di Stefania Piras
Il Messaggero, 25 ottobre 2025
L’idea raccontata in un volume di Gabriele Donnini che parla di come e perché ci si tatua in cella (e perché è ancora vietato). Il più bravo a tatuare ha la lacrima disegnata sotto l’occhio. Anche se in carcere non si piange (“Lo fai di nascosto mentre scrivi alla famiglia: qui tutto bene, gioco a Tressette”). E non ci si può tatuare. È vietato, è considerato un atto autolesionistico. Per i detenuti, invece, è riappropriarsi dell’unico vero residuo di libertà che hanno: la pelle. Per questo ieri pomeriggio erano scettici ma incuriositi (13 su 1600 detenuti della sezione maschile) quando nell’auditorium di Rebibbia ha fatto capolino la possibilità di seguire un corso per imparare a tatuare in carcere.
di Paola Pottino
La Repubblica, 25 ottobre 2025
“Redivivus arte e riciclo in mostra” è il progetto promosso da Corepla che ha permesso a ragazzi dai 14 ai 17 anni di rivisitare grandi capolavori dell’arte: l’esposizione resterà allestita fino a domenica dalle 11 alle 18 a Palermo in corso Vittorio Emanuele. Di Mirò, Picasso, Van Gogh, Banksy, Veermer, Munch, Dalì e Klimt, probabilmente non conoscevano neanche l’esistenza. Ma grazie al progetto “Redivivus arte e riciclo in mostra”, promosso da Corepla, con il patrocinio del ministero della Giustizia e curato dall’associazione Mani e Mente, i giovani detenuti delle carceri minorili della Sicilia si sono scoperti piccoli artisti.
di Peppe Aquaro
Corriere della Sera, 25 ottobre 2025
Da ieri e per tutta la giornata di oggi (dalle 9.15 alle 18.30), in diretta streaming sul sito del Corriere. Più di 40 ospiti tra incontri, talk e tavole rotonde, nella sala Buzzati del “Corriere”, in via Balzan 3. Benvenuti al “Festival della Gentilezza”, organizzato dal magazine 7 con Fondazione Amplifon e il patrocinio del Comune di Milano. Perché parlare di gentilezza? Ieri, dopo i saluti iniziali di Barbara Stefanelli, direttore vicario del Corriere e direttore di “7”, di Susan Holland, presidente di Amplifon, e l’editoriale di Dacia Maraini, nel corso della tavola rotonda - condotta da Nicola Saldutti -, gli ospiti, tra i quali, Mario Calabresi, giornalista e scrittore, Ferruccio de Bortoli, presidente Fondazione Corriere della Sera, e Maria Cristina Ferradini, consigliere delegato Amplifon, hanno provato a rispondere nel nome di una “Rivoluzione della gentilezza”.
di Angelica Malvatani
Il Resto del Carlino, 25 ottobre 2025
Il sacerdote simbolo della lotta alle mafie e di Libera ha incontrato i ragazzi “Bisogna essere al servizio della libertà e andare contro l’indifferenza”. La libertà è la più esigente delle responsabilità, è qualcosa che si può difendere solo stando insieme. Sono solo alcune delle parole che don Luigi Ciotti ha lasciato in eredità agli studenti del fermano, prima a Porto Sant’Elpidio e ieri a Fermo, per dire a tutti che il Vangelo e la Costituzione sono i due riferimenti che ci devono guidare: “Il primo sta dalla parte degli ultimi, dei poveri. La Costituzione ci dice che non ci devono più essere disuguaglianze né guerre”.
di Christian Gaole
Corriere di Verona, 25 ottobre 2025
Gino Cecchettin ieri era al liceo Maffei per parlare di educazione sessuale e affettiva nelle scuole, tema di stretta attualità in seguito alla decisione del ministro dell’istruzione Valditara di impedirne la discussione nelle aule scolastiche. Ospite ieri mattina al liceo più antico d’Italia, a conclusione dell’iniziativa CampBus, che da sei anni porta la cultura digitale nelle scuole e che ha fatto tappa, la quarta e ultima di quest’anno, nell’istituto veronese, il papà di Giulia, uccisa l’11 novembre 2023 da Filippo Turetta, ora in carcere a Montorio, insieme alla psicologa e psicoterapeuta Lara Pelagotti, ha spiegato ai ragazzi l’importanza dell’educazione sessuale e affettiva nelle scuole, impegno che sta portando avanti con la Fondazione Giulia Cecchettin. Proprio con la sua realtà Gino si sta battendo affinché questa materia trovi un posto tra i banchi di scuola. “Rivedo mia figlia in voi”, ha detto agli studenti riuniti in aula magna.
di Marina Catucci
Il Manifesto, 25 ottobre 2025
L’ultima trovata della Sicurezza nazionale: materiali della marina militare e 10 miliardi di fondi federali. Il Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, Dhs, attraverso la marina, sta stanziando 10 miliardi di dollari per facilitare la costruzione di una rete di centri di detenzione per migranti sparsa in tutti gli Stati Uniti. Ad affermarlo è la Cnn che cita delle sue fonti, secondo le quali l’accordo con la marina servirebbe a velocizzare la costruzione dei centri, visto che l’amministrazione Trump sta lavorando per arrestare “un numero record di migranti” per i quali avrà bisogno di maggiori spazi di detenzione.
di Elena Molinari
Avvenire, 25 ottobre 2025
Ammanettate, legate ai sedili durante il trasporto, tenute in isolamento, private di vitamine e cure prenatali, malnutrite e costrette a interventi medici senza consenso. Non dovrebbero esserci donne incinte nei centri di detenzione dell’Ice (l’agenzia frontaliera americana). Ma da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca a gennaio con l’intento a realizzare la più grande espulsione di immigrati della storia americana, gli agenti non hanno avuto scrupoli ad arrestare donne gravide, ignorando le linee guida in vigore dal 2021. Ora l’American Civil Liberties Union (Aclu), insieme ad altri gruppi per i diritti umani, ha denunciato la tragica situazione delle gestanti rinchiuse nelle celle dell’Ice, e chiesto la fine della loro detenzione. “Ci sono diversi casi di donne che hanno subito aborti spontanei durante la detenzione e hanno persino riferito di essere state portate d’urgenza in ospedale con emorragie vaginali e incatenate. Altre hanno avuto infezioni pericolose”, si legge nella lettera inviata al direttore dell’agenzia, Todd Lyons.
di Greta Privitera
Corriere della Sera, 25 ottobre 2025
“Con lui ci sarebbe la pace: crede nella soluzione dei due Stati”. Da 23 anni in carcere, condannato a cinque ergastoli con l’accusa di essere il mandante di cinque omicidi, Barghouti si è sempre dichiarato innocente. La sua scarcerazione è stata più volte al centro delle trattative, ma non si è mai concretizzata. Ora Trump dichiara: “Deciderò se farlo liberare”
di Giulio D’Antona
La Stampa, 25 ottobre 2025
È difficile, per lo meno in letteratura, stabilire linee di confine. Lo è sempre stato e, forse, oggi lo è un po’ di più. È difficile parlare di letteratura occidentale, orientale, di geografia, di confini politici, di confini e basta. Gli spostamenti delle masse umane lo hanno reso, quasi certamente, obsoleto. Che lo si voglia o no, la società globale è la realtà nella quale viviamo e la globalità penetra le vite e le loro espressioni artistiche. Il romanziere turco Orhan Pamuk, premio Nobel per la letteratura nel 2006, vive sul confine ormai solo geografico tra due continenti, l’Europa e l’Asia. Lo ha esplorato e osservato svanire. Lo ha studiato, e come accade agli studiosi che comprendono a fondo i fenomeni, ora che non c’è più, non gli manca.
di Sergio D’Elia
L’Unita, 25 ottobre 2025
In Somalia tutto è volto alla guerra. Quella dell’esercito contro i terroristi nemici dello Stato. Quella degli Al-Shabaab contro gli infedeli nemici di Allah. È difficile distinguere i buoni dai cattivi nella terra del Corno d’Africa un tempo colonia italiana. Chi sono i buoni? I difensori armati della pace e della sicurezza internazionale? E chi sono i cattivi? I fanatici fautori della legge di Dio e del taglione? La legge e l’ordine che gli uni e gli altri invocano sono quelli che vigono in un deserto. Dove è stata fatta terra bruciata di una terra di per sé bruciata. La giustizia sommaria e la pena di morte uniscono buoni e cattivi, e li identificano. Tribunali militari e tribunali islamici non pongono tempo in mezzo tra il dire e il fare giustizia: il processo è sommario, la sentenza è spietata, l’esecuzione immediata.
- Carcere e responsabilità
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