di Manuela Perrone
Il Sole 24 Ore, 26 ottobre 2025
Dopo la Cassazione la figlia del Cavaliere denuncia “trent’anni di calunnie”. I magistrati: perché lamentarsi? Via alla campagna Anm per il no al referendum. Alla vigilia del secondo e ultimo passaggio in Aula al Senato della riforma della giustizia con la separazione delle carriere, dopo i due sì della Camera - martedì si aprirà la discussione generale a Palazzo Madama e l’obiettivo della maggioranza è licenziare al più presto il Ddl costituzionale per andare al referendum confermativo nella prossima primavera - va in scena un nuovo capitolo dello scontro tra la famiglia Berlusconi e la magistratura. Protagonisti, Marina Berlusconi e il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Cesare Parodi.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 26 ottobre 2025
L’ex pm: “Sarebbe paradossale che tutti possano esprimersi tranne i magistrati. Falso che i cittadini abbiano voltato le spalle ai giudici”. “È stata un’assemblea molto partecipata, e densa. Ed è giusto: si sta uniti in passaggi come questo. Perché l’Associazione nazionale è la magistratura italiana. Ed è nell’Anm che le diverse posizioni, trovano una sintesi”. Edmondo Bruti Liberati è stato giudice, pm, consigliere Csm e soprattutto: procuratore di Milano negli anni in cui il centrodestra, con deputati e senatori, non esitava a manifestare contro le toghe, sulle scale di quel Palazzo di giustizia.
di Rete Sguardo Femminista
Il Domani, 26 ottobre 2025
Stampa, media televisivi e social - che dovrebbero attenersi a codici di comportamento fondati sul rispetto della dignità femminile - finiscono spesso per diventare parte di un processo di esposizione pubblica che produce una seconda violenza. Perché le donne hanno paura di denunciare? Una ragazza di diciassette anni che ha denunciato il suo violentatore può essere oggetto di “indagini pubbliche”? Nei crimini commessi contro le donne, la vittimizzazione secondaria indica la sofferenza ulteriore che le vittime subiscono, specialmente dopo la denuncia, quando vengono esposte all’attenzione dei media o messe sotto pressione.
telebari.it, 26 ottobre 2025
Un boom di richieste di colloqui intimi con compagne e mogli da parte di detenuti pugliesi, come prevede la legge, sta finendo sui tavoli dei pm della Direzione distrettuale antimafia di Bari deputati ad autorizzarli nei casi in cui non spetti ai direttori delle case circondariali. Il trend in aumento si è verificato soprattutto nell’ultimo mese, con risposte a macchie di leopardo. I colloqui intimi si basano sul diritto costituzionale all’affettività, anche se l’attuazione completa è ancora in corso e le variabili da considerare sono diverse.
avellinotoday.it, 26 ottobre 2025
Nella tarda serata di ieri S.P., classe 1996, è stato condotto nel carcere di Avellino a seguito del fermo disposto dal Pubblico Ministero del Tribunale di Benevento, Dott.ssa Flavia Felaco. L’accusa è di omicidio pluriaggravato. Il ventinovenne si è reso protagonista di un delitto efferato, commesso sotto le telecamere di videosorveglianza della struttura di San Nicola Baronia. A morire è stato un altro ospite della struttura, Pasquale Cannavacciuolo, 59 anni, colpito dapprima con due schiaffi al volto e successivamente, una volta caduto a terra, con calci alla testa che ne hanno determinato la morte.
di Antonio Musella
fanpage.it, 26 ottobre 2025
In 700 manifestano all’esterno del carcere napoletano dove il giovane 27enne era detenuto. Erano stati disposti accertamenti medici, ma non sono mai stati fatti. Dal 27 luglio avrebbe chiesto di essere portato in medicheria, dove è arrivato solo il 30 settembre. In centinaia sono arrivati sotto al carcere di Poggioreale per chiedere verità e giustizia per Alhagie Konte, il giovane di 27 anni detenuto nel carcere napoletano e morto a seguito di una grave forma di tubercolosi. La Procura sta indagando per chiarire se Alhagie abbia ricevuto o meno le giuste cure all’interno del carcere, prima di essere trasportato, alla fine di settembre, già in condizioni gravissime all’ospedale Cardarelli e successivamente al Cotugno, dove è morto dopo 6 giorni. Ormai era troppo tardi per combattere la malattia.
di Luciano Giacobbe*
calabriainforma.it, 26 ottobre 2025
In un momento in cui il sistema penitenziario italiano è al centro di un acceso dibattito, le parole di Samuele Ciambriello, Portavoce della Conferenza Nazionale dei Garanti Territoriali, ci spingono a riflettere profondamente sulle recenti circolari del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap). Queste direttive, a firma del Capo Dap Stefano Carmine De Michele e del Direttore Generale Detenuti e Trattamento Ernesto Napolillo, sembrano segnare un ritorno a una visione “carcerocentrica”, contrapponendosi ai progressi cercati negli anni precedenti in termini di inclusione e reinserimento sociale.
Il Manifesto, 26 ottobre 2025
Il Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria ha revocato all’ultimo momento l’autorizzazione per la presentazione della proposta di legge “Sciascia-Tortora” nel carcere Lorusso Cutugno. Le associazioni promotrici denunciano una decisione incomprensibile che ha chiuso, ancora una volta, le porte del dialogo sulla giustizia giusta.
di Giulia Ghirardi
fanpage.it, 26 ottobre 2025
Il Garante dei detenuti è la figura deputata a vigilare, ascoltare e segnalare eventuali abusi registrati all’interno di un carcere. “Al Bassone di Como tale figura manca da giugno 2024. Il rischio è che le criticità restino inascoltate, i dati ignorati e le zone grigie non affrontate”, ha spiegato l’ex Garante, Alessandra Gaetani, a Fanpage.it. Così, però, il carcere rischia di diventare una vera e propria dimensione fantasma della città. Da mesi il carcere di Como è senza Garante dei detenuti. “La posizione è rimasta vacante dalla fine del mio incarico lo scorso giugno”, ha spiegato a Fanpage.it l’ex Garante, Alessandra Gaetani. Detto in altre parole, al momento al Bassone manca la figura deputata a intercettare ciò che non va, quel ponte di collegamento tra interno ed esterno, capace di esercitare la moral suasion necessaria per non lasciare che il carcere si trasformi in una dimensione fantasma all’interno della città.
Il Resto del Carlino, 26 ottobre 2025
La presidente del quartiere, Mazzoni: “Una rete di sostegno che serve a creare relazioni tra dentro e fuori”. Si chiama QuBo7 perché l’obiettivo è quello di “rendere il carcere il settimo quartiere di Bologna”. Taglio del nastro in via Ferrarese per inaugurare la nuova sede del Coordinamento carcere Navile: sarà utilizzabile dalle associazioni che si occupano di questo tema, ma anche per attività che vedono protagonisti gli stessi detenuti o ex detenuti.
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- Venezia. Porta della Speranza, dal carcere alla vita
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