di Filippo Tomei
diariofvg.it, 3 settembre 2026
Carcere di Pordenone, Conficoni chiede alla Giunta risposte su sovraffollamento, garante dei detenuti e nuova struttura di San Vito. A un anno dal deposito dell’interrogazione sulla situazione del carcere di Pordenone, il consigliere regionale Nicola Conficoni (Pd) torna a chiedere risposte alla Giunta. Secondo l’esponente dem, il recente decesso di un detenuto rende ancora più urgente fare chiarezza sulle criticità della struttura di piazza della Motta, sui tempi del nuovo carcere di San Vito al Tagliamento e sulla nomina del garante dei detenuti.
firenzedintorni.it, 3 settembre 2026
“Sicurezza e sanità penitenziaria devono procedere insieme”. Così, in una nota, la Federazione Ciisa Penitenziari secondo cui: “Le criticità emerse durante la visita istituzionale dell’assessora regionale alla sanità Monia Monni presso la casa circondariale di Prato - Dogaia riportano al centro dell’attenzione un tema che la Federazione Ciisa Penitenziari ritiene prioritario: la sicurezza connessa all’assistenza sanitaria delle persone detenute e ai trasferimenti presso le strutture ospedaliere”. Durante la visita è stata evidenziata la complessità della situazione della Dogaia, dove sono presenti circa 630 detenuti e oltre 200 operatori del sistema sanitario. Sono state inoltre evidenziate criticità relative agli spazi sanitari e alla sicurezza degli operatori, mentre la Regione ha indicato nella formazione, nella telemedicina e nel potenziamento delle prestazioni sanitarie interne alcuni degli strumenti per ridurre, quando possibile, gli accessi al pronto soccorso - prosegue la Federazione.
di Cecilia Colli
lavocedinovara.com, 3 settembre 2026
Il carcere apre le porte alla città e affida ai detenuti il compito di raccontare ciò che accade dietro le sbarre, senza finzioni né sconti. Venerdì 11 e sabato 12 settembre, alle 17, nella Casa circondariale di Novara, andrà in scena “Abbracciare una stella”, spettacolo scritto e interpretato dai detenuti al termine del laboratorio teatrale condotto da Elena Ferrari e Mariano Arenella di Cabiria Teatro. È uno dei momenti più attesi dell’edizione 2026 delle “Notti di Cabiria”: un viaggio tra il peso delle scelte, il rapporto con la giustizia e la possibilità del riscatto, costruito attraverso le voci autentiche di chi il carcere lo vive ogni giorno.
di Elisabetta Andreis
Corriere della Sera, 3 settembre 2026
Protagoniste Lella Costa e Fiorella Mannoia. S’intitola “Caffè nero bollente”, come la canzone di Mannoia, il cortometraggio di Cinzia Pedrizzetti che sarà presentato al Lido. È stato girato interamente in un raggio abbandonato del penitenziario. A San Vittore persino innamorarsi è un lavoro da inventori. Niente cellulari, messaggi, fotografie da spedire. Uomini e donne non possono incontrarsi né sfiorarsi. Restano i muri, le sbarre e qualche codice clandestino da costruire. È dentro questo vuoto che nasce “Caffè nero bollente”, il cortometraggio di Cinzia Pedrizzetti che il 4 settembre, uscirà dal carcere per arrivare al Festival di Venezia, dove sarà proiettato all’Excelsior. Diciotto minuti girati interamente a San Vittore, in un raggio abbandonato che detenuti e troupe hanno ripulito, sistemato e trasformato in set.
di Niccolò Nisivoccia
Corriere della Sera, 3 settembre 2026
La misericordia può rappresentare a sua volta un elemento fondativo del senso della responsabilità, inteso come apertura a riconoscere nell’altro da noi e nella sua sofferenza un appello etico che non può non riguardarci e coinvolgerci. Carità, compassione, misericordia: sono parole che siamo abituati ad associare al lessico religioso. Ma chi lo dice che non possano contribuire a comporre anche quello politico, che non possano assurgere a categorie anche laiche e giuridiche? “Se la cultura cattolica propone il “realismo della misericordia” - osservava Ferruccio de Bortoli parlando dell’intervento del Papa al Meeting di Rimini - tutto il mondo laico dovrebbe sentire, fortissimo, il dovere civico della responsabilità”. E la stessa misericordia può rappresentare a sua volta un elemento fondativo del senso della responsabilità, inteso come apertura a riconoscere nell’altro da noi e nella sua sofferenza un appello etico che non può non riguardarci e coinvolgerci.
di Massimo Cacciari
La Stampa, 3 settembre 2026
Era da aspettarselo che, di fronte a un Parlamento che non legifera (quanti sono i Disegni di legge in materia che attendono di essere discussi?) e allo sfascio di ogni cultura amministrativa, ci fossero Regioni che pretendono di “fare da sé”, come si trattasse di cucina regionale. Mi riferisco ai problemi delicatissimi del fine vita, ovvero del problema-cardine: quello della morte volontaria medicalmente assistita. È un diritto? Come regolarlo? Il Parlamento tace, la Corte costituzionale supplisce finora come può. Ed ecco il glorioso Veneto che in forza della competenza legislativa in materia sanitaria vuole regolare sul proprio territorio la materia! Non esiste un ufficio legislativo in codesta Regione che faccia leggere l’art.117, comma 2, ai nostri intrepidi legislatori: lo Stato (per quanto fatto a pezzi dalle dilettantesche riforme che hanno portato vent’anni fa alla revisione del Titolo V) ha esclusiva competenza in materia di “giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa”? Ora è appunto palese che qualsiasi ordinamento sul fine vita ha precisamente a che vedere con questioni e norme civili, penali e processuali. Lasciamo perdere - sperando che qualcuno si avveda dell’assoluta anti-costituzionalità di qualsiasi legge il Veneto promulghi - i deliri dei “costituzionalisti” regionali, e veniamo al merito della questione. Quali sono i nodi che andrebbero sciolti attraverso un’autentica discussione parlamentare?
di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 3 settembre 2026
Il consiglio regionale approva la norma che regola il suicidio assistito: la battaglia di Luca Zaia ora mette all’angolo la maggioranza che guarda da Roma. Buona la seconda. Al suo tentativo bis il Veneto riesce nell’impresa: da oggi è la prima Regione governata dal centrodestra a dotarsi di una legge propria sul fine vita. La quarta, in Italia, dopo la Toscana, la Sardegna e l’Emilia-Romagna, le cui norme sono state liquidate fino ad ora dalla maggioranza come “fughe in avanti” delle roccaforti “rosse”.
di Paolo Russo
La Stampa, 3 settembre 2026
In Italia sono 18 le persone che hanno avuto il via libera al suicidio assistito. Dopo tre Regioni guidate dal centrosinistra - Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna - con il Veneto arriva la prima amministrata dal centrodestra a legiferare sul fine vita, in una Babele regionale figlia dell’immobilismo del Parlamento e delle resistenze della stessa maggioranza. Tanto che sette anni dopo la sentenza 242 del 2019, con la quale la Consulta ha aperto al suicidio medicalmente assistito sollecitando le Camere, una legge nazionale non c’è ancora.
di Francesco Petrelli*
Il Sole 24 Ore, 2 settembre 2026
L’Appello delle Camere Penali: il 19 settembre a Firenze avvocatura, accademia, magistratura e politica insieme per discutere di tali possibili soluzioni. Non si può tacere di fronte a questa tragica sequela di morti e di suicidi nelle carceri italiane: una donna è stata trovata morta nel carcere di Rebibbia femminile a Roma, nel carcere di Biella un giovane egiziano si è impiccato con le garze delle medicazioni dovute a precedenti atti di autolesionismo, nel carcere di Ferrara un detenuto è morto per inalazione di gas. Si tratta di morti per suicidio che si aggiungono ai quarantacinque di questo anno ed agli innumerevoli tentativi di suicidio e di altre tragiche morti che si aggiungono alle centinaia di decessi per malattia che testimoniano di una condizione generalizzata contraria ad ogni senso di umanità e violativa del rispetto della dignità della persona.
Il Dubbio, 2 settembre 2026
Nel solo mese di agosto le presenze nelle carceri italiane sono aumentate di oltre 800 unità. Il 30 agosto i detenuti erano 65.650, a fronte di una capienza regolamentare di 51.220 posti e di 46.193 posti effettivamente disponibili. I dati sono stati diffusi dall’associazione Antigone, che indica un tasso medio nazionale di affollamento del 142,1%. I posti effettivamente disponibili sono diminuiti di 150 unità in un mese e di 574 rispetto all’avvio del piano carceri del Governo, risalente all’inizio del 2025. “Siamo ormai ai livelli che costarono la condanna della Corte europea dei diritti dell’uomo nella stagione 2010-2013”, dichiara il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella.
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