di Luca Doninelli
Il Giornale, 29 gennaio 2023
Il bisogno assoluto di cambiare il punto di vista su sé stessi. Tutti noi viviamo, istante dopo istante, portandoci dentro la nostra storia, con i passi che ci hanno condotti fino all’istante presente. La storia è quella, i passi sono quelli. Noi, però, siamo anche i narratori di questa storia: la trasformiamo (per noi stessi o per gli altri) in un racconto, e raccontandola la modifichiamo, inevitabilmente, dando più importanza a qualcosa, meno a qualcos’altro, accentuando qualcosa e omettendo qualcos’altro.
di Francesca Barra
L’Espresso, 29 gennaio 2023
La moglie della vittima e la madre dell’omicida. Nel dolore, si uniscono e fondano l’associazione Amicainoabele per connettere le famiglie di chi ha subito un reato e quelle dei detenuti. Claudia è in tribunale e davanti a lei c’è Matteo, il ragazzo di diciannove anni che, la notte del 25 aprile del 2011, ha aggredito al posto di blocco due carabinieri riducendo in coma suo marito Antonio. È arrabbiata, si sente come una candela che si sta esaurendo e in quell’aula urla al giovane di guardarla negli occhi, di rendere conto del dolore procurato. Come tutti vorrebbe solo che fosse punito, che ricevesse una pena esemplare.
di Walter Veltroni
Corriere della Sera, 29 gennaio 2023
Per gli adolescenti di oggi il futuro non è passato, semplicemente non esiste. Si sentono l’ultima generazione e non capiscono il disinteresse del mondo a proposito del proprio ultimo destino.
di Niccolò Zancan
La Stampa, 29 gennaio 2023
La nave con 237 persone a La Spezia ma i tre salvataggi in mare violano il decreto del governo. I soccorritori: “Sarebbero morti tutti”. Scende una bambina dalla nave. Arriva dal Mali. Ha un sorriso talmente irresistibile e uno stupore così meravigliato, che da terra scoppia un applauso. “Benvenuta”, dice un uomo della Croce Rossa con le lacrime negli occhi. Alle 15.03 del 28 gennaio, dopo tre salvataggi davanti alle coste della Libia e 1400 chilometri di navigazione punitiva, la nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere ha attraccato al porto di La Spezia portando in salvo 237 persone, di cui 87 minorenni e anche una bambina di 11 mesi.
di Luca Celada
Il Manifesto, 29 gennaio 2023
Il video del pestaggio mortale di Tyre Nichols a Memphis documenta quella che è sostanzialmente l’aggressione di un branco. Fermato a 100 metri da casa per una presunta infrazione stradale il giovane viene immediatamente aggredito dagli agenti che imprecando lo tirano giù di forza dall’auto. Le botte iniziano da subito, poi scariche di taser. Terrorizzato Nichols tenta di fuggire. Viene nuovamente raggiunto poco lontano dove inizia un terrificante pestaggio da parte dei cinque agenti che a turno usano manganelli, calci e pugni per ridurre il ragazzo ventinovenne in fin di vita. Passeranno poi quasi 20 minuti prima che gli vengano somministrate le prime cure; il decesso sopraggiungerà tre giorni dopo.
di Paolo Mastrolilli
La Repubblica, 29 gennaio 2023
Biden: riformiamo la polizia. I 5 poliziotti agenti dalle telecamere sono stati già puniti: licenziati e incriminati per omicidio. Le proteste ci sono state, da New York a Los Angeles, ma per la maggior parte pacifiche, tranne qualche arresto. I cinque poliziotti responsabili della morte di Tyre Nichols sono stati subito licenziati, e poi incriminati per omicidio, in attesa ora del processo. L’America ha condannato e il presidente Biden ha definito la tragedia di Memphis “oltraggiosa”, promettendo di rimettere mano alla riforma delle forze dell’ordine, senza però abolirle o privarle dei soldi di cui hanno bisogno per esistere. È possibile, allora, che la morte di un ragazzo nero di 29 anni preso a pugni e calci diventi il nuovo paradigma per risolvere l’emergenza razziale, e quella delle violenze insensate delle varie polizie negli Usa?
di Francesca Borri
La Repubblica, 29 gennaio 2023
I giovani palestinesi seguono più i social che i leader storici. Così si rischia lo scontro totale. L’ultimo che ha sparato - ieri mattina, ferendo due israeliani, un padre e un figlio - aveva 13 anni. E quando leggerete queste righe forse sarà già il penultimo. Un tempo avrebbe girato un video con la kefiah in testa e la bandiera alle spalle. E avrebbe lasciato un messaggio al mondo. Invece ha lasciato un biglietto alla madre: e andando a scuola, è andato ad attaccare gli israeliani. Con 234 morti, il 2022 è stato l’anno più brutale dalla Seconda Intifada. E il 2023 è iniziato peggio. Con oltre un morto al giorno. Ma in realtà, quella che sta diventando la Terza Intifada non è cominciata così. Il primo dei morti è morto di leucemia.
di Francesca Mannocchi
La Stampa, 29 gennaio 2023
Baracche per chilometri nel deserto, oggi il campo è il terzo insediamento del Paese. Così la temporanea emergenza del campo profughi è diventata una crisi permanente. “In trent’anni sono nati figli e nipoti, senza cibo né acqua. Qui tutto resta immobile”. C’è una parola che risuona spesso tra le strade di una delle zone più aride del Kenya, suona così: buufis. L’ha coniata chi vive qui per esprimere un dolore, il desiderio pressante di essere altrove, in un futuro impossibile che metta il presente nell’ombra.
di Federica Olivo
huffingtonpost.it, 28 gennaio 2023
In sciopero della fame da 100 giorni contro il carcere duro. Al 41 bis per una bomba che non causò né vittime né feriti. La Cassazione anticipa al 7 marzo l’udienza sul ricorso. Il garante dei detenuti chiede il trasferimento immediato in una struttura in grado di dare più assistenza sanitaria. L’uomo ha perso 40 chili. Silenzio dal Guardasigilli.
di Eleonora Martini
Il Manifesto, 28 gennaio 2023
Ricorso contro il 41bis, la Cassazione anticipa l’udienza al 7 marzo. Il medico: “Non basta”. Mauro Palma: “La tutela della salute di chi è nella disponibilità dello Stato, in quanto privato della libertà personale, è responsabilità della Amministrazione che lo ha in carico”.
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