di Lorenzo Salvia
Corriere della Sera, 12 marzo 2023
I rapporti dei servizi segreti: quasi 700 mila persone pronte a partire. Il nodo dell’accoglienza. Negli ultimi giorni i segnali sono stati diversi. Come i 998 migranti sbarcati in sole 24 ore a Lampedusa, un numero che non si vedeva da tempo. E le 1.300 persone salvate dai tre barconi nello Ionio, dopo la tragedia di Cutro. Ma il problema vero è che questa ondata migratoria, pur consistente e drammatica, rischia di rappresentare solo un anticipo, un’avvisaglia di quello che potrebbe accadere nei prossimi giorni.
di Antonello Guerrera
La Repubblica, 12 marzo 2023
Intervista al primo ministro britannico Rishi Sunak: perché la controversa nuova legge britannica sui rifugiati è “dura ma giusta”, il caso Italia e la reazione all’endorsement di Salvini, quando finirà la guerra in Ucraina e come fronteggiare la Cina nell’Indo-Pacifico.
La Repubblica, 12 marzo 2023
Nella sola Tel Aviv i partecipanti sarebbero oltre 200mila. Applausi per il comandante di polizia Amichai Eshed, presente al corteo. Il ministro della Sicurezza nazionale Ben Gvir ha cercato di rimuoverlo dal suo incarico per non aver ostacolato le proteste. Per la decima settimana migliaia di manifestanti sono scesi in piazza contro la riforma giudiziaria del governo di Benjamin Netanyahu. Gli organizzatori parlano di oltre mezzo milione di persone - “mai così tante nella storia del Paese” - che si sono radunate in 95 luoghi di Israele.
di David Lifodi
labottegadelbarbieri.org, 12 marzo 2023
Per reprimere le pandillas, il presidente Bukele ha prorogato lo stato d’assedio, facendo lievitare il numero dei detenuti fino a 94.000. Le carceri, nel paese centroamericano, sono al collasso, le violazioni dei diritti dei carcerati all’ordine del giorno e la democrazia sta scivolando verso un pericoloso autoritarismo. Lo stato d’assedio imposto dal presidente Nayib Bukele al suo intero paese, El Salvador, prosegue e rappresenta la prima causa della crescita esponenziale del numero dei detenuti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 marzo 2023
Si è esaurito l’effetto delle misure per ridurre la popolazione carceraria durante la pandemia. Una volta ripristinato il sistema “pre covid”, il sovraffollamento è riemerso con tutte le conseguenze che comporta. Le statistiche di riepilogo semestrale pubblicate alla fine del mese di febbraio dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), parlano chiaro: il numero di detenuti in Italia è tornato a crescere in maniera consistente per tutto il corso del 2022.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 11 marzo 2023
Ma prende tempo sull’efficacia della legge. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa è soddisfatto dai passi in avanti compiuti dall’Italia con la riforma dell’ergastolo ostativo, che in precedenza non consentiva ai condannati per i reati (soprattutto di stampo mafioso) che rientrano nell’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario, di poter usufruire di benefici come la liberazione condizionale se non collaborano con la giustizia, anche quando altri elementi ne provano la riabilitazione. Ma nel contempo, visto che tale riforma è entrata in vigore da poco, precisa che ciò ancora non consente una valutazione sulla vera efficacia.
di Viola Giannoli
La Repubblica, 11 marzo 2023
Il racconto dell’anarchico all’avvocato della difesa su alcune frasi che gli sarebbero state rivolte all’ospedale San Paolo di Milano. Il legale: “Vogliono spaventarlo e rifiutano la visita di una specialista”. “Mi hanno detto che resto mezzo scemo sulla sedia a rotelle con il lecca lecca in bocca”. Alfredo Cospito si sfoga così con il suo legale, Flavio Rossi Albertini, riferendogli alcune frasi che gli sarebbero state dette nell’ospedale San Paolo di Milano, dove è attualmente ricoverato nelle stanze-celle del 41 bis. E dove è stata rifiutata la visita di un secondo medico specialistico di fiducia della difesa, la dottoressa Barbara Cigardi, perché “altrimenti verrebbe meno il 41 bis”.
di Francesca Sabella
Il Riformista, 11 marzo 2023
Carcere di Regina Coeli, Roma. Ha preso un lenzuolo, l’ha annodato alle sbarre della cella formando un cappio e se l’è stretto intorno al collo. Ha stretto forte, fortissimo fino a morire. Si è tolto la vita così un detenuto di trentadue anni, è morto da solo, una mattina di metà marzo nel penitenziario romano. Era stato condannato per aver appiccato un incendio nel quale perse la vita un pensionato. Era solo un assassino, diranno i più. No. Era un detenuto e questo vuol dire che era sotto la diretta responsabilità dello Stato. E si è impiccato. Quando ha deciso di suicidarsi Marco (nome di fantasia) era solo nella sua cella.
di Francesco Verderami
Corriere della Sera, 11 marzo 2023
Nel mirino del Guardasigilli ci sono soprattutto l’abuso d’ufficio e il traffico di influenze. Il Guardasigilli ha smesso di parlare ma non di scrivere. E ha inviato alla premier i provvedimenti sulla giustizia da varare per i prossimi mesi. L’obiettivo di Carlo Nordio è ristabilire le priorità che si era dato quando è entrato al ministero.
di Stefano Cappellini
La Repubblica, 11 marzo 2023
Come si cambia per governare, come si cambia per non morire. Succede spesso che l’esperienza di governo trasformi le persone. C’è una Giorgia Meloni prima di Palazzo Chigi, che nella sua autobiografia annoverava Vladimir Putin tra i modelli, e c’è una Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, strenua avversaria di Putin. C’è un Giuseppe Conte presidente del Consiglio, che apre le porte all’amministrazione Trump affinché indaghi nel nostro Paese sul Russiagate, e c’è un Conte non più presidente che parla del ruolo degli Usa nel mondo e pare Oliviero Diliberto.









