di Cesare Giuzzi
Corriere della Sera, 25 febbraio 2023
L’anarchico resta al 41 bis nella stanza carceraria dell’ospedale San Paolo di Milano. Prevista la visita del medico di fiducia. La notizia che cambia tutto buca l’isolamento del 41 bis attraverso la televisione. Alfredo Cospito è nella sua stanza nel reparto carcerario dell’ospedale San Paolo. È chiuso qui da 15 giorni, e nell’ultima settimana le condizioni erano andate lentamente migliorando. Gli elettroliti nel sangue saliti a livelli “accettabili” e anche il peso aveva smesso di scendere. Ora però cambia tutto. E il rigetto della Cassazione è “una condanna a morte” secondo gli anarchici. Un destino che Cospito ormai si sente quasi addosso. La sua prima decisione dopo la sentenza è stata, di fatto, la conferma di quanto ripetuto finora: “Basta integratori, basta yogurt, stop a qualsiasi alimentazione”.
di Irene Famà
La Stampa, 25 febbraio 2023
Il mancato arruolamento, la prima volta in carcere, i processi e le condanne. Il braccio di ferro tra Alfredo Cospito e la giustizia inizia nel 1991. Ne seguiranno altri. Numerosi. Tra l’anarchico che sfida a muso duro lo Stato, che irride le istituzioni, le provoca. In ogni processo, legge le sue posizioni a voce ferma, cadenzata, sicura. Proclami recitati con lo sguardo fisso e il mento che sporge in avanti. Un testa a testa. “Giudici, mi sarebbe piaciuto essere lì per sputarvi in faccia. Sul vostro codice penale piscio con spensieratezza e allegria”.
di Errico Novi
Il Dubbio, 25 febbraio 2023
Tensione sulla divulgabilità del dossier Cospito, contestata dalla Procura di Roma. Emblematica è la reazione suscitata fra le toghe dall’intervento con cui mercoledì scorso Nordio ha ribadito la difesa di Andrea Delmastro, il sottosegretario alla Giustizia nel mirino delle opposizioni per aver consegnato al collega di partito Giovanni Donzelli l’informativa su Cospito, poi citata in aula, lo scorso 31 gennaio, dal deputato di FdI e vicepresidente del Copasir per insinuare un “favoreggiamento morale” del Pd nei confronti della mafia.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 25 febbraio 2023
Stavolta Salvini è rimasto solo. Solo con il cappio in mano, nel suo mondo di gogna social e mediatica. Il vicepremier ha definito “vergognosa” la sentenza sul disastro del 2017 emessa dal giudice di Pescara, aggredito in aula. L’Anm Abruzzo: “No attacchi a magistrati da organi istituzionali”. Caiazza (Ucpi): “Idea spaventosa della giustizia”.
di Claudio Dionesalvi
Il Manifesto, 25 febbraio 2023
Alla vigilia della sentenza di appello il “sindaco” Mimmo Lucano partecipa alla rinascita del paese diventato negli anni un modello per l’accoglienza dei migranti. Voci festose di bambini risuonano nel Villaggio globale di Riace. Come se la sentenza d’appello, prevista per il cuore della primavera, non incombesse su Mimmo Lucano. Creature di una fiaba vivente ripopolano i vicoli silenziosi del borgo jonico. L’ex primo cittadino, che qui in tanti si ostinano a chiamare “sindaco”, si affaccia sull’antica via dell’acqua, dove uno dei suoi progetti più carichi di poesia ha trovato attuazione. “Guardate che galline stupende. Già ci stanno dando centinaia di uova al giorno. Ce ne sono due più forti delle altre. Le abbiamo chiamate Sabra e Shatila. Ci vuole tanta forza per vivere tutta un’esistenza in campi profughi come quelli libanesi”, sorride amaro Mimmo, dimagrito, cordiale, attorniato dalla solita umanità di artisti, contadini, rifugiati e viaggiatori. “Niente fondi pubblici, stavolta. Da ogni disgrazia - spiega Lucano - può nascere qualcosa di buono. Se abbiamo potuto rimettere in piedi la fattoria degli asinelli, lo dobbiamo al senatore Luigi Manconi ed alle tante persone che hanno sostenuto la sua raccolta fondi per le spese legali del mio processo. Una parte di quei soldi è servita a regolarizzare gli uomini e le donne che lavorano nella fattoria”.
di Sandra Figliuolo
palermotoday.it, 25 febbraio 2023
La Cassazione conferma le decisioni del magistrato e del tribunale di Sorveglianza di L’Aquila. Per il Dap, il detenuto sarebbe stato obbligato a comunicare con i suoi parenti solo di persona, ma i giudici hanno stabilito che non vi è alcun motivo per impedire il ricorso alle piattaforme informatiche: “Nessun rischio di contatti col clan”.
ansa.it, 25 febbraio 2023
A Taranto un detenuto di 50 anni detenuto è stato trovato morto nella sua cella in carcere. A darne notizia è il segretario regionale della Uil Pa Polizia penitenziaria Puglia, Stefano Caporizzi, spiegando che l’uomo “è stato trovato impiccato”.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 25 febbraio 2023
Questa volta non potremmo chiamarla tortura in un’aula di tribunale. I fatti accaduti nel carcere di Ivrea risalgono infatti a un periodo - 2015 e 2016 - in cui non vi era nel codice penale alcuna norma che proibisse esplicitamente la tortura, così come il diritto internazionale imponeva da decenni e Cesare Beccaria suggeriva dal lontano 1764.
merateonline.it, 25 febbraio 2023
La mediateca di Imbersago era gremita di persone, che nella serata di lunedì 20 febbraio si sono riunite per conoscere la storia di Luan e Diego, due ex detenuti del carcere di Bollate. A mediare il loro racconto la loro arte-terapeuta Luisa Colombo, e l’avvocata Daniela Fiocchi.
Corriere della Calabria, 25 febbraio 2023
L’incontro è stato organizzato dalla Fidapa. Si svolgerà il primo marzo nella sala concerti del Comune del Capoluogo. Sebbene le donne rappresentino solo il 4% delle persone recluse in Italia, numeri bassi non possono significare bassa attenzione.









