di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 novembre 2023
Per la Presidente Elisa Demma è un passo indietro nei progressi compiuti per garantire il rispetto dei principi costituzionali, dei diritti umani e dei minori nel sistema penitenziario italiano. Il Movimento Forense esprime “profonda preoccupazione ed attenzione critica” nei confronti della recente proposta di legge discussa nell’ultimo pacchetto sicurezza, che prevede la reclusione delle donne incinte o con un bambino sotto un anno, in uno dei quattro istituti a custodia attenuata operativi in Italia e, comunque, non attrezzati per ospitare madri in tali condizioni e bambini di così tenera età.
di Valerio Spigarelli*
L’Unità, 19 novembre 2023
Io l’avevo detto che non c’era da fidarsi di questo governo. E infatti: il reato di rave, il reato di stesa, l’omicidio nautico. Aggravanti e aumenti di pena. La galera per le donne incinte. Ma anche l’avvocatura ha le idee un po’ confuse.
di Daniele Capezzone
Libero, 19 novembre 2023
Ma, alla fine dei conti, qual è il politico più temibile, quello di cui occorre davvero diffidare? Per paradosso, non necessariamente un politico in mala fede (quello - diciamo così - scatena istintivamente i nostri benefici anticorpi), ma un politico in buona fede e tuttavia completamente scollegato dalla realtà. Sta proprio qui, in questo mancato legame con la vita reale, con l’esperienza concreta dei cittadini, ciò che condanna senza appello alcuni parlamentari, trasformandoli in guidatori che procedono contromano in autostrada.
di Chiara Spagnolo
La Repubblica, 19 novembre 2023
Arriva da Bari la difesa delle nuove misure varate dall’Esecutivo e subissate di critiche, tramite la voce del viceministro Francesco Paolo Sisto al XXVVII Congresso dei giovani avvocati: “Pacchetto a favore dei cittadini”. E arriva a stretto giro anche la risposta del sindaco del capoluogo pugliese e presidente Anci Antonio Decaro: “I problemi della sicurezza si risolvono attraverso la prevenzione, animando le piazze, tenendo insieme le comunità”.
di Maria Sorbi
Il Giornale, 19 novembre 2023
Troppo ricchi per il patrocinio gratuito ma troppo poveri per pagare le parcelle. Allo studio una norma per estendere il beneficio: “Almeno uno su 5 rinuncia al tribunale”. Fanno fatica a tirare la fine del mese, rimandano l’apparecchio dei denti per i figli, non vanno in vacanza. Figuriamoci se si possono permettere le parcelle dell’avvocato. Le famiglie che traballano e campano con un’entrata mensile di 1.100 euro sono 3 milioni e tra queste almeno 600mila rischiano di dover rinunciare a difendersi, anche quando hanno subìto un torto grave. Sono troppo ricchi per poter accedere al patrocinio gratuito (che viene concesso a chi ha un reddito lordo di 12.838 euro) ma troppo poveri per permettersi un’azione legale, o almeno per anticiparne le spese vive che - in cause con risarcimenti fra i 52mila e i 260mila euro - possono arrivare a 5mila euro, tra bolli, perizie e notifiche.
di Paolo Di Stefano
Corriere della Sera, 19 novembre 2023
È proprio arrivato il momento di una grande mobilitazione dell’”orgoglio maschile”: non in difesa (tardiva) delle donne, ma contro la violenza dei maschi, contro i maschi violenti. Cari uomini, è arrivato il momento di interrogarsi, di battere un colpo, magari di muoversi. Persino di ribellarsi a noi stessi. Nella giornata del ritrovamento del corpo massacrato di Giulia Cecchettin, si viene a sapere dello stupro subìto da una donna in un ristorante del centro di Milano. Si viene a sapere anche che due ragazzine di 14 anni sono state drogate e violentate a Novara, e altro ancora. In Italia quest’anno sono state uccise cento donne, oltre la metà delle quali per mano di mariti, ex mariti, partner, ex partner, fidanzati, ex fidanzati. L’ex uccide perché il suo desiderio non viene soddisfatto. La rassegna stampa quotidiana è una lista interminabile di stupri, violenze maschili, femminicidi. Non succede solo in Italia, ovviamente. Non che la cosa ci debba consolare, anzi. Mal comune non è affatto mezzo gaudio, è mal comune e basta.
di Giulia Merlo
Il Domani, 19 novembre 2023
La segretaria Dem propone una legge bipartisan per l’educazione nelle scuole. Il ministro Valditara: “Ci stiamo già lavorando”. La ministra Roccella ha fatto sapere che in settimana il Senato dovrebbe approvare in via definitiva il ddl contro la violenza sulle donne.
di Roberto Ghini e Pina Di Credico
L’Unità, 19 novembre 2023
Accolto il ricorso di un ergastolano ostativo. Sentenza importantissima in un paese dove i tempi della medicina carceraria sono dilatati. Importante decisione quella della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo che ha accolto il ricorso presentato nell’interesse di un detenuto che da oltre 22 anni sta scontando la pena dell’ergastolo ostativo all’interno di un carcere italiano.
di Claudio Laugeri
La Stampa, 19 novembre 2023
Spogliati “senza alcuna ragione convincente”. Maltrattati e “arbitrariamente privati della libertà”. Ecco perché, la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia a risarcire quattro migranti sudanesi con cifre che vanno dagli 8 ai diecimila euro ciascuno. La sentenza della prima sezione della Corte (presieduta da Marko Bošnjak) è datata 16 novembre, ma riguarda episodi accaduti nell’estate del 2016. Dopo aver avviato le pratiche per far attribuire ai loro clienti lo status di rifugiato, nel febbraio 2017 gli avvocati (Nicoletta Masuelli, Gianluca Vitale e Donatella Bava, tutti di Torino) avevano deciso di rivolgersi alla Corte di Strasburgo.
di Andrea Oliva
Il Resto del Carlino, 19 novembre 2023
La vicesindaca Bellini contro l’inasprimento delle pene per i genitori. Nello scorso anno circa la metà degli studenti è poi tornata in classe. Una novantina di studenti, dalle elementari alle scuole superiori, si perdono per strada nella città di Rimini. È la dispersione scolastica che il governo intende combattere con la reclusione per i genitori fino a due anni. Un errore, dice chiaramente la vicesindaca Chiara Bellini. Sarebbe un po’ come usare la clava quando serve affiancare ed educare. Non è un’opinione, perché il punto di vista della vicesindaca viene suffragato dai dati. “Delle 91 posizioni segnalate - spiega Chiara Bellini -, la metà (45), sono state recuperate in corso d’anno grazie ad un importante lavoro di richiamo e sollecito sulle famiglie. In particolare hanno ripreso la frequenza 22 alunni della scuola primaria, 2 delle scuole medie, 6 delle scuole superiori. Altri 15, hanno spostato la residenza, e recuperato la frequenza, in altri comuni o all’estero. Le posizioni di evasione accertata sono state 44. Di queste, la maggior parte (37) si sono registrate nella scuola primaria, il resto nella scuola media (3) e nelle scuole superiori (4)”.
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