di Viola Baldi
hollywoodreporter.it, 25 ottobre 2023
Il regista Mario Vezza: “È la storia di una sedicenne in cerca di un’identità”. “Mare Fuori? Storie simili, ma la nostra nasce prima. Abbiamo tentato di raccontare con delicatezza l’esperienza del carcere per queste donne, codificandola in maniera solo nostra”, ha raccontato il regista a THR Roma. Il film è in concorso ad Alice nella Città, sezione autonoma della Festa del Cinema di Roma.
di Miriam Palma
uisp.it, 25 ottobre 2023
Il progetto Uisp Sicilia “Giocare per diritto” ha vissuto giornate importanti per le recenti inaugurazioni delle aree da gioco all’interno delle case circondariali Pagliarelli di Palermo e Pietro Cerulli di Trapani. Il progetto, che ha preso il via a giugno 2021, si sta avviando alla conclusione con l’inaugurazione delle ultime aree da gioco previste dall’iniziativa. Giocare per diritto, infatti, si occupa di realizzare delle aree da gioco all’interno delle carceri, per permettere ai detenuti di rafforzare il legame con i loro figli e di godere di momenti di spensieratezza anche nel periodo di reclusione. Il progetto è stato selezionato dall’impresa sociale “Con i bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa e minorile e finanziato attraverso il bando pubblico “Un passo avanti”. Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Ragusa, Messina, Palermo e Trapani, sono i territori coinvolti nel progetto.
di Andrea Pugiotto
L’Unità, 25 ottobre 2023
Voler imporre un modello dominante di famiglia implica narrare le altre come marginali e devianti, esponendone i componenti al pregiudizio sociale. Ecco quindi la contrarietà alle famiglie arcobaleno e alla loro genitorialità, allo jus soli, gli ostacoli alla procreazione assistita, il reato universale di gestazione per altri: insomma, il rifiuto della declinazione plurale di famiglie.
di Fabrizia Giuliani
La Stampa, 25 ottobre 2023
Racconta Paola Cortellesi, ne abbiamo scritto su queste pagine, che il suo film è nato dallo stupore di Lauretta, sua figlia, nel conoscere le tappe della sua storia, le tappe dei diritti conquistati dalle donne. La meraviglia di Lauretta la leggiamo negli occhi di ogni studente quando ricordiamo le date dello Ius corrigendi (1956), l’abolizione della punizione dell’adulterio femminile (1969) o del delitto d’onore (1981). Stupore, incredulità e soprattutto fatica nel riconoscere come per donne e uomini la cittadinanza abbia viaggiato su binari diversi.
di Alessandra Ziniti
La Repubblica, 25 ottobre 2023
La lista dei nuovi nove Centri non c’è ancora ma in alcuni dei luoghi presi in esame, dall’Alto Adige all’Emilia Romagna, monta la protesta. Le strutture saranno realizzate dal Genio militare e affidate in gestione ad imprese private con una spesa di oltre 40 milioni di euro. La lista non c’è ancora e, bene che vada, arriverà non prima di un mese. C’è da superare l’ostilità di gran parte dei territori individuati come i più adatti ad ospitare le nuove prigioni amministrative destinate ad ospitare le migliaia di stranieri, più o meno pericolosi e senza titolo per rimanere in Italia, che il governo ritiene di poter rimpatriare più facilmente tenendoli chiusi, in regime di detenzione amministrativa, per 18 mesi. In barba ad ogni statistica, come quella accuratissima fatta da Action Aid, che dimostra come non solo l’allungamento dei tempi di detenzione nei Cpr non ha mai prodotto più rimpatri ma anzi come gli anni in cui l’Italia è riuscita a rimandare a casa più stranieri sono quelli in cui il periodo di detenzione era al minimo, tre mesi.
di Luigi Manconi
La Repubblica, 25 ottobre 2023
È possibile disertare? Non intendo dire restare indifferenti o assumere una posizione equidistante, bensì sottrarsi alla logica bellica degli opposti schieramenti in campo - filopalestinese, filoisraeliano - e adottare un punto di vista che vada oltre questa tragica spirale di morte. Quando sento anche persone a me care (politicamente e affettivamente) ammonire che i bambini palestinesi uccisi dai bombardamenti di Israele sono “tre, quattro volte” quelli uccisi da Hamas provo un leggero disgusto. Le cifre sono quelle e quella è la loro ripartizione etnica.
di Tiziana Ciavardini
Il Fatto Quotidiano, 25 ottobre 2023
La Repubblica islamica di Iran teme una nuova ondata di proteste dopo la morte di Armita Garavand. I media italiani hanno riportato la notizia solo qualche giorno fa, io ne avevo parlato a Radio Cusano Campus già venerdì scorso nell’approfondimento della trasmissione La Storia Oscura dal titolo “Il Crimine in Rosa”. Proprio in quell’occasione avevo trattato il caso come l’ennesimo omicidio di Stato. Due donne: Masha Amini e Armita Garavand. Entrambe giovani entrambe uccise dalla polizia morale a causa del velo islamico. Entrambe vittime di un regime dittatoriale, misogino e crudele che delle donne non ha alcun rispetto. Così come non ne ha dell’essere umano.
di Rosalba Castelletti
La Repubblica, 25 ottobre 2023
L’oppositore sconta una condanna a 19 anni. A metà ottobre i suoi legali arrestati per “estremismo”. Non basta averlo condannato a 19 anni di carcere. Le autorità russe stanno facendo di tutto per mettere a tacere Aleksej Navalny. La scorsa settimana hanno arrestato i suoi tre legali. Lunedì hanno confiscato tutto il suo materiale per scrivere. E oggi, martedì, lo hanno rimesso in isolamento per la 21esima volta da quando è detenuto. Tutto pur di impedirgli di comunicare con il mondo esterno.
La Repubblica, 24 ottobre 2023
Oggi pomeriggio alla Camera dei deputati la presentazione dell’inchiesta sull’abuso di psicofarmaci nei penitenziari italiani. Dati inediti ottenuti quantificano in due milioni di euro la spesa per ansiolitici, antidepressivi e sedativi. Oggi, martedì 24 ottobre alle 16, in una sede della Camera dei deputati (in via della Missione 4) c’è la presentazione dell’inchiesta di Altreconomia “Fine pillola mai”, firmata da Luca Rondi.
di Liana Milella
La Repubblica, 24 ottobre 2023
Luciano Violante è stato presidente della Camera e anche magistrato e ha fatto tre anni di volontariato in prigioni di Bari e Trani: “Mi hanno sempre colpito la sofferenza dei detenuti e il malessere del personale, spesso esposto a rischi gravi”
- Cospito: no del tribunale di Sorveglianza alla revoca del 41 bis. “È pericoloso”
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