di Andrea Pugiotto
sistemapenale.it, 17 ottobre 2025
Alla Consulta il conflitto di attribuzioni sollevato dall’On. Magi. Le ragioni di una difficile ammissibilità. Lunedi 20 ottobre la Corte costituzionale prenderà in esame il controverso decreto-legge “sicurezza” (n. 48 del 2025). Ad essere oggetto d’impugnazione non è una sua qualche disposizione, ma l’intero atto normativo. E non per i suoi contenuti di più che dubbia costituzionalità, bensì perchè la procedura seguita nel deliberarlo ha interferito in un procedimento legislativo in corso: il Governo - come si ricorderà - travasò nel suo decreto un disegno di legge già approvato alla Camera e in dirittura d’arrivo al Senato, espropriandolo al Parlamento.
di Emilia Patta
Il Sole 24 Ore, 17 ottobre 2025
Separazione delle carriere. Con l’ok del Senato il 28 ottobre è possibile staccare il voto dalle comunali: l’obiettivo è depoliticizzare la riforma e attrarre l’opinione pubblica moderata. Celebrare il referendum confermativo sulla separazione delle carriere il prima possibile, già a marzo, senza attendere la possibile electron day di giugno conle comunali. L’ipotesi è caldeggiata soprattutto da Forza Italia (“prima è meglio è”, dice il capogruppo in Senato Maurizio Gasparri) e comincia ad essere sempre più concreta anche a Palazzo Chigi.
di Conchita Sannino
La Repubblica, 17 ottobre 2025
Forza Italia in pressing sul Guardasigilli che promette “una revisione totale” delle norme. La maggioranza rilancia il testo di due anni fa già approvato alla Camera. E se la riforma sulla generosa prescrizione targata FI fosse la ciliegina che manca alla torta? L’appetito del centrodestra, è il caso di dire, non si placa sul versante giustizia. E mentre il Senato si prepara a varare con l’ultimo sì, a fine ottobre, il ddl di revisione costituzionale sulla separazione delle carriere tra pm e giudici (che poi dovrà essere sottoposto al referendum confermativo), dalla Camera ieri si rilancia con un’altra crociata che viene da un vecchio sogno berlusconiano, che era stato momentaneamente tenuto nel cassetto, dopo la prima approvazione a Montecitorio, avvenuta quasi due anni fa.
di Valentina Stella
Il Dubbio, 17 ottobre 2025
Dopo la morte di Pamela Genini per mano del compagno si riaccende il dibattito sull’efficacia della risposta penale. La morte di Pamela Genini per mano del compagno che voleva lasciare, Gianluca Soncin, ci porta a chiedere: a questo punto davvero leggi più repressive servono a deflazionare certi atti criminosi? Lo abbiamo chiesto ad una politica, ad una magistrata, ad una avvocata e ad una accademica.
di Gian Carlo Caselli e Vittorio Barosio
La Stampa, 17 ottobre 2025
Quasi ogni giorno, aprendo il giornale, ci si trova di fronte all’omicidio di una donna. La situazione, anziché migliorare, sembra peggiorare. Già una legge del 2023 che rafforzava le misure contro la violenza sulle donne non ha portato a risultati apprezzabili. Attualmente è all’esame del Parlamento un disegno di legge che introduce nel nostro codice penale il reato specifico di femminicidio e lo punisce con l’ergastolo. C’è da sperare che funzioni, ma visto il precedente non è detto. Chi arriva ad uccidere un essere umano è difficile che si lasci fermare dal rischio di ricevere una sanzione pur grave: l’irrazionalità, la follia e le spinte emotive prevalgono troppe volte sulla ragionevolezza e sui freni inibitori. Questo vale a maggior ragione se si tratta di femminicidio, perché qui entrano in gioco vecchi e assurdi retaggi culturali sul ruolo e sulla natura della donna, che possono lasciare spazio alla degenerazione di passioni e pulsioni particolari nei suoi confronti.
di Gennaro Grimolizzi
Il Dubbio, 17 ottobre 2025
Superato il Pnrr, torni “il vero processo, sia nel civile sia nel penale”, dice il presidente del Cnf Francesco Greco. Il XXXVI Congresso nazionale forense di Torino si è aperto ieri con un minuto di silenzio dedicato ai tre carabinieri morti nell’esplosione del casolare di Castel d’Azzano, in provincia di Verona. Un momento toccante che ha suscitato la commozione dei circa 2.500 rappresentanti dei Coa riunitisi per discutere sul futuro della professione forense nel “Teatro Regio”. Prima degli interventi dei rappresentanti dell’avvocatura e delle istituzioni, il presidente del Cnf, Francesco Greco, ha letto un messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il capo dello Stato ha augurato la migliore riuscita del Congresso.
bolognatoday.it, 17 ottobre 2025
Scuola, lavoro sanità. Questi gli asset strategici del “pianete carcere” in cui, nel triennio 2021-2023 la Regione Emilia-Romagna ha investito progetti e risorse pari a 25,5 milioni di euro (di cui 18 milioni, tra fondi statali e regionali, in sanità, e 7,5 milioni per sociale e sanità) per rendere la pena non solo momento di “espiazione”, ma in primo luogo come un momento di “ricostruzione” della persona per il suo reinserimento nella società. E’ quanto è emersa nel corso della commissione Parità presieduta da Elena Carletti dove è stata presentata e discussa la clausola valutativa della legge regionale del 2008 per la tutela delle persone ristrette avvenuta nel corso della commissione Parità.
di Andrea Scano
L’Unione Sarda, 17 ottobre 2025
Sono 103 i detenuti trasferiti in Sardegna dopo il crollo di una parte del carcere romano di Regina Coeli. Ma la soluzione “tampone” è già stata contestata: come denuncia Roberto Melis, segretario Consipe, “secondo segnalazioni interne” molti dei trasferiti non sarebbero provenienti dal settore realmente compromesso dal crollo, bensì da altri rami del carcere, sollevando dubbi sulla correttezza dei criteri adottati. “In piena emergenza, si sarebbe dunque trovato il tempo per selezionare e inviare in Sardegna i soggetti più problematici, trattenendo invece quelli “più gestibili”. “Alla luce di tali anomalie - continua Melis - sarebbe doveroso che il DAP (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria ndr.) disponga un’ispezione urgente presso la Direzione dell’istituto di Regina Coeli, al fine di verificare la correttezza delle procedure adottate e accertare eventuali responsabilità”.
di Vera Mantengoli
Corriere del Veneto, 17 ottobre 2025
I ritardi dei lavori per ultimare gli alloggi destinati alle agenti penitenziarie, potrebbero essere stati il pretesto per allontanare Enrico Farina da Santa Maria Maggiore. Il condizionale è d’obbligo perché non è ancora chiaro il motivo della revoca a direttore del carcere maschile e il trasferimento provvisorio a quello di Belluno. “Rispetto alla questione alloggi del personale di polizia, non esiste uno straccio di norma che preveda da parte delle amministrazioni dello Stato l’obbligo di garantire alloggi al personale di polizia a ordinamento civile, diversamente da quanto è invece previsto per i militari - dice Michela Romanello della Uilpa Venezia.
di Stefania Sorge
Il Centro, 17 ottobre 2025
La decisione del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria è arrivata come una doccia gelata, insieme alla mancata autorizzazione a disputare una partita con una squadra di studenti. Correre dietro a un pallone, sfidare squadre avversarie, disputare un vero campionato, era per loro un assaggio di libertà. Non era solo calcio il progetto “Mettiamoci in Gioco”, primo a coinvolgere i detenuti di un penitenziario, quelli del supercarcere di Villa Stanazzo. Ma ora, dopo oltre 15 anni, il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha deciso di porre fine a questa iniziativa virtuosa, che vedeva la collaborazione di Figc e Lnd Abruzzo.
- Torino. Il tabù dell’amore in carcere nello spettacolo dei detenuti
- Bologna. “Trasparenze di teatro carcere”: al Mambo approda il teatro nato all’interno della Dozza
- Napoli. Un teatro per i detenuti a Nisida, così il sogno di Eduardo prende forma a Napoli
- Como. “Bassone quale umanità?”, le immagini del carcere in mostra
- “Il silenzio dentro”, viaggio all’interno delle carceri italiane










