La Stampa, 29 novembre 2023
Il nuovo decreto, che deve passare al Senato, prevede tra l’altro di poter accogliere chi ha compiuto 16 anni nei centri per adulti. “Forte allarme” di fronte alla riduzione delle tutele per i minori stranieri non accompagnati viene espresso da Save the Children alla luce del testo del nuovo decreto Immigrazione, approvato oggi dalla Camera, che passa ora al Senato per completare l’iter di conversione in Legge. Save the Children lancia l’allarme per i migranti che hanno compiuto 16 anni, che potranno essere indirizzati ai centri per gli adulti e per i quali saranno consentiti metodi come le radiografie, dunque invasivi, per accertare l’età, di fatto con quello che l’associazione giudica un “limitato consenso”.
di Mario Giro*
Il Domani, 29 novembre 2023
Nella cultura del diritto delle democrazie non ci può essere differenza tra vittime, non si può fare una gerarchia della sofferenza o classifiche del dolore. La logica dello schieramento è bellicista, maschilista, e produce ingiustizia. Stilare una graduatoria del male fabbricando una macabra contabilità dei morti è immorale e disonesto, perché rafforza la dialettica della vendetta e moltiplica il ciclo della violenza.
di Raffaele Simone
Il Domani, 29 novembre 2023
Dominique Schnapper è una delle più illustri e rispettate figure della sociologia e della cultura francese. In questa intervista interviene sui temi del nostro tempo. “Anche nelle democrazie più antiche come la Francia o l’Italia - dice - esiste una tendenza all’indebolimento e alla progressiva ignoranza delle regole della pratica democratica”.
di Francesco Semprini
La Stampa, 29 novembre 2023
Della parte Nord della Striscia non rimangono che macerie e gli aiuti umanitari non riescono a raggiungere i civili rimasti. La Croce Rossa: “Distruzione totale. Manca ormai tutto, i palestinesi dormono nelle case diroccate”. Quando chiediamo a Suor Nabila Saleh di descriverci la situazione a Gaza lei risponde inviando una decina di foto, ritratti di macerie, distruzione, desolazione. Suggeriscono che si sia oltrepassato il punto di non ritorno. Suor Nabila è di origine egiziana e vive le sue giornate nella parrocchia della Santa Famiglia, Gaza City, a Nord di Zeitun, con tutta la comunità cristiana rimasta. La comunicazione è complicata, su WhatsApp parlare è impossibile, arrivano solo mezze frasi scritte, che da sole descrivono impietose quel girone infernale. “La situazione è molto difficile, è tutto distrutto, non è rimasto nulla, vivere è un’impresa, per ora gli aiuti non arrivano da noi, c’è un solo supermercato con un po’ di generi di sussistenza”, ci dice. Poi più nulla, il calar del sole spazza via anche l’ultimo filo di connessione.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 29 novembre 2023
La ong “Physicians for Human Rights Israel” chiede alla Corte penale internazionale di indagare sugli abusi sessuali commessi dai terroristi. E anche noi dovremmo chiedere verità e giustizia. Se tutte e tutti, per la prima volta insieme, “facciamo rumore” contro i femminicidi e la violenza di genere - come ci ha insegnato Elena, la sorella-resistente di Giulia Cecchettin - se uniti condanniamo l’orrore delle bombe e ci stringiamo alle madri di Gaza diventate orfane di quasi seimila figli, che cosa ci frena dal “bruciare tutto” anche per le donne d’Israele violentate e massacrate da Hamas? Il silenzio o la minimizzazione sulla sorte delle ragazze calpestate, stuprate e uccise nella mattanza del 7 ottobre è un’ingiustizia collettiva. Che cosa ci manca per identificarci con le loro famiglie e dire insieme “say her name”, come facciamo per le sorelle palestinesi, iraniane e di tutti gli altri Paesi? Le prove? I racconti? Molte non potranno mai spiegare che cosa è successo ai loro corpi quel sabato mattina. I segni degli stupri e delle sevizie sono raccolti nei referti dei medici forensi che hanno studiato le ferite lasciate dal male. Sono stati analizzati nei video di Hamas pubblicati e poi rimossi, trovati nei racconti di un testimone che, nascosto, vedeva tutto.
di Chiara Cruciati
Il Manifesto, 29 novembre 2023
“Dopo il 7 ottobre maltrattamenti indescrivibili”. Cibo da dividere, coperte confiscate, visite sospese e decessi. In quattro giorni 150 liberazioni e 133 nuovi arresti: le carceri non si svuotano mai. Festeggiare era vietato, hanno festeggiato lo stesso. In Cisgiordania nelle strade, a Gerusalemme est nelle case: le 33 donne e i 150 minori palestinesi, prigionieri politici scarcerati finora hanno gioito. Piangendo tra le braccia dei genitori, sventolando la bandiera palestinese per le strade delle loro città. Un modo per dare sfogo alla rabbia individuale di incarcerazioni che in moltissimi casi non si reggevano né su accuse né a processi, e a una collettiva, quella di vedere Gaza massacrata mentre loro tornavano sull’asfalto.
di Madeleine Palpella
Il Gazzettino, 28 novembre 2023
Compie venticinque anni la redazione di “Ristetti Orizzonti”. La rivista, redatta dai detenuti, della casa di reclusione Due Palazzi ha come obiettivo raccontare ciò che avviene dentro le mura del carcere in un’ottica diversa dalla visione alla cronaca. Per l’occasione, nella mattinata di ieri, si è svolto un convegno dal titolo “Le narrazioni del male che fanno bene alla società”.
di Sara Busato
Corriere del Veneto, 28 novembre 2023
Raccontare l’inenarrabile. È la sfida che da venticinque anni affronta la redazione di Ristretti Orizzonti, la rivista della casa di reclusione Due Palazzi. Correggere l’irreparabile, raccontandolo. Storie che nessuno vorrebbe conoscere e che non trovano ascolto all’esterno e che spesso ritenute non degne di essere raccontate. Per l’occasione ieri mattina un incontro con alcune delle vittime che hanno scelto di entrare in carcere per “spezzare la catena del male” e incontrare chi ha compiuto reati. Come è accaduto a Benedetta Tobagi e a Silvia Giralucci.
di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 28 novembre 2023
L’allarme del Garante dei detenuti. A fine mandato Mauro Palma, 75 anni, Garante nazionale delle persone private della libertà dal febbraio 2016. Sta per lasciare l’incarico dopo quasi 8 anni. Seduto alla scrivania che sta per lasciare dopo quasi otto anni di mandato, il Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma guarda il computer e legge: “Stamattina siamo a
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 28 novembre 2023
Altre due morti “silenziose” dietro le sbarre e detenuti don gravi disturbi psichici totalmente abbandonati a se stessi, in carceri sovraffollate dove mancano i servizi di supporto clinico, psicologico e umano. E così è successo che Alberto Scagni, 43 anni, dichiarato seminfermo di mente, la sera del 22 novembre nella Casa circondariale di Sanremo sia stato sequestrato e massacrato da due compagni di cella che a colpi di sgabello, a calci e a pugni gli hanno sfondato le ossa del viso e la trachea fino quasi a ucciderlo.
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