di Giuseppe Sarcina
Corriere della Sera, 3 dicembre 2023
Per riportare la pace a Gaza è necessaria un’intesa tra Usa, Russia, Cina, Regno Unito e Francia. Il mondo arabo-musulmano sta già tentando una mediazione. Prima tappa: Pechino, poi Mosca, Londra e Parigi. A Gaza è ripresa la guerra e a Doha, in Qatar, si sono bruscamente interrotte le trattative per la liberazione degli altri 180 ostaggi rimasti nelle mani di Hamas. La tregua di sette giorni aveva ridato un certo slancio a movimenti sotto traccia della diplomazia. Ora c’è il rischio di dover ricominciare daccapo.
di Antonella Mariani
Avvenire, 3 dicembre 2023
L’attivista iraniana, le cui condizioni di salute sono sempre più precarie, non sarà presente alla cerimonia di Oslo il prossimo 10 dicembre. È la terza volta che avviene nella storia. Il 10 dicembre non sarà a Oslo, a ricevere il premio Nobel per la pace. Nella storia, era successo solo altre tre volte che il vincitore fosse impossibilitato perché in carcere. Dopo quella del tedesco Von Ossietzky (1935), della birmana Aung San Suu Kyi (1991) e del cinese Liu Xiaobo (2010), sarà la sedia vuota dell’iraniana Narges Mohammadi, anche lei in prigione come i suoi tre predecessori, a segnare la celebrazione.
di Alessandro De Pascale
Il Manifesto, 3 dicembre 2023
Parla il direttore di Peace, Democratization and Development. “Oltre 30mila persone. È questa la nostra stima sul numero di civili uccisi dalla giunta militare al potere dal colpo di Stato”, avvenuto in Myanmar il 1° febbraio 2021. Salai Van Biak Thang, direttore di Peace, Democratization and Development (PDD) presso la Chin Human Rights Organization (CHRO), durante il nostro incontro scandisce questo numero più volte.
di Chiara Sgreccia
L’Espresso, 3 dicembre 2023
Il Paese africano, distrutto da un conflitto che va avanti da 25 anni, è il posto peggiore in cui essere donna secondo le classifiche internazionali. Ma c’è anche chi dà una speranza, come spiega l’attivista per i diritti umani Christine Schuler Deschryver, direttrice del centro che aiuta le vittime di violenza.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 2 dicembre 2023
Mauro Palma lascia dopo quasi 8 anni. Ma il nuovo collegio non è ancora stato nominato. Carceri, ma non solo: centri per il trattenimento dei migranti, ospedali, Servizi psichiatrici di diagnosi e cura, Residenze socio assistenziali (Rsa) o per l’Esecuzione penale esterna dedicate ai folli-rei (Rems), camere di sicurezza delle Forze di Polizia. Sono questi i luoghi dove la consapevolezza del diritto è stata messa a dimora 7 anni e dieci mesi fa dal primo Collegio italiano del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale - composto da Mauro Palma, Daniela De Robert e Emilia Rossi - che ieri ha ufficialmente concluso il proprio mandato con una cerimonia al Senato.
di Emilia Rossi*
L’Unità, 2 dicembre 2023
Pubblichiamo ampi stralci dell’intervento tenuto ieri al Senato, in occasione del saluto del Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, da Emilia Rossi, membro del Collegio uscente insieme a Daniela de Robert e al Presidente Mauro Palma. “Bisogna aver visto” diceva Calamandrei. Il Garante ha aperto luoghi chiusi, li ha resi visibili.
di Domenico Forgione
Il Dubbio, 2 dicembre 2023
È arrivato di colpo l’inverno. Si sapeva che sarebbe successo, come ogni anno. E infatti, chi utilizza stufe o termo- camini per riscaldare la propria abitazione, generalmente già in estate provvede alla scorta di legna o di pellet. Per non farsi trovare impreparati, sorpresi dalle temperature che improvvisamente diventano rigide. Così come sono già pronti coloro che utilizzano il metano o il gpl. Al limite, una controllatina alla caldaia, ma niente di più. Non ti temiamo, generale inverno.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 2 dicembre 2023
La proposta della Simspe per affrontare le criticità. La situazione critica della salute nelle carceri italiane è sotto i riflettori, con droga, violenza e suicidi che mettono a dura prova il sistema penitenziario. Il 2022 è stato un anno record per i suicidi, con 84 casi registrati secondo i dati della Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria (Simspe). A metà novembre 2023, il numero è già salito a 62.
di Iuri Maria Prado
linkiesta.it, 2 dicembre 2023
L’allevatore sardo ha passato in carcere più di trent’anni per crimini che non ha commesso, a causa di accuse improbabili e di testimonianze quanto meno fragili. Oggi ancora non sappiamo se sia davvero innocente, ma nessuno dovrebbe essere condannato senza prove, eppure succede. Ora che la vicenda di Beniamino Zuncheddu pare procedere verso una soluzione di tardiva salvezza vale la pena di farne una ricognizione. Perché ora se ne parla sulla scorta degli ultimi sviluppi giudiziari del caso, ma sono antichi i fatti che dall’inizio lo contrassegnavano in modo tanto evidente quanto trascurato.
di Liana Milella
La Repubblica, 2 dicembre 2023
La premier sventola la bandiera garantista contro cui si scagliava quando era all’opposizione. E rispolvera l’agenda di Berlusconi. Giorgia Meloni che attaccava i governi gialloverde, giallorosso e l’ampia coalizione di Draghi stava dalla parte dei magistrati e chiedeva che si dimettessero subito i politici indagati. Sempre Meloni, diventata prima inquilina di palazzo Chigi, vuole riformare la giustizia tornando proprio a Silvio Berlusconi. A partire dalla legge costituzionale che l’allora Cavaliere mise in agenda, ma non riuscì a fare, nonostante l’impegno dell’allora Guardasigilli Angelino Alfano. Parliamo della separazione delle carriere. A cui l’attuale maggioranza, dove proprio Forza Italia fa ogni giorno la voce grossa, impone che si aggiunga una drastica riforma delle intercettazioni, tutta a vantaggio degli imputati. E chiede che si cambi subito la prescrizione con l’ovvio obiettivo di far cadere il maggior numero di processi. E punta a cancellare anche il reato che colpisce gli amministratori locali, l’abuso d’ufficio, per ottenere una vittoria soprattutto sul piano della propaganda. Infine ecco l’obiettivo di ridimensionare, perché cancellare proprio non si può, la legge Severino, anche in questo caso per fare un favore ai sindaci. Dulcis in fondo la mannaia sulla libertà di stampa con le super multe per la diffamazione.
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