di Errico Novi
Il Dubbio, 14 dicembre 2023
Il guardasigilli: addio alle classifiche che registrano solo la percezione dei cittadini L’esperto della delegazione italiana Tartaglia Polcini: ci lavoravamo da anni. Misurare la corruzione. Senza effetti distorsivi, cioè paradossali, al punto che Paesi come l’Italia, impegnati e attrezzatissimi nel contrasto del malaffare, proprio per questo scivolano in fondo alle classifiche internazionali. Con conseguenze gravi sulla capacità di attrarre investimenti.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 14 dicembre 2023
Il nostro connazionale Chico Forti detenuto in Florida dovrebbe poter finire di scontare la sua pena qui. Tra qualche giorno saranno trascorsi giusto tre anni da quando un ministro della Repubblica (Luigi Di Maio) annunciava che un nostro connazionale detenuto in Florida (Chico Forti) sarebbe ritornato presto in Italia. Da allora, da quel 22 dicembre del 2020, sono passati appunto 1086 giorni e Forti è tuttora recluso in una cella del Dade Correctional Institution di Florida City.
ansa.it, 14 dicembre 2023
Lavoro, Inserimento, Bilancio di competenze, Esperienza, Riscatto sociale, Inclusione. È il progetto dell’Assessorato regionale del Lavoro e dell’Aspal realizzato in collaborazione con i Servizi sociali della Giustizia per aiutare gli ex detenuti a reinserirsi nella società attraverso l’offerta di percorsi integrati multi-professionali di inserimento sociale e lavorativo.
di Enrico Giardini
L’Arena di Verona, 14 dicembre 2023
Una cinquantina di detenuti della sezione quinta corpo tre della Casa circondariale veronese hanno scritto al Tribunale di sorveglianza chiedendo “un intervento incisivo per fare la massima chiarezza”. Tre suicidi in meno di un mese sono la prova di un eccessivo disagio all’interno del carcere di Montorio. Un disagio che il Comune di Verona intende indagare con un tavolo di approfondimento convocato per il mese prossimo. Ma anche il Ministero della Giustizia è stato sollecitato, con un’interrogazione da parte del deputato veronese Flavio Tosi in cui è contenuta la richiesta di azioni concrete per evitare che simili tragedie possano ripetersi.
di Enrico Giardini
L’Arena di Verona, 14 dicembre 2023
E Tosi, di Forza Italia, interroga il ministro della Giustizia Nordio: “Quali azioni previste per evitare altre tragedie?”. È convocato per gennaio il tavolo di lavoro voluto dall’Amministrazione comunale con focus sul carcere. Alla luce dei recenti casi di detenuti suicidi, si cercherà di capire bisogni e urgenze della casa circondariale al fine di trovare soluzioni idonee.
di Laura Tedesco
Corriere Veneto, 14 dicembre 2023
Assassinò i genitori, ha scontato la pena per intero. Ora inizia a collaborare con un’associazione attiva nel penitenziario scaligero. Una lettera sincera, senza filtri, in cui chiede di mettersi a disposizione dell’associazione Sbarre di Zucchero, da un anno e mezzo in prima linea a tutela di reclusi ed ex reclusi, nata proprio per arginare l’escalation di suicidi dopo il tragico gesto nel carcere veronese di Montorio di Donatella Hodo, appena 27enne, nell’agosto del 2022: “Sono Pietro Maso, sicuramente sapete chi sono...”.
di Leonardo Pontalti
L’Adige, 14 dicembre 2023
Il dramma della 37enne bolzanina: la Procura sta indagando per fare piena luce sull’accaduto. Interrogazione dei consiglieri Pd anche sulle tempistiche dei soccorsi. Si riaccende intanto l’attenzione sulle situazioni di disagio in cella: nel 2023 quattro i tentativi di gesto estremo. La Procura della Repubblica sta indagando sulla morte della trentasettenne bolzanina deceduta dopo aver tentato di impiccarsi in carcere a Spini, ma in attesa degli eventuali sviluppi giudiziari il caso - la donna era spirata al Santa Chiara lo scorso 5 dicembre, dopo essere stata ritrovata tre giorni prima nei locali docce della sezione femminile del carcere di Spini, con dei lacci di scarpe attorno al collo - riaccende l’attenzione sul disagio nella struttura detentiva del capoluogo.
di Chiara Spagnolo
La Repubblica, 14 dicembre 2023
Al processo per torture nel carcere gente ammette il pestaggio e chiede scusa. Si è chiusa oggi la fase istruttoria del processo per i fatti del 27 aprile 2022 di cui fu vittima un detenuto con problemi psichiatrici. Dal 20 dicembre via alla fase requisitoria. “Avevo paura di morire, in carcere non si capiva niente in quei momenti, temevamo che i detenuti potessero approfittare dell’incendio per tentare un’evasione di massa”: giustifica così l’assistente della polizia penitenziaria Raffaele Finestrone il gesto compiuto la notte del 27 aprile 2022 nei confronti di un detenuto 43enne con problemi psichiatrici. Un calcio mentre era trattenuto a terra da altri agenti, prima di essere trascinato verso l’infermeria. Finestrone è uno degli imputati del processo per il presunto pestaggio e davanti ai giudici ha chiesto scusa: “Ho avuto una reazione maldestra, lo so, non c’è stato un motivo, non volevo fargli male ma avevo paura, rabbia frustrazione per quello che stava succedendo”.
algherolive.it, 14 dicembre 2023
Finalmente anche l’istituto penitenziario Algherese ha un proprio “Garante dei detenuti” nella seduta consiliare di ieri senza distinzione di maggioranza e minoranza l’aula ha votato e nominato Carmelo Piras Garante dei detenuti della struttura algherese che fino a ieri era l’unica struttura sarda a non avere un Garante. Da oggi gli ospiti nella struttura algherese avranno una tutela maggiore che li potrà aiutare nel periodo di permanenza nel carcere per espiare la pena detentiva e per avere un aiuto e un supporto in un periodo certamente non facile e complicato della loro esistenza, un supporto che li aiuti e li prepari quando a fine pena ritorneranno nel mondo “esterno”, ecco perché dell’importanza della figura nominata e del ruolo che può e deve svolgere. Facciamo gli auguri di buon lavoro al nostro concittadino certi che dara’ un grosso contributo al riscatto sociale ed umano di chi in questo momento si trova all’interno del penitenziario. Chiude così la nota del Gruppo consiliare PD, Mimmo Pirisi.
Corriere della Calabria, 14 dicembre 2023
La storia di Lorenzo Lento, presa a modello tra i dieci “Generatori di cambiamento” nel 2023. In un quarto di secolo ha formato - e in un certo senso salvato - oltre 1.000 detenuti. “Studenti” preferisce semplicemente definirli Lorenzo Lento. Origini in provincia di Cosenza, 64 anni, da giovane lascia la Calabria e studia nelle scuole serali per poi appassionarsi di informatica e aprire la prima Academy nel carcere di Bollate, nel 2000. In questi quasi 25 anni ha da un lato favorito l’inserimento nel mondo del lavoro di decine di detenuti, dall’altro fatto precipitare la percentuale di recidiva: “Più di mille studenti sono passati dalle mie classi e nessuno ha fatto ritorno in carcere - ha raccontato Lento a IT ItalianTech, l’hub del gruppo Gedi dedicato al mondo dell’innovazione, che ha inserito la sua storia tra le 10 dei “Generatori di cambiamento” non solo italiani -. Li accompagniamo, non li lasciamo soli al loro destino”.
- Taranto. Il panettone è prodotto dai detenuti: “Non solo un dolce di Natale ma una speranza per il domani”
- Ferrara. Il carcere sbarca a teatro
- Torino. Opera Barolo, un anno per spiegare il carcere
- Trento. Carcere e “InFondo speranza” al centro della Giornata diocesana della carità
- Milano. “Ora d’acqua”, il canottaggio torna a San Vittore










