di Giovanni Bianconi
Corriere della Sera, 22 giugno 2023
Intervista al ministro della Giustizia: “Confitti con i magistrati? Spero di no, vorrei che si abbassassero i toni da parte di tutti. Sulle intercettazioni ripristiniamo la Costituzione”
di Liana Milella
La Repubblica, 22 giugno 2023
L’ex ministro della Giustizia: “Il Guardasigilli vuole mandare alcuni messaggi a settori sociali più direttamente interessati a forme di criminalità economica”
Andrea Orlando, esternazioni da editorialista quelle di Nordio contro la “stampa faziosa” o da ministro?
di Pierpaolo La Rosa
Il Tempo, 22 giugno 2023
Intervista a Francesco Paolo Sisto, viceministro alla Giustizia e senatore di Forza Italia.
Cosa cambierà con la riforma del Guardasigilli Carlo Nordio?
di Liana Milella
La Repubblica, 22 giugno 2023
Il procuratore nazionale Antimafia chiede al governo tecnologie più sofisticate per combattere la criminalità organizzata. Coincidenze. Casuali certo. Ma determinanti. Accade che, nell’arco della stessa ora, due facce della giustizia si palesino agli italiani. C’è un ministro, l’ex pm Carlo Nordio, che parla davanti ai costruttori. Regala loro, gratificato da quattro applausi, ciò che si aspettano. Via l’abuso d’ufficio. Giustizia “conciliativa” anziché processi per evasione fiscale. Stretta sulle intercettazioni. E c’è all’opposto il procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo Gianni Melillo, per la prima volta davanti alla commissione parlamentare Antimafia della presidente Chiara Colosimo.
di Giulia Merlo
Il Domani, 22 giugno 2023
Il procuratore antimafia contro le semplificazioni della polemica tra Nordio e pm. Mancano garanzie per l’indagato su ciò che non è intercettazione in senso classico, ha spiegato. L’attuale stato delle infrastrutture per le intercettazioni “sia dal punto di vista dell’assetto architettonico che gestionale” non sono più adeguati, e il sistema rischia di cedere. Con una conseguenza: acuire la sensazione che, come diceva Giovanni Falcone, le mafie “abbiano sempre una lunghezza di vantaggio su di noi”.
di Paolo Pandolfini
Il Riformista, 22 giugno 2023
“Non conosco intercettazioni inutili”, ha detto il numero uno dell’Antimafia Giovanni Melillo, ma allora bisogna introdurre norme, che impongano il divieto di “subappaltare” le indagini a soggetti privati, ai fornitori dei virus spia. “Si tratta di temi - prosegue Melillo - dei quali ho parlato già intorno a un tavolo di lavoro voluto dalla presidenza de Consiglio dei ministri.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 22 giugno 2023
Alexandru Ianosi, in carcere per l’omicidio di settembre 2023, sarebbe stato a processo il 4 luglio prossimo. Una decina di giorni fa aveva chiamato i suoi legali, Francesco Neri Nardi e Chiara Di Leo: “Sto male, ho paura di fare una cazzata”, aveva detto. E ieri mattina gli agenti della Polizia penitenziaria l’hanno trovato impiccato alle sbarre del bagno della sua cella.
di Antonella Gasparini
Corriere del Veneto, 22 giugno 2023
Il suicidio del tunisino Bassem Degachi, detenuto per spaccio: l’ordine d’arresto è stato revocato dopo il decesso. Lo scorso 6 giugno si è impiccato dopo che in carcere, dove era già detenuto ma in regime di semilibertà e con la prospettiva di un affidamento ai servizi sociali dopo l’estate, gli avevano notificato una nuova ordinanza di arresto per un traffico di droga a Mestre tra il 2018 e il 2019. Ieri quella stessa ordinanza è stata annullata dal tribunale del riesame di Venezia.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 22 giugno 2023
Il giovane è stato arrestato nei mesi scorsi a Milano con l’accusa di aver rapinato, nei pressi della stazione Centrale, un cittadino bulgaro con la complicità di altre due persone. Il detenuto è minorenne, ma è recluso con gli adulti. Quella di D. Y. è una storia in cui si intrecciano ritardi e confusione. Il giovane è stato arrestato nei mesi scorsi a Milano con l’accusa di aver rapinato, nei pressi della stazione Centrale, un cittadino bulgaro con la complicità di altre due persone.
di Patrizia Maciocchi
Il Sole 24 Ore, 22 giugno 2023
Mezzi eccessivi e inutilmente violenti, ma orientati a contenere i detenuti in grave stato di alterazione non ad umiliarli. Condotte dei pubblici ufficiali che dovrebbero comunque essere punite più severamente. Nel carcere di Biella lo scorso febbraio, per contenere tre detenuti stranieri in grave stato di alterazione, sono stati usati mezzi impropri eccessivi e inutilmente violenti, ma non si è trattato di tortura.
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