura per legge lasciarsi aperta la porta a intercettazioni preventive di giornalisti mi mette ansia. Preferisco mille volte il rischio per la mia sicurezza mentale di leggere tutte le mattine Marco Travaglio o Piero Sansonetti, che pensarli sottoposti ad intercettazioni per individuarne le fonti. L’intelligence ci deve tutelare dal terrorismo non dalla libertà di pensiero”, afferma Marco Mancini, ex numero due dell’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna).
di Claudia Fusani
Il Riformista, 16 dicembre 2023
Intervista all’ex sottosegretario alla presidenza nel governo Draghi ora consulente per la sicurezza del sindaco Sala.
Prefetto Gabrielli, perché il sindaco Sala l’ha chiamata al suo fianco a Milano?
“Ho lasciato anticipatamente l’amministrazione dell’Interno lo scorso luglio e la Sda Bocconi mi ha offerto un contratto triennale come Professor of practice in Public Management. Questo ha spostato i miei interessi sulla città di Milano e quando il sindaco Sala mi ha chiesto una mano sui temi della sicurezza e della coesione sociale ho accettato la sfida, non nascondendomi le difficoltà e le insidie. La anticipo: la consulenza è a titolo gratuito. Sono coinvolto in questi temi da quasi quarant’anni e cerco di dare una mano”.
di Paolo Pandolfini
Il Dubbio, 16 dicembre 2023
È utile rileggere le audizioni al Csm in cui i magistrati della Procura di Palermo parlarono del dossier mafia appalti. Il problema principale della giustizia italiana sono alcuni “magistrati a piede libero”. La ho dichiarato mercoledì scorso il sostituto procuratore generale milanese Cuno Tarfusser, intervenendo per un saluto alla presentazione sotto la Madonnina del libro “Ho difeso la Repubblica. Come il processo trattativa non ha cambiato la storia d’Italia”, scritto dall’avvocato Basilio Milio, difensore dell’ex comandante del Ros dei carabinieri, il generale Mario Mori.
di Paola Rossi
Il Sole 24 Ore, 16 dicembre 2023
La recidiva ad effetto speciale contestata successivamente al decorso del termine di prescrizione del reato originariamente ascritto all’imputato, nella forma non aggravata, non consente la prosecuzione del procedimento a suo carico. La Corte di cassazione a sezioni Unite penali - con la sentenza n. 49935/2023 - ha sciolto il contrasto di giurisprudenza che si era verificato sul tema degli effetti della contestazione suppletiva di un’aggravante che di per sé prolunga il termine prescrizionale nel caso in cui il reato non aggravato risulti già prescritto al momento del rilievo della recidiva da parte del pubblico ministero. La Cassazione penale di fatto oggi afferma che la contestazione suppletiva che legittimamente il pubblico ministero può fare prima della pronuncia della sentenza non solleva il giudice dall’obbligo di dichiarare immediatamente il reato estinto quando il termine è già scaduto.
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