di Piero Sansonetti
Il Riformista, 2 febbraio 2023
La polemica sulle scemenze dette l’altro giorno alla Camera dal deputato di FdI Giovanni Donzelli (che ha accusato il Pd di essere dalla parte della mafia e dei terroristi) ha del tutto oscurato il tema di fondo sul quale sarebbe stato giusto discutere: il carcere duro, la sua inumanità, la sua inutilità, il contrasto aperto ed evidentissimo con la Costituzione. E poi la questione specifica: la sospensione del 41 bis per Alfredo Cospito in modo da evitare la sua morte. Alfredo Cospito è in prigione perché ha commesso dei reati ma ora sta facendo lo sciopero della fame non per chiedere di essere liberato ma semplicemente per denunciare la follia del 41 bis.
di Iuri Maria Prado
Il Riformista, 2 febbraio 2023
Manconi spiega che le garanzie non si commisurano al tipo di reato commesso dal detenuto. Ma lo ricordano in pochi. Ho scritto più volte, e anche qui sul Riformista, che nei confronti del “mafioso” vige un trattamento discriminatorio che non ha pari presso nessun’altra categoria delinquenziale. E se devo mettere i piedi nel piatto dico che l’oscena vicenda di Alfredo Cospito rappresenta una riprova esemplare di quella verità.
di Gianfranco Pellegrino
Il Domani, 2 febbraio 2023
La logica del regime carcerario 41 bis è bloccare i messaggi, o meglio gli ordini, che possono partire dai carcerati. È ovvio che prevenire altri crimini è diritto della società e, insieme alla rieducazione, la prevenzione sta a fondamento della pena.
di Stefano Folli
La Repubblica, 2 febbraio 2023
Si possono attendere tutte le inchieste del mondo, ma sul piano politico è già chiaro chi ha sbagliato e perché. Comunque la si pensi sul caso Cospito-Donzelli-Delmastro, è probabile che la vera vittima di questa confusa vicenda sia la riforma della giustizia. Concepita dal ministro Nordio, sia pure fra errori e incongruenze, in chiave liberale e garantista, il testo non ha ancora visto la luce ma sembra già un veliero disalberato e avviato al bacino di carenaggio.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 2 febbraio 2023
Dopo una mattinata di nervosismi, Meloni blinda tutto. Il ministro va in Parlamento e (per ora) salva il sottosegretario che ha passato a Donzelli le conversazioni di Cospito coi boss. Prova a liquidare la questione Delmastro-Donzelli con una manciata di parole, giustificandosi con il fatto che i tempi non sono maturi per dare una risposta definitiva. Che al ministero è in corso un approfondimento e che anche la procura di Roma ha aperto un’inchiesta. Ma, così facendo, Carlo Nordio ottiene l’effetto contrario. Perché l’opposizione - che lo aveva chiamato alla Camera per riferire del caso Cospito, ma anche per spiegare che tipo di atti fossero quelli di cui il sottosegretario con delega alle carceri, Andrea Delmastro, aveva parlato con il vicepresidente del Copasir Giovanni Donzelli, il quale ne aveva spiattellato il contenuto in Parlamento - se la prende con lui. E lo accusa di essere stato reticente.
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci
La Repubblica, 2 febbraio 2023
In tre penitenziari di massima sicurezza sono stati ascoltati dei boss camorristi discutere su come alimentare la protesta contro il 41 bis. L’allerta dell’intelligence: “Rischio saldatura con gli anarco-insurrezionalisti”.
di Ermes Antonucci
Il Foglio, 2 febbraio 2023
La corte d’appello di Torino ha assolto l’ex calciatore dall’accusa di traffico di droga. A causa dell’inchiesta, Padovano ha trascorso tre mesi in carcere e nove ai domiciliari, mentre suo padre è morto. Al Foglio racconta il suo calvario: “Scrissero che avevo ceduto droga a Vialli. Ma vi rendete conto?”
di Giampaolo Cassitta
La Nuova Sardegna, 2 febbraio 2023
C’è sempre stata una certa diffidenza intorno alla figura del garante per i detenuti. Da una parte i magistrati di sorveglianza perché rivendicavano il loro compito istituzionale di vigilanza sull’organizzazione degli istituti penitenziari e dall’altra gli addetti ai lavori che intravvedevano in questa figura una sorta di ulteriore controllo al difficile lavoro da svolgere con i detenuti. Dal 2013, anno di costituzione della figura del garante nazionale dei detenuti, le strade si sono lentamente incrociate e tutti hanno cominciato a comprendere che questa figura era necessaria per mantenere alta l’attenzione sul carcere.
ansa.it, 2 febbraio 2023
Per evitare “spettacolarizzazione” processo. No all’ammissione come testimoni al processo per i pestaggi dei detenuti al carcere di Santa Maria Capua Vetere dell’ex premier Draghi e degli ex Guardasigilli Cartabia e Bonafede. Lo ha stabilito con ordinanza la Corte d’Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta), che ha motivato la decisione con la necessità di “evitare una contaminazione di natura politica del processo con una sua indebita spettacolarizzazione”.
di Marianna Aprile
Oggi, 2 febbraio 2023
Don Antonio Coluccia offre ai ragazzi di strada di San Basilio un’alternativa al crimine. Per questo è minacciato. E ora la scorta gli è stata rafforzata. È dal 2014 che Don Antonio Coluccia, fondatore dell’Opera Don Giustino, si occupa di San Basilio, con ronde notturne antidroga (armato di megafono attraverso il quale diffonde il suo messaggio di legalità): “All’inizio andavo lì, pescavo i ragazzi per strapparli allo spaccio e alla malavita organizzata calabrese, romana e albanese che controlla il territorio e si è sostituita allo Stato. Gruppi criminali pronti a tutto che hanno militarizzato il territorio con tanto di vedette, anche sui tetti. Tre anni fa ho capito che andare lì non bastava, bisognava starci, occupare il territorio con un messaggio positivo, metterci la faccia”.
- Roma. “Non tutti lo sanno”: una voce di speranza nella durezza del carcere
- Brescia. Con la “biblioteca vivente” si può ascoltare la storia dei detenuti
- Modena. Il Teatro dei Venti e il carcere: “Arte e lavoro per ripartire”
- Baby gang e gioventù bruciata: anche la giustizia ha le sue colpe
- Migranti. Il Consiglio d’Europa scrive a Piantedosi: “Il decreto anti-Ong va ritirato”









