di Giovanni Lamberti
Il Foglio, 7 agosto 2026
L’indagine conoscitiva sulle carceri richiesta dal partito di Tajani è stata avviata, ma accompagnata da uno scambio polemico tra il deputato azzurro Calderone e Giusi Bartolozzi, ex capo segretaria del ministro della giustizia. Due mesi fa era arrivato il primo avvertimento: una lettera inviata con le firme dei capigruppo Stefania Craxi e Enrico Costa al Guardasigilli Carlo Nordio per far sì che tutelasse quell’altissima percentuale che al referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario ha chiesto un cambiamento. Ma il ministro di via Arenula, dopo aver fatto saltare una riunione ad hoc, non ha mai affrontato i temi posti da Forza Italia sul tavolo.
di Francesco Petrelli*
Il Dubbio, 7 agosto 2026
Interrogato, sulle pagine de Il Fatto Quotidiano, il dottor Ardita ha detto che la legge sul recupero dalle dipendenze “comporta una esposizione a rischio senza precedenti per la sicurezza dei cittadini”, in quanto “può aprire la strada a una rilevante uscita dai penitenziari di soggetti autori di reati gravi e di particolare pericolosità”. Tanto prevale l’impulso carcerocentrico, esclusivamente repressivo e retributivo, come unica risposta ai fenomeni criminali di ogni natura, che al dottor Ardita non pare vero di poter suonare quei tasti securitari che intonano da molti decenni la musica di fondo della legislazione penale di questo Paese.
di Simona Musco
Il Dubbio, 7 agosto 2026
Quella di mercoledì doveva essere “solo” la giornata del voto sulle chat di Andrea Delmastro e l’ex prestanome del clan Senese Mauro Caroccia. Si è invece trasformata, nel finale, in un durissimo scontro sul senso stesso delle prerogative parlamentari e sulla memoria di Oscar Luigi Scalfaro. A incendiare Montecitorio è stato il capogruppo di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami, che prima ha evocato, ancora una volta, Paolo Borsellino, poi ha accusato le opposizioni di prendere spunto “dai mafiosi che avete incontrato al 41 bis” e infine ha attribuito all’ex Presidente della Repubblica la responsabilità di aver “liberato 300 mafiosi”.
di Francesco Viviani
triesteallnews.it, 7 agosto 2026
Giovanni Rempiccia, architetto e direttore della Casa circondariale di Vercelli, è stato nominato consigliere nazionale del Coordinamento della dirigenza penitenziaria della FSI-USAE. L’annuncio è contenuto in un comunicato firmato dal coordinatore nazionale Enrico Sbriglia. A Rempiccia è stato affidato il mandato di occuparsi, principalmente sul piano sindacale, delle questioni riguardanti la sicurezza dei luoghi di lavoro e la vigilanza sulle strutture penitenziarie, con l’obiettivo di supportare e orientare l’azione dei direttori degli istituti. Secondo il Coordinamento, questi ultimi continuano a operare in una situazione caratterizzata da gravi criticità strutturali e architettoniche.
di Carlo Valentini
Italia Oggi, 7 agosto 2026
Sono 17mila i detenuti che avrebbero diritto all’intimità. Per la prima volta un fiocco (rosa o azzurro non si sa, questione di privacy) è appeso sulla porta di un carcere, quello di Padova. Spesso si scrive, giustamente, dei gravi problemi che angustiano le carceri, dove sono stipati 64.857 detenuti pur se la capienza regolamentare ne prevedrebbe 51.221 e i posti davvero disponibili sono 46.313: da anni si attende che proceda un piano carceri che consenta una gestione corretta del problema, ma i governi passano e nulla si muove. Pur in presenza di questa complicata situazione, oggi si può sorridere poiché nasce una vita. Il merito è della Stanza dell’affettività che il carcere di Padova ha messo a disposizione (dal 6 ottobre dello scorso anno) dei reclusi.
di Adriano Sofri
Il Foglio, 7 agosto 2026
Nel ruolo di “educatori” penitenziari le donne sono in larga maggioranza, ma quelle detenute sono tra il 4 e il 5 per cento, contro il 95 e passa per cento di detenuti uomini. Ciascuno, ciascuna, può pensarci su. Oggi voglio porre un problema poco o niente discusso riguardo al carcere, e che rimanda ben più che al carcere, all’intera società e al rapporto fra i sessi - di genere, se preferite chiamarlo così. Com’è noto, il campo della dedizione al crimine e ai reati in generale è quello che registra la sproporzione più scandalosa fra uomini e donne. Le donne detenute sono tra il 4 e il 5 per cento, contro il 95 e passa per cento di detenuti uomini. (Dispute lessicali sono qui superflue, perché le galere si dividono in maschili e femminili, comprese le sezioni protette e i rarissimi reparti speciali per persone trans).
di Federica Pacella
Il Giorno, 7 agosto 2026
Nel 44% dei casi ci sono meno di tre metri quadrati a detenuti. Antigone: siamo tornati all’anno delle sanzioni europee. Le ore d’aria previste sono quattro, spesso programmate quando è più caldo e molti rinunciano ad uscire dalle celle. Meno di tre metri quadrati a persona è lo spazio calpestabile che rappresenta il limite minimo vitale stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo, ma sono pochi gli istituti penitenziari che rispettano questo limite di vita e dignità.
di Federica Pacella
Il Giorno, 7 agosto 2026
“Il caldo? Diventa una pena aggiuntiva rispetto a quella originaria”. Lo conferma Calogero Lo Presti, coordinatore regionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria, che evidenzia come le gravi carenze di personale rendano difficile gestire una situazione già estremamente difficile. “In Lombardia abbiamo 3mila detenuti in più rispetto alla capienza degli istituti penitenziari. Ci sono stati dei nuovi ingressi nel personale, ma il gap tra cHi va in quiescenza e chi è attivo è sempre negativo”. La stima del personale che servirebbe? “Mille persone in più a livello regionale, su Brescia almeno 50 tra agenti e sottufficiali”.
di Luigi Caroppo
La Nazione, 7 agosto 2026
Morto dopo un colpo alla testa, il 32enne nigeriano divideva gli spazi in galera con altre tre persone. Pd: “Una sconfitta per le istituzioni”. Bergamini (Fi): “Le condizioni di sovraffollamento sono insostenibili”. Il 2 agosto il procuratore capo Luca Tescaroli aveva nuovamente lanciato l’allarme sottolineando “l’elevatissimo tasso di illegalità” nel carcere della Dogaia di Prato. Era l’ennesimo monito sottoscritto nel corso del biennio 2025-2026. Ieri, comunicando la notizia del nuovo tragico caso nel carcere pratese, ha evidenziato che “continua l’ondata di violenza in seno all’istituto penitenziario che si caratterizza da un progressivo sovraffollamento (640 i detenuti ristretti in celle che vedono la presenza di numerosi casi di quattro detenuti)”.
di Diana Benedetti
rainews.it, 7 agosto 2026
Visita nel penitenziario di via Dante per la Camera Penale di Bolzano. Il presidente Alessandro Tonon annuncia l’acquisto di ventilatori per le celle. Quest’anno terza edizione per “Ristretti in agosto”, iniziativa dell’Unione delle Camere penali italiane, a cui ha aderito anche quella di Bolzano. Stamattina una delegazione ha visitato il carcere di via Dante. I lavori di rifacimento della facciata esterna, ultimati l’anno scorso, sono solo una goccia in un oceano. Il carcere di Bolzano è fatiscente e sovraffollato. Sono 110 i detenuti in una struttura con una capienza massima di 88 persone. Anche la polizia penitenziaria e il personale amministrativo fanno fatica, dice il presidente della Camera penale di Bolzano Alessandro Tonon. “Una bomba che sta per esplodere” dice ai nostri microfoni al termine della visita.









