di Elisa Chiari
famigliacristiana.it, 5 dicembre 2023
La notizia che Cesare Battisti avrebbe chiesto l’accesso a un programma di giustizia riparativa porta alla ribalta della cronaca un istituto che la riforma Cartabia ha formalizzato. Cerchiamo di capire che cos’è, come nasce, a che cosa mira. Traduzione dall’inglese “restorative justice” la cosiddetta giustizia riparativa è un percorso parallelo ma non alternativo al processo penale che mira a “riparare” la frattura che il reato determina tra reo vittima e società. Il termine, in chiave moderna, risale agli anni Settanta del Novecento anche se ne sono esistite forme più antiche. Lo si fa coincidere con “caso Kitchener”, dal nome di una piccola città dell’Ontario al confine tra Canada e Stati Uniti, quando educatori proposero al giudice che aveva condannato due ragazzini per aver danneggiato delle case un impegnativo programma di incontri tra i minori e le famiglie che avevano subito i danni dovuti alle loro azione e l’impegno a risarcirli riparando materialmente il danno compiuto con il lavoro di restauro.
di Gabriele Moroni
Il Giorno, 5 dicembre 2023
Cesare Battisti, condannato all’ergastolo per 4 omicidi e altri reati commessi quando militava nei Pac, ha iniziato a lavorare all’iter - previsto dalla riforma Cartabia - per chiedere di essere ammesso alla mediazione penale, parte della giustizia riparativa per poter accedere ai benefici penitenziari e ai permessi premio. Ora il trasferimento dal carcere di Parma a quello di Massa (più vicino alla famiglia) ha interrotto l’iter che va ripresentato. I parenti delle vittime possono rifiutare.
di Andrea Gagliardi
Il Sole 24 Ore, 5 dicembre 2023
Processo è stato fissato il prossimo 20 febbraio davanti alla Corte d’Assise della Capitale. Nei confronti degli imputati, a seconda delle posizioni, le accuse sono di concorso in lesioni personali aggravate, omicidio aggravato e sequestro di persona aggravato.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 5 dicembre 2023
Che la borsa di Borsellino sia giunta nell’ufficio dell’allora questore Arnaldo La Barbera era già notorio. È già storia che a recuperarla in questura, a distanza di cinque mesi, sia stato Fausto Cardella della procura di Caltanissetta. Ma non è tuttora risolto che fine abbiano fatto i documenti e l’agenda rossa che Borsellino custodiva all’interno della sua valigetta. Così come non è ancora accertato se la prima destinazione della borsa fosse la questura o la procura di Palermo. I verbali di interrogatorio dei cinque poliziotti non chiariscono questo punto. Emerge solamente che la borsa è stata portata nell’auto del sovrintendente Francesco Maggi. Poi si suppone che fosse subito portata in questura, dando credito a una parte della versione di Maggi che, grazie a questi verbali, risulta ancor di più inattendibile. Silenzio stampa e non solo, su alcuni dettagli fondamentali che Il Dubbio è in grado di rilevare dopo un’attenta lettura dei verbali.
di Ludovico Collo*
Corriere della Sera, 5 dicembre 2023
Gentilissima Elisabetta Soglio, scrivo con penna, carta, busta e francobollo non per snobismo epistolare dal sapore vintage, ma perché è il mio unico mezzo di comunicazione: sono infatti forzatamente ospite delle patrie galere da quasi un anno e mezzo. Ho 57 anni, due figli, di 26 e 3o, che vivono a Milano. Esercito la professione di ragioniere commercialista e revisore legale da oltre 35 anni e - pur lavorando con imprese di tutta Italia - non ho mai abbandonato la mia Palermo. Da libero osservatore privilegiato di un mondo a me sconosciuto fino a ieri, mi rendo conto di quanto siano distanti le carceri dai pensieri dei cittadini liberi.
Il Mattino, 5 dicembre 2023
Il Garante per i diritti dei detenuti al seminario “Il viaggio della speranza e la rieducazione della pena” presso la Sala Pinacoteca di Aversa. Nel sistema penitenziari ad oggi sono ristrette 7.327 persone a fronte di una capienza regolamentare di 6.165 persone. “Sono tanti i detenuti per i quali si potrebbe evitare il carcere, se solo si incrementassero le misure alternative per chi ha pene inferiori ai 3 anni: in Campania sono 3.285 i ristretti che scontano una condanna da 0 a 3 anni, di cui 757 detenuti con condanna pena inflitta da 0 a 3 anni e 2.528 detenuti con residuo pena da 0 a 3 anni”. È quanto ha detto il garante per i diritti dei detenuti della Campania, Samuele Ciambriello, che ha preso parte al seminario “Il viaggio della speranza e la rieducazione della pena” presso la Sala Pinacoteca di Aversa, d’intesa con l’Associazione Nessuno Tocchi Caino, l’Ordine degli Avvocati di Napoli Nord, la Camera Penale di Napoli ed il Movimento Forense.
di Elena Mancini
salto.bz, 5 dicembre 2023
Un’opportunità per i giovani autori di reato che aderiscono sempre più ai servizi. In Provincia non ci sono aumenti di casi e la recidiva rimane bassa. La giustizia riparativa è uno strumento efficace per ridurre la recidiva ed è particolarmente adatta ai minori. “L’Associazione La Strada - Der Weg ha cominciato vent’anni fa ad occuparsene, quando ancora era una pratica sperimentale nel nostro paese”, ha ricordato il vicepresidente dell’associazione Alessio Cuccurullo in una conferenza stampa che è stata occasione per tracciare un bilancio.
di Paola D’Amico
Corriere della Sera, 5 dicembre 2023
Alla Misericordia di Bronte (Ct), cittadina alle pendici dell’Etna nota per essere il maggiore centro mondiale di produzione del pistacchio, tutti ricordano con affetto Gaetano. È stato il primo di tanti che hanno svolto e svolgono presso l’organizzazione di volontariato il periodo di “messa alla prova” deciso da un giudice del Tribunale. “Quando dieci anni fa firmammo la convenzione con l’Ufficio esecuzione penale esterna (Uepe) il mio consiglio direttivo - spiega Armando Paparo, 68 anni, ex caposala di psichiatria e presidente della Misericordia - era molto preoccupato, non fu semplice far accettare il progetto. Invece l’arrivo di Gaetano, un giovane muratore, per noi fu una manna dal cielo. Era incappato nella giustizia per aver avuto problemi con l’alcol, il giudice aveva deciso di sospendere il procedimento e Gaetano non si limitò a svolgere i compiti previsti e studiati per lui, per esempio l’accompagnamento dei dializzati o degli anziani. Ma in sei mesi, spontaneamente, decise anche di rimetterci a posto la sede: ci eravamo trasferiti da poco ed era letteralmente un disastro, un cantiere aperto”.
La Nazione, 5 dicembre 2023
Un grande successo per il progetto “Lavoro in prova” di Un raggio di luce. Allenarsi a un nuovo inizio, facendo qualcosa che sia in grado di restituire dignità oltre che pura sopravvivenza economica: lavorare. È una seconda occasione quella offerta dal progetto “Lavoro in prova”, proposto dalla cooperativa sociale “In Cammino” e finanziato dalla Fondazione Caript a partire dal bando Socialmente 2022, dalla Caritas di Pistoia e dalla Fondazione “Un raggio di luce” che ha permesso a un gruppo di detenuti in misura alternativa e a giovani in carico al Tribunale dei minorenni di Firenze di riprendere in mano le proprie prospettive a partire da un impegno lavorativo per rimettere in moto aspirazioni, iniziative e relazioni utili al reinserimento in comunità.
garantedetenutilazio.it, 5 dicembre 2023
Il percorso formativo intende offrire l’opportunità di diventare un sostegno nella quotidianità per i detenuti particolarmente fragili o che presentino un disagio psichico. È in corso di svolgimento nella Casa circondariale di Civitavecchia il corso di formazione per detenuti, organizzato dalla Asl Roma 4, “Il detenuto peer supporter come coach alla quotidianità: sostegno alla fragilità e veicolo di evoluzione del clima relazionale nel sistema penitenziario”. Relatori sono gli operatori delle aree sanitaria, psicologico-psichiatrica, Serd, trattamentale e della sicurezza. I nove incontri formativi, iniziati il 22 novembre, si svolgono ogni mercoledì e si concluderanno il 31 gennaio 2024, e sono destinati ai detenuti del settore circondariale e del settore reclusione.
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