di Dario Crippa
Il Giorno, 25 settembre 2025
Numeri impietosi emergono dall’ispezione effettuata dal segretario generale di Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio. Arrivato appositamente da Roma e accompagnato dal segretario regionale Domenico Benemia. Una situazione esplosiva, un sovraffollamento insostenibile e “una infestazione da cimici endemica”. Benvenuti alla casa circondariale di via Sanquirico a Monza. Ieri l’ispezione è stata effettuata dal segretario generale di Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio. Arrivato appositamente da Roma e accompagnato dal segretario regionale Domenico Benemia, che proprio a Monza lavora.
La Provincia Pavese, 25 settembre 2025
Misura a carattere “terapeutico”, il sindacato: “Certifica fallimento sistema”. Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria: “Non siamo stati messi a conoscenza”. Il carcere di Pavia, con un provvedimento della direttrice Stefania Musso, ha disposto l’acquisto e la consegna di 720 preservativi ai detenuti, un ordine di servizio motivato come misura a carattere “terapeutico”. I sindacati di polizia penitenziaria protestano: “La finalità non è chiara, ma ci sono altre priorità, tra aggressioni e sovraffollamento”.
di Manuela Marziani
Il Giorno, 25 settembre 2025
Il Dipartimento penitenziario interviene sull’ordine di servizio: non c’è stato comunicato nulla. La motivazione della dirigente: misura terapeutica. Insorgono anche i sindacati: non sono queste le priorità. La direttrice del carcere di Pavia, Stefania Mussio, ha deciso di fare acquistare e distribuire ai detenuti 720 preservativi. Una scelta motivata come misura a carattere “terapeutico”. Lo scopo di prevenzione sanitaria, però, non convince il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e i sindacati che bocciano la svolta del penitenziario lombardo. Secondo il Dap, il provvedimento è stato adottato “senza alcuna preventiva interlocuzione con gli uffici”.
di Patrizia Zucchi
laprovinciaunicatv.it, 25 settembre 2025
Grazie al progetto “Armonia senza confini” un percorso di scambio e crescita in classe nel segno dell’arte per gli studenti delle medie. Rientra nei percorsi istituzionali “Ponte scuola carcere” il progetto presentato nell’istituto comprensivo Marco D’Oggiono: è fondato sull’arte, che diventa terapia, in collaborazione con l’associazione “Armonia senza confini”, dedita a recupero e reinserimento. Alcuni detenuti del carcere di Bollate raggiungeranno la scuola secondaria di primo grado di Oggiono, per integrare con le proprie esperienze il percorso destinato a durare per l’intero anno scolastico.
centrosportivoitaliano.it, 25 settembre 2025
Ad un anno e mezzo dall’inizio del progetto, il traguardo raggiunto è di 100 detenuti che hanno partecipato, almeno una volta agli allenamenti. Il progetto non si è mai fermato, nemmeno d’estate né a Natale. Da aprile 2024, nel carcere di Cremona, ogni settimana due ore di tennistavolo hanno cambiato il volto dei pomeriggi dietro le sbarre. E oggi, a un anno e mezzo dall’inizio, il traguardo è di quelli che fanno rumore: 100 detenuti hanno partecipato almeno una volta agli allenamenti, con numeri che crescono di settimana in settimana. All’inizio erano una ventina, ora arrivano anche in 26 contemporaneamente, pur avendo a disposizione soltanto due tavoli.
di Aldo Grasso
Corriere della Sera, 25 settembre 2025
Il documentario di Pietro Perone andrebbe adottato dalle scuole di giornalismo come libro di testo. Anche nella vita della televisione ci sono momenti di cui si ha bisogno: ricordare Giancarlo Siani non è solo un tributo ai 40 dalla scomparsa, è qualcosa di più. Qualcosa che riguarda il mestiere di chi scrive, i legami familiari e professionali, la lotta contro la criminalità organizzata, il dovere di ricordare un ragazzo stroncato nel pieno della vita e degli affetti. “Quaranta anni senza Giancarlo Siani” è un documentario firmato da Pietro Perone, giornalista del Mattino e testimone diretto di quegli anni, insieme a Filippo Soldi, regista (Rai3).
di Rita Bernardini
L’Unità, 25 settembre 2025
È morto il professore Giuseppe Di Federico. Per Pannella e i radicali una risorsa inestimabile. Falcone lo incaricò di monitorare l’applicazione del nuovo codice di procedura penale. Ogni anno e per oltre 30 anni, puntuale come un orologio svizzero, il Prof. Giuseppe Di Federico, varcava la soglia della sede di via di Torre Argentina a Roma e mi veniva a cercare per consegnarmi l’assegno (davvero sostanzioso) per l’iscrizione a tutti i soggetti dell’area Radicale. Compilava e firmava l’assegno davanti a me in modo solenne. Era amico di Marco Pannella; insieme condividevano l’abruzzesità e, quando s’incontravano facevano lunghe chiacchierate in dialetto ognuno per testare nell’altro quanto dell’origine culturale territoriale resistesse al tempo della vita che continuava a scorrere inesorabile.
di Don Antonio Mazzi
Oggi, 25 settembre 2025
Venti giovani della Carovana di Exodus sono andati a Ventotene. Per chiedere ai vertici del Parlamento europeo una politica più attenta a chi cade nelle dipendenze. “Siamo venti giovani che stanno vivendo un cammino di rinascita dopo esperienze di dipendenze, carcere, fragilità, isolamento”. Inizia così la lettera-appello inviata alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla sua vice, Pina Picierno, dai miei ragazzi in occasione della prima Conferenza Europea su Libertà e Democrazia che si è tenuta nei giorni scorsi a Ventotene”.
di Annalena Benini
Grazia, 25 settembre 2025
Le chiamano “maranzine”, sono le adolescenti delle baby gang che rubano, si drogano e dipendono dai coetanei maschi. Spesso finiscono in carcere, mentre invece sono giovani che avrebbero bisogno d’aiuto. “Giovani che si avvicinano l’uno all’altro perché motivati da un’intensa infelicità: tante infelicità messe insieme e condivise si trasformano in una piccola felicità. Come pezzi di un mosaico frantumato, provano a costruirsi un’identità. Anime confuse, spezzate, accomunate da dolori silenziosi che, aggregandosi, sperano di trovare un senso di appartenenza”.
di Roberto Ciccarelli
Il Manifesto, 25 settembre 2025
L’analisi e le proposte dell’Alleanza contro le povertà: “Disinvestiti complessivamente 3,2 miliardi, con il riarmo si rischia di eliminare altre risorse al sociale”. Giorgetti rivendica la stabilità e chiede alle banche un “sollievo fiscale”. Meloni: “Con gli istituti di credito di vuole il dialogo”. Quello che manca con le questioni sociali. Tra riduzione degli stanziamenti e i risparmi sulla spesa sociale, il governo Meloni ha ridotto le risorse per finanziare le misure per il contrasto alla povertà di circa 3,2 miliardi di euro. Nella prospettiva di un aumento progressivo della spesa militare, sottoscritto dal governo Meloni con la Nato (fino al 5% del Pil entro 10 anni), e Bruxelles (il piano “RiarmUe”), altre risorse possono essere dirottate da un Welfare disastrato.










