di Shendi Veli
Il Manifesto, 28 dicembre 2025
Due sociologi dell’Università di Genova. Sebastiano Benasso, ha curato l’antologia “Trap! Suoni, segni e soggettività nella scena italiana”. Davide Filippi è autore di uno dei contributi. “Quello che trovo interessante è questa reazione di fastidio che la musica trap, così come la parola maranza, suscita nel senso comune. Nasce dal fatto che non si ritiene legittimo il punto di vista di alcuni soggetti: giovani, periferici, non culturalmente omologati alla maggioranza. È emersa la voce di una popolazione giovanile non bianca che prima non era rappresentata nella musica italiana, mentre in Francia e Inghilterra succede da decenni. La reazione è il panico morale, cioè alimentare paura e indignazione verso un fenomeno sociale in modo del tutto sproporzionato rispetto alla minaccia reale”.
di Valerio Renzi
Il Manifesto, 28 dicembre 2025
Dall’Ice di Trump alle cartoline dell’Afd, fino alle proposte della Lega per limitare la cittadinanza. Non siete al sicuro. Questo è il messaggio che le destre globali hanno lanciato ai cittadini migranti, quelli irregolari nei paesi di arrivo, ma soprattutto a quelli considerati inassimilabili al di là dello status giuridico. L’avanguardia sono gli Stati Uniti di Donald Trump, dove i raid dell’Ice portati avanti grazie alle tecnologie gentilmente fornite dagli oligarchi tech, terrorizzano interi quartieri, ma anche in Europa dove ormai la parola d’ordine della remigrazione tiene unito l’attivismo dei gruppuscoli estremisti e i partiti che governano o si candidano realisticamente a governare nei prossimi anni.
di Giansandro Merli
Il Manifesto, 28 dicembre 2025
Nonostante il permesso di soggiorno ottenuto in Spagna, padre e figlio si sono ritrovati dietro le sbarre mentre madre e figlia si sono viste ritirare il passaporto. Per tutti è stato emesso un decreto di espulsione, anche se “manifestamente infondato”. Una vicenda tra Kafka e Trump. Il viaggio a Roma per visitare il Vaticano prima della fine del giubileo è costato caro a una famiglia colombiana residente in Spagna con regolare permesso di soggiorno: padre e figlio sono finiti nel Cpr di Ponte Galeria, madre e figlia si sono viste ritirare il passaporto. Tutti hanno temuto il rimpatrio nel paese di origine, da cui sono fuggiti chiedendo protezione in Europa. “Lavoro nel campo del diritto dell’immigrazione da vent’anni. Sulle spalle ho 2.500 udienze di convalida di trattenimenti amministrativi. Ma è la prima volta che assisto a qualcosa del genere”, afferma l’avvocata Cristina Durigon.
di Rosario Aitala
Avvenire, 28 dicembre 2025
Oggi ai giudici internazionali si imputa di applicare lealmente il diritto internazionale e salvaguardare i diritti fondamentali degli inermi. Ma così la pace si fa sempre più difficile. In principio fu giustizia dei vincitori, oggi è giustizia per i vinti. Al termine del Secondo conflitto mondiale, con i tribunali internazionali militari di Norimberga e Tokyo, il ricorso a processi in luogo delle consuetudinarie esecuzioni sommarie degli sconfitti affermò un principio etico e giuridico che ha modificato il corso della storia. I crimini di diritto internazionale non sono commessi da entità astratte, Stati, ma da uomini che devono risponderne personalmente. Una rivoluzione di civiltà. Ma fu giustizia dei vincitori, giustizia di parte.
di Timur Khairutdinov
valigiablu.it, 28 dicembre 2025
All’inizio di dicembre, un aereo con a bordo 64 russi espulsi dagli Stati Uniti è atterrato a Mosca. Tutti avevano chiesto asilo politico negli Stati Uniti, sostenendo di essere perseguitati nel loro paese. Dopo l’atterraggio, agli uomini sono state consegnate delle convocazioni militari e alcuni sono stati portati via per essere interrogati. Si è trattato almeno del terzo volo di questo tipo quest’anno e se ne prevedono altri nel 2026. Meduza ha parlato con Dmitry Valuev, presidente di Russian America for Democracy in Russia, della vita nei centri di detenzione per immigrati negli Stati Uniti, di cosa attende i deportati una volta tornati in patria e del motivo per cui gli Stati Uniti stanno rimandando le persone proprio nel luogo da cui stavano fuggendo.
di Maria Caterina Bombarda*
settimananews.it, 27 dicembre 2025
Entrare in carcere non è mai un’esperienza neutra. Chi lo fa come volontario lo sa bene: non ci sono sbarre nei disegni, non ci sono colori accesi né storie edificanti pronte all’uso. Il carcere è un luogo pesante, spesso grigio, segnato dal sovraffollamento, dalla fatica quotidiana, da vite interrotte e da un tempo che rischia di diventare vuoto. Eppure, proprio lì, ogni giorno, accade qualcosa che riguarda tutti noi. Il volontariato penitenziario non è un gesto di buon cuore isolato, né un’azione riparativa a basso costo. È una scelta culturale e politica nel senso più alto del termine: significa credere che la dignità umana non venga cancellata da una condanna e che la società abbia il dovere di interrogarsi su ciò che accade dietro le mura che ha costruito.
di Tiziana Maiolo
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Qualcuno ha detto che la civiltà di un Paese si misura dalla condizione delle sue carceri. Quelle italiane sono un disastro, e sappiamo bene che non serve costruirne di nuove. Meglio sarebbe cercare di scavalcare quel muro che rende inevitabile il ricorso alla detenzione come unica forma di espiazione della pena. Ci vorrebbe un bel salto culturale. Ma la novità è il segnale che sia oggi proprio la destra italiana, storicamente arroccata sulla difesa strenua della sicurezza in contrapposizione alle garanzie, ad avviarsi verso un nuovo percorso. Non nuovissimo, in realtà, per chi conosca la storia di quella che fu Alleanza nazionale, il partito di Gianfranco Fini, ma soprattutto di Pinuccio Tatarella, nato sulle ceneri del Movimento sociale di Giorgio Almirante.
di Errico Novi
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Di spazio, per le “riforme parallele” della giustizia, non se ne vede più da mesi. Si è dovuto rinunciare persino a provvedimenti “di nicchia” come il ddl Zanettin sul sequestro degli smartphone, finito a galleggiare nel nulla alla Camera dopo l’ok del Senato. Seppure arrivasse il sì al referendum di marzo sulla separazione delle carriere, sembra difficile che possa farsi strada una grande riforma del processo penale, e in particolare delle misure cautelari. Certo, Carlo Nordio non dispera. Non si rassegna a una legislatura chiusa in anticipo, per la giustizia. Ne ha parlato una settimana fa all’ultimo grande appuntamento nel quale ha preso la parola, il congresso di Nessuno tocchi Caino, ospitato all’interno del “Beccaria”, l’istituto per minorenni di Milano.
di Fabrizio Costarella e Cosimo Palumbo*
Il Dubbio, 27 dicembre 2025
Alcune recenti pronunce della Corte di Cassazione e della Corte europea dei diritti umani sembrano orientare il sistema della prevenzione patrimoniale verso standard più garantisti e maggiormente rispettosi dei principi del giusto processo. Tale evoluzione avvicina in modo significativo il procedimento di prevenzione al processo penale, segnando una presa di distanza dalle impostazioni presuntive che hanno tradizionalmente caratterizzato la materia. In questa direzione si colloca la sentenza n. 30355/2025 delle Sezioni unite, nota come Putignano, che interviene sugli oneri gravanti sul terzo intestatario del bene oggetto di misura patrimoniale.
di Andrea D’Aurelio
Il Centro, 27 dicembre 2025
Il 50enne siciliano Scalia stava scontando 19 anni e 11 mesi per l’omicidio di Salvatore Lombardo. La scorsa settimana era stato sottoposto a intervento all’anca. Si indaga per omicidio colposo. Era considerato uno dei collaboratori del boss Matteo Messina Denaro. Rosario Scalia, 50 anni, è stato trovato senza vita nella notte tra il 24 e il 25 dicembre, nella sua cella del carcere di massima sicurezza di Sulmona, dov’era recluso ormai da diversi anni. La scoperta è avvenuta durante i controlli di routine degli agenti di polizia penitenziaria e degli operatori sanitari dell’istituto di pena. Sebbene i primi rilievi del 118 indichino un arresto cardiocircolatorio, la Procura della Repubblica di Sulmona ha deciso di approfondire il caso per due motivi principali: l’età pressoché giovane e il fatto che il detenuto era stato sottoposto a un’operazione chirurgica all’anca soltanto la scorsa settimana nell’ospedale dell’Annunziata.
- Ascoli. Morto in carcere: scatta il maxi risarcimento: 430mila euro ai familiari
- Firenze. Sollicciano, l’associazione denuncia: “Serve dignità per chi vive e lavora in carcere”
- Firenze. “Il caldo, il gelo, l’umidità e i topi. Non si poteva vivere così”
- Pozzuoli (Na). Carcere, in cucina per ricominciare: ecco le “Lazzarelle”
- Ferrara. La proposta del Radicale: “La rotonda del carcere? Intitoliamola a Pannella”










