adnkronos.it, 16 dicembre 2023
Lunedì 18 dicembre alle ore 17.00, a Palazzo Caetani in via delle Botteghe Oscure 32 a Roma, si terrà l’evento Finché il caffè è caldo organizzato e promosso dall’Università di Roma Tor Vergata, con la collaborazione della Fondazione Camillo Caetani e delle cooperative Panta Coop, Men at Work e Gustolibero. L’occasione per mostrare i risultati e i progressi di una realtà basata sul lavoro in carcere, una occasione legata al progetto ultradecennale dell’ateneo romano legato alla didattica in carcere per lo studio e la formazione dedicata alle persone detenute. Il tema del caffè è stato scelto dalla curatrice dell’evento Serena Cataldo, assegnista di ricerca del progetto Rome Technopole, sotto la direzione di Marina Formica, professoressa ordinaria di Storia Moderna all’Università di Roma Tor Vergata e delegata del rettore per la formazione universitaria negli istituti penitenziari.
molisenetwork.net, 16 dicembre 2023
“Scrittodicuore” quest’anno premia la preghiera di perdono di un detenuto Antonio, ospite nella Casa Circondariale di San Gimignano che si aggiudica la settima edizione del concorso nazionale di scrittura che ha coinvolto gli istituti carcerari di tutt’Italia. L’iniziativa ideata e promossa dal Comune di Campobasso e dall’Unione Lettori Italiani.
di Alberto Cisterna*
Il Dubbio, 16 dicembre 2023
Il libro di Barbano è una fotografia sui meccanismi della magistratura. Il titolo non deve creare confusione. “La gogna” non è la storia di un qualche supplizio mediatico-giudiziario, né l’anticamera di una denuncia contro le sopraffazioni che talvolta si insinuano nelle pieghe dei processi per obiettivi inconfessabili. È piuttosto una fotografia, nitida, ravvicinata di un meccanismo di potere che viene messo a nudo in una dimensione quasi domestica, persino pantofolaia. Ricorda la Microfisica del potere di Michael Foucault perché vuole conseguire una ricostruzione minuta, dettagliata, ravvicinata di come il potere talvolta si inceppi, poi consumi epurazioni esemplari e, infine, riparta cercando di dimenticare e di far dimenticare la vergogna di certe epifanie poco commendevoli.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 16 dicembre 2023
Quaranta arresti e settanta indagati, molti minorenni. Piantedosi esulta sui social. Il video ufficiale diffuso dalla polizia per accompagnare il racconto dell’operazione sembra lo spot di una fiction: motociclette che sfrecciano per le strade, luci blu che illuminano le notti di periferia, agenti in borghese che si aggirano nei parchetti, cani antidroga, perquisizioni, ragazzini in tuta con il volto oscurato. E poi tirapugni, pistole, fucili giocattolo, bustine apparentemente piene di sostanze.
redattoresociale.it, 16 dicembre 2023
L’intervento di Stefano Vecchio, presidente del Forum Droghe. “Nonostante la Riduzione del danno sia un Lea fin dal 2017, non è attuata nella gran parte del paese. Questa situazione tende a far prevalere culture professionali legate a modelli obsoleti e colpevolizzanti”. E aggiunge: “La tendenza dei servizi pubblici è, di conseguenza, tesa a patologizzare le problematiche delle persone con problemi legati all’uso di droghe”.
di Massimiliano Peggio
La Stampa, 16 dicembre 2023
“Sì, qui ero sulla barca in mezzo al mare. Io non avevo paura, le donne sì. Ma non c’erano onde grosse. Eravamo 400 persone. Dalla Libia a Lampedusa. Ho pagato 4 mila euro”. Mohamed mostra un video sul suo telefonino. “Questo sono io con i miei amici”, dice. Quando è arrivato in Italia ha spedito il filmato ai genitori, in Egitto. “Li sento tutti i giorni”.
di Michele Giorgio
Il Manifesto, 16 dicembre 2023
L’allarme dell’Oms. I più colpiti sono i bambini, che sono malnutriti e privi di acqua pulita per il latte artificiale. Dal 29 novembre al 10 dicembre, i casi di diarrea nei bambini della Striscia di Gaza sotto i cinque anni sono aumentati del 66% e del 55% nel resto della popolazione. Migliaia i minori che soffrono di disidratazione per la scarsità di acqua potabile. E dopo oltre due mesi di guerra, in condizioni di vita a dir poco precarie, aumentano i casi di epatite A. Non lascia dubbi sui pericoli che incombono sulla salute dei civili palestinesi il quadro della situazione fatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dai medici a Gaza. I numeri peraltro sono sottostimati per il collasso del sistema sanitario causato dalla guerra: 21 dei 36 ospedali della Striscia sono chiusi, 11 sono parzialmente funzionanti e quattro possono offrire solo servizi minimi. In parole povere, per i sopravvissuti alle bombe israeliane le malattie potrebbero rivelarsi un killer altrettanto letale. La mancanza di cibo, acqua pulita e di un tetto ha indebolito le difese di centinaia di migliaia di persone ora esposte alle epidemie. Negli ultimi giorni vento e pioggia hanno strappato tante tende montate a Rafah, sul confine con l’Egitto. Gli allagamenti costringono gli sfollati a trascorrere le ore fredde della notte sulla sabbia bagnata.
di Giovanna Branca
Il Manifesto, 16 dicembre 2023
Ad Atlanta, Georgia, rischia l’ergastolo Young Thug: la procura si serve dei testi delle sue canzoni per “dimostrare” che il rapper sarebbe a capo di una gang criminale. “I never killed anybody but I got something to do with that body/ Ready for war like I’m Russia/ I get all types of cash - I’m a general”. (Non ho mai ucciso nessuno ma ho qualcosa a che fare con quel cadavere/ Pronto alla Guerra come fossi la Russia/ Faccio soldi di tutti i tipi - sono un generale).
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 16 dicembre 2023
Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, detenuta in Iran, nel terribile carcere di Evin: “Non vedo i miei figli da 8 anni, è il dolore più atroce. Ma combatterò sempre. Mi sono salvata solo grazie alla mia fede nella libertà per ogni essere umano”. L’email arriva a sorpresa, a sei giorni dalla consegna del premio Nobel per la pace. Al municipio di Oslo c’erano i figli gemelli Ali e Kiana, 17 anni, e una sedia vuota, a raccontare la sua assenza. Mohammadi, 51 anni, dal 2021 in carcere a Teheran, è stata arrestata 13 volte e condannata a 31 anni e 154 frustate. L’ingegnera, vicepresidente del Centro dei Difensori dei Diritti Umani, attivista e soprattutto simbolo della lotta iraniana alla dittatura, risponde per iscritto da una cella microscopica che condivide con altre quattro compagne, nel braccio femminile di Evin. Sulla parete, in alto, una piccola finestra da cui vede le amate montagne, accenno lontano di libertà.
di Guido Olimpio
Corriere della Sera, 16 dicembre 2023
Chi contesta il sistema finisce subito nel mirino del principe. Che alle accuse risponde: “è la legge” in una monarchia assoluta. Vale per Vladimir Putin, vale per gli ayatollah iraniani, vale per la Siria di Assad, vale per Mohammed bin Salman: non solo è ingiusto ma è anche pericoloso fare concessioni in nome della ragion di Stato. Gli interessi nazionali vanno tutelati, ampliati, rafforzati. Viviamo in una realtà ad alta concorrenza, non è un mondo di fiabe, impensabile troncare alla radice i rapporti con regimi o personalità sgradite. Tuttavia, devono esserci garanzie, limiti, valvole di sicurezza in un’arena dove non sono poche le ambiguità.
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