di Roberto Rossi*
L’Edicola del Sud, 4 gennaio 2026
Con il referendum sulla riforma “Nordio”, i cittadini sono chiamati a decidere sulla legge costituzionale. Votando “No” consente ai cittadini di difendere la Costituzione che significa garantire a tutti una magistratura libera. L’espressione di voto sia a favore che contro non deve essere intesa come una presa di posizione politica, ma una libera scelta che riguarda la tutela dei diritti costituzionali di tutti i cittadini. In primavera andremo a votare per un referendum, senza quorum, sulla legge costituzionale riforma Nordio. I cittadini decideranno se questa legge Costituzionale entrerà in vigore oppure no. Sembra giusto dire No.
di Silvana Cortignani
tusciaweb.eu, 4 gennaio 2026
Vanno spiegate le esigenze di carattere organizzativo, sanitario, di sicurezza sottese alla regolamentazione. È stato accolto dalla cassazione il ricorso del ministero della giustizia, parte offesa nell’ambito di una querelle sollevata dal detenuto al 41 bis Giovanni Di Giacomo, palermitano di 71 anni, dietro le sbarre da 34. Al Nicandro Izzo di Viterbo sta scontando l’ergastolo per due omicidi commessi all’inizio degli anni Ottanta, diverse condanne per mafia e una per avere tentato di uccidere un altro detenuto a colpi di fornellino da campo nel 2011.
di Dario Ferrara
Italia Oggi, 4 gennaio 2026
La Cassazione dà disco verde sulla motivazione della sentenza. Ma a patto (tra l’altro) di citare la fonte. Il giudice può fare copia-incolla nella motivazione della sentenza per motivi di economia processuale. Per ridurre i tempi delle cause, infatti, il magistrato ha facoltà di recepire in modo letterale nella sua decisione le argomentazioni svolte in un’altra. Ma a patto di citare la fonte e di spiegare, anche con un cenno purché univoco, perché le situazioni di fatto o le questioni di diritto. La recente sentenza 33584, pubblicata dalla sezione Tributaria della Cassazione il 22 dicembre 2025, mette un punto fermo su una questione tecnica fondamentale per i tempi della giustizia.
di Luciano Piras
La Nuova Sardegna, 4 gennaio 2026
Il deputato Deidda (FdI) attacca il sindaco di Nuoro Fenu: “Davvero stupefacente, Pd e M5s votarono sì”. Scontro politico sul “caso Badu e Carros”. “È veramente stupefacente come il sindaco di Nuoro Emiliano Fenu, insieme alla “gran cassa” di Pd, Movimento 5 Stelle e sinistra, agiti oggi lo spettro della paura sul regime di 41 bis, quando le decisioni sono state prese anni fa con loro al Governo” attacca senza mezzi termini Salvatore Deidda, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della IX Commissione Trasporti della Camera. “Quando i provvedimenti furono votati in Parlamento, nessuno di loro osò alzare questo polverone” va avanti Deidda.
di Adelia Pantano
La Stampa, 4 gennaio 2026
Prosegue in fretta la trasformazione del carcere San Michele che diventerà di massima sicurezza e che ospiterà anche condannati per criminalità organizzata o terrorismo in regime di 41 bis. Potrebbero arrivare già a metà febbraio i primi detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele ad Alessandria. L’ipotesi del cambio di destinazione del penitenziario, che rimbalza da oltre due mesi senza però aver trovato conferme ufficiali, verrebbe ora avvalorata da sviluppi imminenti. Le indiscrezioni sono state tante dal 19 ottobre, mai “validate” dal ministero della Giustizia, eppure i movimenti nella struttura del sobborgo non lasciano adito a dubbi. Anzi, adesso si stimano anche i numeri: dovrebbero essere circa 150 i reclusi “pericolosi” destinati a fare ingresso nella struttura, nell’ambito del circuito del “carcere duro”, applicato in prevalenza a condannati per criminalità organizzata o terrorismo.
di Piero Bottino
La Stampa, 4 gennaio 2026
Il sindaco si dice preoccupato per l’arrivo di 150 detenuti in regime di 41-bis nel carcere di San Michele: “Verrà spazzato via quello che si era investito nelle attività sociali”. Tema cruciale quello della sicurezza e del rapporto con lo Stato, la città lo sa bene e segue con attenzione questa “partita” delicata e importante per la comunità. “Noi investiamo su luce, telecamere e agenti di polizia locale, poi arriva qualcuno da Roma e trasforma quello di San Michele in un carcere di massima sicurezza per il 41 bis, non pensando che tutto questo ha un potenziale negativo che va affrontato, aspettiamo che qualcuno ci spieghi come”, sottolinea il sindaco Giorgio Abonante, per nulla remissivo con decisioni calate dall’alto.
di Massimo Lensi* e Dimitrij Palagi**
palagixfirenze.it, 4 gennaio 2026
La recente pronuncia della Corte costituzionale ha ricondotto l’istituto della liberazione anticipata nel suo alveo naturale: l’articolo 27 della Costituzione. È, a buon diritto, una buona notizia. Non perché introduca una svolta di sistema, ma perché ristabilisce una coerenza elementare tra norma costituzionale ed esecuzione penale. In uno Stato di diritto, questo dovrebbe rappresentare la normalità, non un evento degno di celebrazione. All’inizio dell’anno, nel carcere di Sollicciano, un principio di incendio - causato da una stufetta dell’infermeria - ha reso necessaria l’evacuazione di alcune decine di detenuti. Un episodio grave, ma non eccezionale, se non per la consueta sequenza di dichiarazioni ufficiali che ne è seguita.
di Vinicio Marchetti
avellinotoday.it, 4 gennaio 2026
Si chiama “Oltre le mura: la persona dietro alla detenzione femminile”. Un titolo che non accarezza. Scava. E pretende attenzione. Perché parla di giustizia, sì. Ma soprattutto di corpi, di donne, di bambini. Di esseri umani che lo Stato rinchiude e poi dimentica. A introdurre l’incontro è Sara Spiniello, del Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Avellino. Poche parole, nette. Poi la cornice, affidata alla dottoressa Simona Romani, referente per le Pari Opportunità. Anche qui nessuna retorica: solo il tentativo di riportare la questione dove dovrebbe stare da sempre. Nella coscienza pubblica.
welfarenetwork.it, 4 gennaio 2026
Il progetto di sensibilizzazione e cura firmato Gruppo Editoriale San Paolo. Il progetto vuole mantenere alta l’attenzione sulle condizioni di vita di chi vive la realtà del carcere e il loro rapporto con le proprie famiglie. Tra le novità presentate la collaborazione con l’associazione Bambinisenzasbarre e un reading previsto per il 2026 a cura della giornalista Daria Bignardi e dedicato alle detenute del carcere San Vittore. Il garante dei detenuti di Milano: “Il carcere oggi anziché diminuire la criminalità la aumenta. È uno strumento da superare. Nel frattempo, bisogna guardare all’integrità della persona, risolvendo anzitutto il sovraffollamento degli istituti”.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 4 gennaio 2026
Il presidente del Centro sportivo italiano sezione di Ravenna, Alessandro Bondi, capofila dell’iniziativa in città. Il direttore della casa circondariale Stefano Di Lena: “Grande entusiasmo e forti motivazioni”. Pallamano, calcio e rapatennis sono entrati in carcere ed è stato un successo. È questo in sintesi il bilancio della prima fase del progetto ‘Il mio campo libero’, stilato durante un incontro che si è tenuto nella casa circondariale di Ravenna. Nato da una convenzione fra i Ministeri della Giustizia e dello Sport per i giovani, il progetto nazionale che si propone di favorire e promuovere l’attività sportiva per i detenuti a Ravenna ha coinvolto tre realtà, tra enti di promozione e associazioni: il comitato territoriale Csi è il soggetto capofila del progetto, redatto da Marco Tosi Brandi che con il Csi sta collaborando anche per l’attività di rilancio della pallamano. E proprio quest’ultima è l’attività proposta all’interno del progetto grazie alla Gym Academy, società affiliata. Collaborano all’iniziativa il comitato Uisp Ravenna-Lugo che ha promosso il rapatennis, disciplina sportiva che unisce racchettoni, padel e tennis facile da giocare e adatta a tutti, e la polisportiva Compagnia dell’Albero, che ha proposto il calcio.
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