di Umberto Maiorca
perugiatoday.it, 10 ottobre 2025
La Cassazione respinge il ricorso di un ergastolano: “Stipendio mai usato per risarcire le vittime”. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della semilibertà per un 59enne di Taranto, detenuto a Spoleto, dove sconta l’ergastolo per reati di mafia, disposto dal Tribunale di Sorveglianza di Perugia dello scorso ottobre. I giudici hanno ritenuto che nonostante il positivo comportamento carcerario e l’ammissione al lavoro esterno, al condannato manchi un elemento ritenuto cruciale dalla legge: il concreto impegno a risarcire le vittime dei suoi reati.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 10 ottobre 2025
La Cassazione, ordinanza n. 32882/2025, ha rimesso alla Corte costituzionale la questione di legittimità della norma che vieta la sospensione dell’ordine di carcerazione per i condannati per reati ostativi, ritenendo che tale automatismo possa violare i principi di uguaglianza e di funzione rieducativa della pena quando la sanzione per il reato ostativo risulti già integralmente espiata. Il caso era quello di una persona condannata per spaccio di ingente quantità di stupefacente, reato ricompreso nell’articolo 4-bis della legge sull’ordinamento penitenziario. Il Gip del Tribunale di Palermo - quale giudice della esecuzione - aveva dunque respinto la domanda di sospensione temporanea dell’ordine di esecuzione del Pm.
cagliaritoday.it, 10 ottobre 2025
Secondo i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il 50,8 per cento delle persone detenute negli istituti sardi ha più di 45 anni. Aumentano i problemi sanitari e il sovraffollamento, mentre le colonie penali restano semivuote. Sdr: “Senza investimenti la riabilitazione resta un’illusione”. “Il 50,8% dei detenuti dei 10 Istituti Penitenziari della Sardegna ha un’età compresa tra 45 e oltre 70 anni. La fascia dei giovani tra 18 e 34 anni copre il 23,2%. In numeri assoluti i primi sono 1174 e gli altri 537 su 2309 presenti. Il dato è molto significativo ed è destinato a crescere con l’arrivo a Cagliari-Uta dei ristretti al 41bis. La “vecchiaia” incide pesantemente sulle problematiche sanitarie degli Istituti, peraltro già molto difficili per la presenza di tossicodipendenti e pazienti con disturbi della sfera psichica.
di Monica Zicchiero
Corriere del Veneto, 10 ottobre 2025
Una detenuta di 62 anni del carcere della Giudecca si è tolta la vita lunedì scorso e il tema dei suicidi tra detenuti torna preponderante. La donna era di Vicenza, ristretta per un crimine non violento: nel ruolo di amministratrice di sostegno, avrebbe adoperato impropriamente i fondi di anziane. Lunedì scorso aveva avuto un permesso ed era tornata a casa nel capoluogo berico, per andare a trovare la madre. E lì, l’epilogo. “Oggi sono andata alla Giudecca per stare vicina alle sue compagne”, dice la garante per i diritti dei detenuti Rita Bressan. È il primo suicidio di una detenuta nel carcere femminile veneziano.
padovaoggi.it, 10 ottobre 2025
“La condizione più preoccupante la sta vivendo il Circondariale. Quattro anni fa erano 130 circa i detenuti, oggi sono 267. Aumento dovuto anche al trasferimento a Padova di persone che dovrebbero stare nel carcere di Venezia, ora infestato dalle cimici”. L’aumento della popolazione carceraria in Italia continua a ritmi intensi, creando non pochi problemi alla gestione in senso costituzionale dell’esecuzione penale. È di questi giorni la notizia dell’ennesimo suicidio nel carcere di Montorio, a Verona, dove l’indice di sovraffollamento si aggira intorno al 200%. Uno dei molti episodi demoralizzanti che segnalano la condizione d’impotenza cui sono costretti operatori, agenti, volontari e garanti, di fronte a un fenomeno che non accenna a ridimensionarsi, ha dichiarato il Garante dei detenuti, Antonio Bincoletto.
di Andrea Scutellà
La Sentinella del Canavese, 10 ottobre 2025
Per dodici agenti chiesta la condanna, per altri assoluzioni e prescrizioni. I pm Noce e Avenati Bassi descrivono una “macelleria sudamericana”. Relazione del Ministero definita “tentativo d’insabbiare”. Alla fine i pestaggi in carcere a Ivrea sono scomparsi dal processo, per la maggior parte. Sono tutti prescritti. Ne è rimasto solo uno, del 2021, per cui è stata chiesta una pena totale di 4 anni per tre agenti. A pesare sono i falsi, perché reati di un pubblico ufficiale. “Nella mia esperienza sono reati sentinella delle violenze”, dirà l’avvocata di parte civile per l’associazione Antigone, Simona Filippi. Per i falsi sono stati chiesti 1 anno e 6 mesi per 8 agenti e 1 anno e 8 per uno, che ne ha commessi due, in tutto più di 13 anni. Poi ci sono le tre assoluzioni chieste perché gli agenti hanno dimostrato di non essere in servizio nel giorno del presunto pestaggio. Che si aggiungono a quelle chieste a inizio processo per gli agenti accusati di relazioni false, per cui non sono stati trovati i relativi documenti. La tortura è stata depennata già in udienza preliminare.
di Angela Stella
L’Unita, 10 ottobre 2025
Attimi di paura ieri a Regina Coeli quando una porzione del tetto del carcere romano è crollata. Per fortuna non ci sono stati né morti né feriti. Non appena appresa la notizia, il capo del Dap Stefano De Michele “si è immediatamente recato” sul posto per coordinarsi con i Vigili del Fuoco. Dopo un’ora è arrivata anche una nota del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove che ha spiegato come a crollare sia stata “improvvisamente - e in termini non prevedibili - la cupola della seconda rotonda a causa di una tarmatura delle travi interne, già indebolite dall’umidità, non rilevabile. Il carcere è in sicurezza sotto tutti i profili”. Ha poi annunciato che una ditta era già al lavoro per riparare il danno e che i detenuti sono stati sfollati per spostarli in altre strutture. Una tragedia sfiorata che comunque lascia spazio alle polemiche. Per la deputata Pd Michela Di Biase, componente della commissione Giustizia, quanto successo “dimostra in modo drammatico quanto il Governo continui a ignorare la vera emergenza delle carceri italiane. Mentre si moltiplicano gli annunci di nuove strutture, la realtà è che quelle esistenti versano in condizioni inaccettabili, tra degrado, mancanza di manutenzione e sovraffollamento. È la fotografia di un sistema abbandonato e di un esecutivo che preferisce nascondersi dietro slogan vuoti anziché affrontare con serietà il problema”.
ilpiacenza.it, 10 ottobre 2025
In Cattolica per la settimana del Dono il convegno “Abitare la giustizia: la Costituzione degli esclusi”. “Chi è escluso dalla giustizia è povero e la costituzione che dovrebbe tutelare tutti e non discriminare, è ancora in attesa di cambiamenti che evitino le disparità. La fratellanza va costruita con coraggio e la giustizia va “abitata” nella condivisione”. Concetti di accentuata rilevanza sociale e giuridica emersi nel corso dell’incontro “Abitare la giustizia: la Costituzione degli esclusi” che si è tenuto all’Università Cattolica di Piacenza nell’ambito della Settimana del Dono, un convegno organizzato con lo scopo di offrire uno spazio di confronto sul significato costituzionale della giustizia penale e sulla necessità di renderla un’esperienza inclusiva, capace di tutelare gli ultimi e di dare sostanza al valore della pari dignità sociale.
gnewsonline.it, 10 ottobre 2025
Un’atmosfera da “Gran Caffè” nella casa circondariale di Velletri. Lo spettacolo di musica e convivialità, promosso dalla Regione Lazio, si è svolto ieri pomeriggio nel teatro dell’istituto. Sul palco Marcello Cirillo, cantante e volto del programma tv “I Fatti Vostri”, che ha intrattenuto i detenuti del carcere veliterno con racconti e un repertorio di canzoni italiane e internazionali. A riscaldare l’atmosfera, Gino Mariniello alla chitarra, Dario De Sanctis al basso, Domenico Rizzuto alle percussioni e Irina Arozarena come vocalist. Presente all’evento, anche la componente del Garante nazionale dei detenuti, Irma Conti. La direttrice del carcere, Anna Rita Gentile, sottolinea come attività del genere “si pongono in linea con il creare dei ponti oltre i nostri muri per una narrazione del lavoro svolto dagli istituti penitenziari”. Per la dirigente è essenziale sviluppare progetti di reinserimento sociale tramite il lavoro, “a mio parere - commenta Gentile - l’unica strada per un vero recupero per coloro che hanno commesso reati”.
di Michel Martone*
Corriere della Sera, 10 ottobre 2025
In un momento storico in cui sul palcoscenico mondiale tornano a prevalere modelli di leadership dal carattere autoritario, per non dire predatorio, all’Europa spetta la responsabilità storica di difendere quella cultura dei diritti che dà senso e sostanza alle forme più avanzate di democrazia, anzitutto in tema di parità di genere. Può così ancora accadere che, mentre oltreoceano si moltiplicano gli ordini esecutivi che impongono a università ed aziende la chiusura dei programmi che promuovono il multiculturalismo e la parità di genere, ci si ritrovi a Milano nel giardino della Triennale al Tempo delle donne con migliaia di persone per discutere e ragionare per un intero week end, all’insegna della “libertà di volere ancora tutto”.
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