di Alessandra Montalbetti
Il Mattino, 21 ottobre 2025
“Chiediamo l’intervento del ministro della Giustizia affinché non si ripeta ancora quanto accaduto a Paolo”. A chiederlo è il fratello di Paolo Piccolo, Giorgio che non si dà pace per il brutale pestaggio che ha subito suo fratello in una cella del carcere di Bellizzi. “Paolo era un ragazzo pieno di vita, pieno di amici. Un ragazzo di soli 26 anni, padre di due bambini e dal 2019 era in carcere per scontare la sua pena. Aveva quasi terminato di espiare la condanna inflitta e da un mese era stato trasferito a Bellizzi Irpino”. Era tranquillo. I familiari lo sentivano ogni settimana e quando era possibile si recavano a colloquio.
di Floriana Rullo
Corriere di Torino, 21 ottobre 2025
Francesco De Leo, 51 anni è deceduto nel carcere Lorusso Cutugno dove l’amministrazione penitenziaria era riuscito a sistemarlo creando un ambiente adatto. Era stato condannato per reati di truffa. È morto in carcere a Torino Francesco De Leo, 51 anni, il detenuto pugliese obeso che stava scontando una pena fino al 2040 per reati di truffa. Per mesi, era rimasto in ospedale a Cuneo perché non c’erano celle disponibili in cui ospitarlo. Alla fine era stato portato a Torino dove avevano creato una cella adatta per lui. L’uomo pesava ben 265 chili e, per lui, sono stati inutili i tentativi di rianimazione, da parte dei sanitari dal 118.
di Sandro Marotta
La Stampa, 21 ottobre 2025
Pesava 260 chili e soffriva di diabete: “Tutti conoscevano la sua situazione, sto pensando di sporgere denuncia”. “Stava male e lo sapevano tutti. L’ultima volta che l’ho sentito, due giorni fa, mi ha detto che nessuno lo accudiva e che dormiva su una branda pur pesando 260 kg”, inizia così la denuncia di Domenico De Leo, fratello del detenuto obeso e diabetico deceduto in carcere a Torino questa mattina. Si chiamava Francesco De Leo, è spirato a 51 anni.
di Claudio Bottan
vocididentro.it, 21 ottobre 2025
Era malato, obeso e diabetico: spostato da un istituto all’altro nonostante i suoi 260 chili rappresentassero una evidente disabilità incompatibile con il carcere. Questa mattina il cuore di Francesco De Leo, 51 anni, ha smesso di battere al carcere Lorusso Cotugno di Torino. Lo hanno spostato da un carcere all’altro finché il suo cuore ha ceduto. Per dieci giorni nessuno gli ha dato un letto adatto. Quel letto bariatrico che, ironia della sorte - o cartina di tornasole di un sistema malato di inefficienza-, è arrivato solo qualche ora dopo la sua morte.
deputatipd.it, 21 ottobre 2025
“Le condizioni in cui versano le donne incinte detenute nella Casa circondariale femminile di Rebibbia sono allarmanti e non più tollerabili”. Lo dichiara la deputata Michela Di Biase (Pd), che ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia e al Ministro dopo la visita ispettiva effettuata presso l’istituto romano. “Durante la visita - spiega Di Biase - ho potuto constatare personalmente la presenza di otto donne in stato di gravidanza, alcune affette da gravi patologie incompatibili con la detenzione, tra cui diabete gestazionale e tromboflebiti. In tre casi la situazione sanitaria è apparsa particolarmente critica. Si tratta di condizioni che mettono a rischio non solo la salute delle detenute, ma anche quella dei nascituri”.
Il Resto del Carlino, 21 ottobre 2025
Emergono nuovi dettagli nella vicenda del transgender che denunciò di essere vittima la scorsa estate di una violenza sessuale all’Arginone. A fornirli è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che venerdì ha risposto ad una serie di interrogazioni presentate da Movimento 5 stelle, Azione, Pd e Avs. La persona coinvolta, poco più che 40enne, era stata trasferita nel carcere ferrarese a marzo, dalla sezione speciale per detenuti trans “Orione” di Reggio Emilia (una delle sei esistenti in Italia). Qui aveva però creato “problematiche che ne hanno via via reso incompatibile la sua permanenza”, ha spiegato il ministro.
csvcuneo.it, 21 ottobre 2025
Nell’ambito di Art. 27 Expo, il CSV Società Solidale ETS, ha partecipato al tavolo di lavoro “Il carcere visto dai volontari”, nel corso del quale vi è stato un interessante confronto tra i volontari che operano nelle quattro strutture carcerarie della nostra provincia. L’incontro, moderato da Paolo Romeo di Ariaperta ODV, ha visto la partecipazione di Alberto Valmaggia, garante delle persone detenute Città di Cuneo, Stefano Mana, Cascina Pensolato (Fossano), Silvano Cravanzola, CEC - Comunità Educandi con i Carcerati (Piasco), Domenico Albesano, Associazione Arcobaleno (Alba), Giorgio Borge, Associazione Liberi dentro (Saluzzo), Carla Vallauri, Sesta Opera (Cuneo), Franco Monnicchi, Emmaus (Cuneo), Mario Tretola, Ariaperta (Cuneo)e del CSV Società Solidale ETS, Progetto Liberi Legami (Cuneo).
Corriere del Veneto, 21 ottobre 2025
Attivare un processo di dialogo e di mediazione tra la vittima e l’autore del reato con l’obiettivo di superare la contrapposizione, al di là della pena da scontare, dando centralità alla prima e promuovendo un’assunzione di responsabilità da parte del secondo. È la finalità della giustizia riparativa che prevede un percorso per “riparare”, appunto, i danni umani causati dal reato e sarà protagonista in città, da domani a venerdì. Tre giornate proposte nella dimensione di “festival”, di scena a Villa Angaran San Giuseppe su iniziativa di Rete Pictor.
di Alvise Wollner
trevisotoday.it, 21 ottobre 2025
La casa circondariale di Treviso, domenica 19 ottobre, ha aperto le porte per vivere insieme ai rappresentanti delle Istituzioni e alla Diocesi un momento di riflessione e preghiera sulla speranza. Il Vescovo: “Abbattiamo i muri dell’indifferenza”. Tre porte da attraversare, come sono quelle che varcano loro quando entrano in carcere per scontare una pena e, poi, per uscire: sono stati i detenuti della casa circondariale di Treviso ad “accompagnare” le tante persone arrivate per celebrare con loro, domenica pomeriggio, 19 ottobre, il Giubileo della speranza.
di Paolo Foschini
Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
Vanessa Pallucchi, quattro anni come portavoce del Forum nazionale del Terzo settore. Attraversando i due governi Draghi e Meloni, lo scoppio di due (nuove) guerre, lo sconquasso della geopolitica mondiale, l’aumento costante di emergenze divenute ordinarie, dalla povertà ai disastri ambientali: e ora che il suo mandato è finito l’assemblea del non profit italiano eleggerà oggi pomeriggio a Roma chi avrà il compito di continuare il suo lavoro.
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