di Francesco Oliva
La Repubblica, 25 maggio 2026
La denuncia del Sindacato polizia penitenziaria. Il 21 maggio è stato trovato senza vita un 26enne egiziano; il giorno prima nell’infermeria è deceduto un 39enne di Galatone. Due decessi “per sospetta overdose o per abuso di farmaci” nel carcere di Lecce. Un altro, per impiccagione. Un quarto, ancora, tutto da decifrare. In appena due mesi, tra aprile e maggio. Nel penitenziario di borgo San Nicola, si continua a morire. Gli ultimi decessi, a stretto giro, a distanza di 24 ore. Il 20 maggio, nel reparto di Infermeria, è morto un 39enne di Galatone. Agli arresti, il giovane si trovava per una rapina, il 5 febbraio scorso, in una farmacia, a Seclì. Soffriva di attacchi epilettici che curava con farmaci antispastici. Il malore, i soccorsi, la morte.
di Martina Trivigno
Il Tirreno, 25 maggio 2026
Il sindaco interviene dopo la decisione di inserire a breve ancora dieci carcerati. “A seguito di un’incomprensibile decisione del Dipartimento centrale dell’amministrazione penitenziaria il numero dei detenuti presenti sull’isola di Gorgona è praticamente raddoppiato, passando da 75-80 presenze alle attuali 130. Ed è stato già annunciato che altre dieci unità arriveranno a breve”. A lanciare l’allarme è il sindaco Luca Salvetti che sta seguendo da vicino la situazione insieme al garante dei diritti dei detenuti del Comune di Livorno, Marco Solimano.
di Paola Calvano
piazzarossetti.it, 25 maggio 2026
La Casa lavoro di Vasto torna al centro delle polemiche. Il clima nella struttura è sempre più teso. Tanti i detenuti che non lavorano e pochi gli agenti. Fatto questo che provoca spesso tensioni e aggressioni agli agenti. Il sindacato Cnpp-Spp interviene con una nota di protesta. “Quella di Torre Sinello è una Casa lavoro ma non ci sono né fondi né lavoro”, denuncia Fausto Varricchio (Cnpp-Spp). “Non era questo il progetto riservato a Vasto. Ci hanno fatto aprire una sezione detentiva in fretta e furia, con la promessa che ci avrebbero inviato tutti detenuti formati per operare in ambito lavorativo, salvo poi riempirla con 52 detenuti, 4 in più rispetto ai 48 che ne potrebbe contenere. Di questi 48 solo una parte ha i requisiti per lavorare mentre non pochi sono quelli affetti da problemi psichiatrici e che quindi dovrebbero essere ristretti altrove.
edizionecaserta.net, 25 maggio 2026
Cresce il confronto sulla gestione sanitaria all’interno della casa circondariale “Francesco Uccella” di Santa Maria Capua Vetere. Al centro della vicenda vi sarebbero alcune decisioni adottate nel corso del 2025 dall’Asl e dalla direzione sanitaria che avrebbero cambiato le modalità di assistenza e somministrazione delle terapie ai detenuti. Secondo quanto emerso, una disposizione firmata il 16 luglio 2025 dal direttore del Distretto sanitario 21, Francesco Frascaria, avrebbe stabilito la sospensione temporanea degli ambulatori presenti nei reparti detentivi. Una misura che, stando a quanto trapela, sarebbe ancora attiva e che avrebbe comportato il trasferimento dei detenuti presso l’infermeria centrale per ricevere cure e medicinali.
Bolzano. “Il carcere non può restare così”, Elena Dondio racconta la realtà della Casa circondariale
buongiornosuedtirol.it, 25 maggio 2026
Elena Dondio è stata tra i protagonisti della conferenza “La comunità penitenziaria: il carcere secondo Pannella”, promossa a Bolzano lo scorso 22 maggio da Nessuno Tocchi Caino. Reduce da una nuova visita ispettiva all’interno della casa circondariale del capoluogo altoatesino, Dondio ha raccontato criticità strutturali, difficoltà sanitarie e ostacoli al reinserimento, ma anche l’impegno quotidiano di operatori e personale penitenziario. Ne emerge un quadro complesso, che riporta al centro il tema delle condizioni di detenzione e della funzione stessa della pena. “Entrare in carcere con Nessuno Tocchi Caino è sempre un’esperienza molto forte”, racconta Dondio. “Non si tratta mai di semplici visite: il nostro obiettivo è osservare le condizioni reali della struttura, verificare la situazione sanitaria, la sicurezza e la quotidianità delle persone detenute”.
di Marta Ghezzi
Corriere della Sera, 25 maggio 2026
Il progetto sociale, voluto da educatori e volontari, garantisce un lavoro e offre un’opportunità di reinserimento. L’importanza del riciclo dei tessuti. Davide attacca: “Facevo il tassista, ma che senso ha parlarne ora, qui. Ho smesso di guardarmi indietro, di pensare a quello che ho lasciato fuori, preferisco concentrarmi sul futuro, mantenere una finestra aperta sul domani”. Mentre parla, cuce. A macchina. Punti minuscoli e regolari, invisibili nella trama della stoffa. Lui, bandana in testa, muscoli delle braccia in rilievo, dice: “Ho sempre considerato la macchina da cucire cosa da donne. Mia nonna ne aveva una, vetusta, di quelle a pedali, custodita dentro un armadietto. Quando da piccolo giocavo a nascondino con mia sorella ci finivamo sempre dentro. Mai avrei pensato di imparare a usarla. Oggi è il presente e il futuro. Mi consolo”, aggiunge, “dicendomi che prima guidavo una macchina in movimento, ora una che è sempre ferma”.
di Nicola Marcato
antennatre.it, 25 maggio 2026
Dalla sicurezza sul lavoro al reinserimento sociale: alla Casa Circondariale di Santa Bona si è concluso il progetto formativo promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Treviso per aiutare i detenuti a costruirsi nuove opportunità una volta usciti dal carcere. Trentacinque detenuti coinvolti, corsi professionali, patentini e anche simulazioni di colloqui di lavoro. Alla Casa Circondariale di Santa Bona si è concluso il nuovo percorso formativo promosso dall’Ordine degli Ingegneri di Treviso insieme alla Commissione Sicurezza. I partecipanti hanno seguito corsi sulla sicurezza nei cantieri, prevenzione incendi e guida dei carrelli elevatori, ottenendo attestati richiesti in molte aziende.
bariseranews.it, 25 maggio 2026
Il confronto tra Istituzioni, Università, Terzo settore e Sistema penitenziario. Nel panorama del volontariato operante in ambito penitenziario, emerge oggi con forza l’esigenza di superare la frammentazione dei singoli interventi per dare vita a una comunità coesa, capace di muoversi all’interno di una visione unitaria. L’obiettivo prioritario è definire un filo conduttore che colleghi le diverse anime del settore, traducendo il concetto di “rete” - spesso presente solo sulla carta - in una filiera operativa e realmente efficace. Ecco perché il Centro di Servizio al Volontariato San Nicola ETS organizza, il prossimo martedì 26 maggio, un momento di confronto tra Istituzioni, Università, Terzo Settore e Sistema penitenziario, con testimonianze, buone pratiche e progetti che costruiscono ponti tra il “dentro” e il “fuori”. “Oltre il carcere. Cultura e pratiche per ricostruire comunità”, è infatti il nome del dibattito che si svolgerà, a partire dalle ore 9:30 del mattino, nell’Aula Gaetano Contento del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro, a Bari.
La Sicilia, 25 maggio 2026
Un nuovo tassello nel percorso di apertura culturale e inclusione sociale promosso all’interno degli istituti penitenziari, riconoscendo nella lettura uno strumento capace di creare dialogo, conoscenza e opportunità di integrazione. Questa, a grandi linee, la finalità del progetto “Kutub Hurra - Un ponte di libri attraverso il Mediterraneo” pronto a partire all’interno della casa circondariale. L’iniziativa sarà inaugurata ufficialmente l’8 giugno alle 12 nei locali dell’istituto penitenziario, occasione durante la quale l’associazione “Un Ponte Per” Ets donerà alla biblioteca del carcere cento volumi in lingua araba.
ansa.it, 25 maggio 2026
Alla Sapienza sono 73, le iniziative del cappellano don Vecchione. Continua l’impegno della Cappella della Sapienza e della Comunità “San Filippo Neri-E poi?” nel sostegno agli studenti universitari detenuti. Dopo l’evento del dicembre 2025 per il Polo universitario penitenziario dell’Università Roma Tre, domani 25 maggio, all’auditorium della Cappella della Sapienza-Università di Roma andrà in scena “La forma del vuoto”, pièce teatrale scritta e diretta da Francesco d’Alfonso per due attori e percussioni.
- Varese. Il festival del cortometraggio è entrato in carcere, in giuria anche i detenuti
- Legnano (Mi). Carceri, dalla denuncia di Cecilia Strada alla storia di Antonio
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- Marco ed Enzo troppo liberi per essere compresi da vivi
- “Le Loro prigioni”, il podcast di Rai Radio 1 premiato al New York Festival Awards










