di Marco Piuri*
Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
L’iniziativa, che da 29 anni unisce milioni di persone, quest’anno parte dalla casa di reclusione di Milano Opera. Appuntamento il 15 novembre. La Colletta Alimentare parte quest’anno dalla casa di reclusione di Milano Opera, un luogo che all’apparenza potrebbe sembrare lontano dalla generosità che vogliamo raccontare. In realtà è proprio qui che il gesto semplice di donare assume un valore ancora più profondo. Da 29 anni la Colletta unisce milioni di persone in un atto di solidarietà: donare parte della propria spesa a chi è in difficoltà. La scelta di lanciare l’iniziativa in carcere non è casuale: testimonia il potere educativo e rigenerativo di un gesto che coinvolge tutti, senza eccezioni. Da oltre 15 anni nel giorno della Colletta Alimentare - quest’anno sarà il 15 novembre - anche le persone detenute partecipano attivamente acquistando e donando alimenti, diventando parte di una rete che unisce chi dà e chi riceve.
di Tavolo Nazionale per la Scuola Democratica
Il Domani, 21 ottobre 2025
Le Indicazioni nazionali per il curricolo 2025, dalla loro comparsa a oggi, hanno avuto hanno un iter a dir poco travagliato. E il mondo della scuola, della pedagogia democratica, dell’associazionismo professionale e sociale contro. Perché? Per l’impianto complessivo che volge lo sguardo a una scuola del passato, dai tratti identitari, classisti, occidentocentrici e lontani dalle pratiche didattiche che mettono al centro l’apprendimento. Uscite in prima bozza a marzo. Redatte in stesura definitiva a luglio. Al momento sospese, in attesa di un parere definitivo del Consiglio di Stato che ha evidenziato limiti importanti del testo definiti addirittura strutturali. Limiti già messi in evidenza dal Cspi ma che non erano stati recepiti in tutta la loro portata dalla cosiddetta Commissione Perla, commissione anch’essa da più parti criticata per la sua composizione non improntata al pluralismo.
di Stefano Gallo
Il Domani, 21 ottobre 2025
Sabato 18 ottobre, in quaranta città italiane, i docenti si sono mobilitati in opposizione al progetto del governo Meloni, ma soprattutto a favore di un diverso sistema d’istruzione, che “guardi al futuro e non al passato”. Se pur in sordina, senza troppa enfasi, molti docenti scolastici ieri, sabato 18 ottobre, si sono mobilitati in tutta Italia contro le Nuove indicazioni nazionali del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Nell’arco della giornata sono state numerose le iniziative promosse in quaranta città in opposizione al progetto del governo Meloni e a favore di una “scuola democratica”. La giornata è stata lanciata da un’aggregazione sorta nella scorsa primavera su impulso di organizzazioni professionali come il Movimento cooperazione educativa, la Flc-Cgil, i Cobas scuola e altri, ma anche delle associazioni di genitori e degli studenti, oltre a realtà storiche del panorama italiano come Arci, Libera, Legambiente, Anpi.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
Nel 2015 Alaa aveva vent’anni, e si imbarcò per l’Italia; all’arrivo, vengono trovati 49 morti nella stiva; nonostate molti dubbi Alaa viene condannato a trent’anni di reclusione perché ritenuto uno degli scafisti. La storia di Alaa Faraj è nota, anche se magari non a tutti: è lui stesso a raccontarla in un libro pubblicato di recente da Sellerio, Perché ero ragazzo, attraverso una serie di lettere ad Alessandra Sciurba, docente di filosofia del diritto a Palermo; e ne hanno già parlato, ad esempio, Luciana Castellina e Gustavo Zagrebelsky.
di Ibrahima Lo*
Il Manifesto, 21 ottobre 2025
Lettera a Mattarella. Pubblichiamo il testo di Ibrahima Lo, 26enne originario del Senegal e in Italia da dieci anni, inviato al presidente della Repubblica. Mi chiamo Ibrahima Lo, sono un ragazzo di 26 anni originario del Senegal e vivo in Italia da 10 anni. Ho deciso di scrivere questa lettera a Lei perché, in quanto Presidente della Repubblica Italiana, credo che potrà comprendere le mie riflessioni riguardo l’umanità in generale e la popolazione Italiana, nonché considerare insieme delle ipotesi operative che possano portare beneficio a tutti coloro che vivono nella nostra Nazione.
di Fabrizio Pomes*
bandieragialla.it, 21 ottobre 2025
Da decenni assistiamo a un aumento esponenziale di arresti, detenzioni e repressione nelle periferie e nelle comunità più fragili, tutti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ma cosa è cambiato realmente? Le strade non sono più sicure, la criminalità organizzata prospera, i consumatori restano marginalizzati e il mercato clandestino continua a espandersi senza freni. La sicurezza promessa si è trasformata in una spirale di violenza e insicurezza.
di Riccardo Redaelli
Avvenire, 21 ottobre 2025
Serve un piano di training e trasferimento di capacità alle forze di sicurezza dell’Autorità Nazionale Palestinese. Inglobando il più possibile i miliziani di Hamas in unità di polizia sotto stretto controllo. La fragile tregua di Gaza in questo fine settimana ha ondeggiato, poi sbandato paurosamente con la decisione di Israele di bombardare nuovamente e di interrompere il flusso di aiuti umanitari, e infine - grazie alle pressioni americane - sembra essere tornata in carreggiata. Verso dove stia andando è ancora difficile capirlo, in realtà. Ogni giorno, stiamo toccando con mano i tanti limiti dell’Accordo in 20 punti di Trump, celebrato dal grande meeting di Sharm el-Sheikh come l’attesa “pace eterna”, quando è ancora solo un fragile e nebuloso armistizio. Per rafforzarlo ‒ evitando che si ripiombi nella catastrofe dei quotidiani massacri di questi ultimi due anni - serve l’impegno vigile e costante della comunità internazionale, ma occorre anche comprendere come i pericoli risiedano nelle complessità dei passaggi tecnici dell’accordo. Il passo probabilmente cruciale per la riuscita del piano è il disarmo di Hamas. Un obiettivo sacrosanto e auspicato da chiunque voglia offrire una prospettiva di pace credibile per la Palestina. Ma in geopolitica, e tanto più nel controllo militare del territorio, il vuoto non esiste. Ritiratesi le forze militari israeliane dalle macerie della Striscia, era facilmente immaginabile che i miliziani del movimento islamista avrebbero ripreso il territorio, andando a sfidare quei clan e gruppi tribali che a loro si opponevano, sostenute e armate all’uopo da Israele.
di Mario Di Vito
Il Manifesto, 21 ottobre 2025
L’attivista La Piccirella denuncia i maltrattamenti israeliani. Il fascicolo cresce: sono in arrivo altre decine di testimonianze. Tra le ipotesi tortura e sequestro di persona. Ma serve anche l’ok di via Arenula. Poco alla volta, il fascicolo aperto dalla procura di Roma sulla Global Sumud Flotilla comincia a prendere forma. Al primo esposto, presentato all’inizio del mese dal team legale della missione e che arriva fino al momento dell’intervento israeliano, si è aggiunto ieri quello firmato dall’avvocato Flavio Rossi Albertini per conto di Antonio La Piccirella, che pure faceva parte dell’equipaggio delle 45 navi che hanno provato a rompere il blocco davanti alla Striscia di Gaza.
Può non piacervi Greta Thunberg. Ma non lasciate che un dettaglio vi distragga dal quadro più grande
di Concita De Gregorio
La Repubblica, 21 ottobre 2025
È una tecnica nota, consueta, abusata eppure efficacissima. Ci lasciamo facilmente sviare dalla rotta. Non perdete il fuoco. Non perdiamolo mai. Non lasciamoci distrarre dal rumore, dalle polemiche di un giorno fatte apposta per questo, per durare un giorno e in quel giorno far perdere di vista quello che di più importante, grave, urgente sta accadendo. È una tecnica nota, consueta, abusata eppure efficacissima. Come i tori col panno rosso, come certi animali al richiamo di un fischio ci lasciamo facilmente accecare, sviare dalla rotta da un rumore, un colore, un abbaglio. Ogni giorno, tutti i giorni.
di Luciano Violante
Corriere della Sera, 21 ottobre 2025
Il modello americano del Ceo di Stato rischia di mettere in pericolo valori per noi fondamentali. Tre principi da applicare. Migliaia di persone hanno sfilato nelle grandi città americane gridando “No king”, non vogliamo un re. Non esageravano. Trump governa il suo Paese come se ne fosse il sovrano. Molti pensatori a lui vicini ritengono che la democrazia sia inidonea a governare e propongono di sostituirla con un sistema di governo tecnocratico ed elitario. Curtis Yarvin, uno degli intellettuali più citati dal vice presidente J.D.Vance, presenza fissa nei media repubblicani, in un’intervista al New York Times del 18 gennaio 2025 ha teorizzato che il modello da seguire è quello delle grandi aziende che sono “monarchie in miniatura: funzionano perché qualcuno comanda e gli altri eseguono”, mentre le istituzioni sono aziende fallite, la democrazia è solo una debole aristocrazia di esperti, giudici e professori. Una delle sue tesi centrali è che la democrazia americana sia una farsa irrimediabile e che serve un leader di tipo monarchico. Ha inoltre discusso con Michael Anton, Direttore della pianificazione politica del Dipartimento di Stato su come si potrebbe installare un “Cesare americano”. Idee una volta marginali stanno sfacciatamente prevalendo.










