di Rocco Vazzana
Il Manifesto, 30 luglio 2026
Dal decreto rave in poi è stata un’orgia di provvedimenti inutili e più spesso dannosi scanditi al ritmo infernale dei fatti di cronaca. Ha ragione Ignazio La Russa, quando stuzzica Vannacci sulla sfida lanciata alla destra: più a destra di Fratelli d’Italia non c’è niente. Perché mentre gli altri strombazzano sulla remigrazione e scagliano anatemi gender e invettive anti Ue, il partito di Meloni fa. Eccome se fa. Nulla che abbia a che vedere con soluzioni a problemi reali, sia chiaro, ma sulla capacità di trasformare in legge la propaganda permanente la Fiamma non ha eguali sul mercato. Dal decreto rave in poi è stata un’orgia di provvedimenti inutili e più spesso dannosi scanditi al ritmo infernale dei fatti di cronaca (Caivano, Cutro, decreti sicurezza vari, imputabilità dei minori). Bisogna dare una legge in pasto ai telespettatori giusto in tempo per il tg della sera. Ma nessuno di questi provvedimenti spot, fino a ora, aveva toccato le vette inquietanti di affidare alla polizia tonnellate di dati biometrici bypassando i controlli del giudice, in nome della caccia a fantomatici anarchici, ipotetici cospiratori, semplici manifestanti, ignari passanti.
di Gianluca Amadori
legalitaetica.org, 30 luglio 2026
L’amministrazione penitenziaria, e dunque lo Stato, ha un preciso obbligo di vigilanza e controllo sulla salute, sull’incolumità fisica e sulla sicurezza dei detenuti ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 230 del 1999. Lo ha ribadito il Tribunale civile di Roma in una importante sentenza (la numero 11469 del 2026) con la quale il ministero della Giustizia è stato condannato a risarcire i familiari di un uomo, con problemi di tossicodipendenza, morto dietro le sbarre per aver assunto alcuni farmaci in maniera impropria: a loro ha liquidato complessivamente circa 700mila euro, a ristoro del danno non patrimoniale conseguente a perdita di legame familiare. La decisione di primo grado potrà essere impugnata in appello ma, nel frattempo, è provvisoriamente esecutiva e, di conseguenza, la somma dovrà essere corrisposta, nelle quote stabilite dal giudice, a genitori, fratelli, coniuge separata e figlio, tutti assistiti dall’avvocato Daniele Grasso di Chioggia.
di Francesco Machina Grifeo
Il Sole 24 Ore, 30 luglio 2026
La Cassazione, sentenza 28366/2026, chiarisce che il dissenso impone all’imputato di indicare un concreto percorso riparativo, eventualmente rivolto ai familiari o anche vittime di un reato diverso. Esclusa la sospensione del processo per i reati procedibili d’ufficio. A fronte di una richiesta di accesso alla giustizia riparativa, il dissenso della persona offesa non chiude la partita ma impone all’imputato di indicare concretamente l’utilità del percorso, prospettando anche una mediazione con i familiari o con una vittima di un reato diversa. Lo ha affermato la seconda sezione penale della Cassazione nella sentenza n. 28366, depositata il 27 luglio, aggiungendo che nei reati procedibili d’ufficio, la richiesta di accesso al programma non comporta la sospensione del processo.
di Silvana Cortigiani
tusciaweb.eu, 30 luglio 2026
La procura vuole sapere se il 29enne fosse in stato di alterazione quando si è impiccato in cella. Era tra gli indagati per l’omicidio di un connazionale il 16 luglio. Un omicidio e un suicidio in dieci giorni nel carcere di Mammagialla. Mentre proseguono le due inchieste parallele della procura, è stata eseguita ieri pomeriggio all’ospedale Santa Rosa di Viterbo l’autopsia sul corpo del 29enne marocchino Abdelkabir Talha. Disposti anche gli accertamenti tossicologici. Abdelkabir Talha è il detenuto che si è tolto la vita in cella la notte del rogo, scoppiato tra sabato e domenica, ed era tra i dieci indagati per la morte del connazionale 26enne Mohamed Chaanoun, Quest’ultimo è il detenuto ucciso lo scorso 16 luglio con un colpo di pugnale artigianale alla schiena al culmine di una violenta rissa durante l’ora d’aria.
Corriere di Viterbo, 30 luglio 2026
La sindaca di Viterbo Chiara Frontini ha fatto visita alla casa circondariale Nicandro Izzo, all’indomani dei gravi episodi che hanno interessato l’istituto penitenziario e che hanno profondamente colpito la comunità cittadina. Alla presenza della direttrice Daniela Minelli, la visita ha rappresentato un momento di vicinanza e di ascolto nei confronti della direzione del carcere, del personale della Polizia Penitenziaria, degli operatori e di tutti coloro che quotidianamente svolgono il proprio servizio in una realtà complessa e delicata.
Il Dubbio, 30 luglio 2026
Presentati a Milano i risultati dell’iniziativa promossa dall’Ordine degli Avvocati per rifornire San Vittore, Opera, Bollate e il Beccaria. Nelle carceri mancano persino i beni più elementari per garantire un’esistenza dignitosa: dal sapone agli spazzolini, dalla biancheria intima ai prodotti per l’infanzia. È il drammatico quadro emerso a Palazzo di Giustizia a Milano, dove i rappresentanti degli istituti penitenziari della regione e dell’avvocatura hanno presentato i risultati della campagna di solidarietà “Aria d’Umanità”, promossa dall’Ordine degli Avvocati.
di Nicola Palma
Il Giorno, 30 luglio 2026
Il presidente della Camera Penale, Federico Papa, ha acceso i riflettori sulla situazione delle case circondariali e di reclusione “Mancano anche i beni di prima necessità per l’igiene della persona. Preziosi gli aiuti dai privati”. È la rieducazione lo strumento per limitare le recidive dei reati. E la rieducazione passa anche dalla cura e dal rispetto della dignità di chi entra in carcere. “Ci parlano continuamente di mancanza di sicurezza” e per farvi fronte introducono “ulteriori reati portando all’interno delle case circondariali persone che non hanno nemmeno lo spazzolino e le mutande”. Ha parole dure per descrivere una realtà altrettanto difficile, il presidente della Camera Penale di Milano, Federico Papa, dopo la visita nel carcere di Opera assieme ai rappresentanti dell’Ordine degli avvocati.
di Annamaria Braccini
chiesadimilano.it, 30 luglio 2026
L’avvocato Luca Degani ha assistito Davide Simone Cavallo, il 22enne gravemente ferito per futili motivi a Milano, che ha abbracciato i suoi aggressori e ha optato per un percorso finalizzato alla “ricostituzione di legami sociali, fermo restando che uno è colpevole e l’altro vittima”. Sul Ddl relativo all’imputabilità dei minori il legale non ha dubbi: “Uno schiaffo alla Costituzione”. Una storia tutta di giovani, fatta da giovani e che finisce con il dramma di uno di loro. O forse no, perché al di là di ciò che è accaduto (e che non si può cambiare), c’è una terza via, oltre la punizione per chi ha commesso un reato - oltretutto assurdo - e chi ne porta le conseguenze, incise in un corpo che potrebbe non tornare mai più quello di prima.
di Enrico Scoccimarro
La Sentinella del Canavese, 30 luglio 2026
Oltre venti interventi davanti all’istituto penitenziario sulla crisi del sovraffollamento e della salute mentale: significativa la partecipazione del Capo di Gabinetto della Regione Piemonte José Urso. Oltre due ore di dibattito, più di venti contributi e una partecipazione trasversale hanno animato la maratona oratoria notturna promossa dall’Associazione radicale Adelaide Aglietta davanti al carcere Lorusso e Cutugno di Torino: l’iniziativa ha riportato in primo piano le criticità strutturali degli istituti di pena, aggravate dalle elevate temperature estive. Tra i temi al centro degli interventi figurano il sovraffollamento cronico, le carenze nella presa in carico della salute mentale e delle dipendenze, le condizioni materiali delle strutture e le difficoltà quotidiane vissute sia dalla popolazione detenuta sia dal personale di polizia penitenziaria.
ansa.it, 30 luglio 2026
Al via la seconda stagione, circa 150 richieste di adesione. Sono paesaggio, ostacoli e coscienza le parole legate ai valori della Costituzione intorno ai quali ruota la seconda stagione del podcast ‘Ci credo ancora’, realizzato dai detenuti del carcere di Foggia e dedicato proprio alla Costituzione Italiana. Il progetto, ideato e curato dalla giornalista e volontaria Annalisa Graziano, è nato dall’impegno volontario ed è stato reso possibile grazie al sostegno della direzione della casa circondariale, guidata dal direttore Michele De Nichilo, del comandante della polizia penitenziaria, Claudio Ronci, e dell’Area trattamentale, coordinata da Paola Errico.









