di Giovanni Negri
Il Sole 24 Ore, 19 giugno 2025
Nuovo fronte di conflitto tra Italia e Unione europea in materia di giustizia. Questa volta centrale è il tema della presunzione d’innocenza e del diritto di indagati e imputati a essere presenti nel procedimento penale. La Commissione europea ha deciso di aprire una procedura d’infrazione con l’invio di una lettera di costituzione in mora nei confronti dell’Italia (e della Lituania) per non avere correttamente recepito la direttiva 2M6/343/UE. Due i mesi di tempo per rispondere e fare chiarezza sulle misure nel frattempo adottate per porre rimedio alle criticità segnalate, mentre, possibile futuro sviluppo in caso di risposta insoddisfacente, la Commissione potrà decidere di rilasciare un parere motivato.
di Asia Buconi
L’Unità, 19 giugno 2025
I negozi di canapa industriale di Simona ed Emiliano sono i primi “bersagli”: i due, accusati di spaccio, rischiano ora dai 6 ai 20 anni. “Ho dovuto telefonare alle maestre della mia bimba spiegando che ero in stato di fermo, mi sono vergognata così tanto e non è giusto”. Simona Giorgi non è una pericolosa narcos, ma una delle 22mila persone impegnate in Italia nel settore della canapa industriale (il suo negozio è capofila di una piccola catena) che ha visto il proprio posto di lavoro cancellato dal decreto sicurezza approvato dal governo. E che adesso si trova sbattuta in mezzo alla strada senza certezze per il futuro e con molti rischi. La nuova legge sancisce infatti che le infiorescenze di CBD (una molecola della cannabis priva di effetti stupefacenti) sono vietate come fossero droga.
di Daria Romano
giustizianews24.it, 19 giugno 2025
L’avvocato Francesco Giuseppe Piccirillo: “Chi disprezza i detenuti, disprezza l’ultimo. E chi entra in carcere senza difese, senza dignità, uscirà peggio. E allora toccherà a noi, fuori, farci i conti”. In Italia ogni quattro giorni una persona si toglie la vita in carcere. Ogni otto ore, qualcun altro viene privato della propria libertà personale in assenza di responsabilità penale accertata. Oltre 62.000 detenuti vivono attualmente stipati in 45.000 posti detentivi. Alcuni hanno bisogno di cure, altri non dovrebbero neanche trovarsi in cella, eppure molti, in silenzio e nell’indifferenza, ci stanno.
di Ludovica Lopetti
Corriere di Torino, 19 giugno 2025
È il 15 ottobre 2019 quando in una cella del carcere Lorusso e Cutugno un detenuto 54enne inizia a lamentare forte dolore al petto, difficoltà a respirare e senso di mancamento. Ad assistere c’è il compagno di cella, che subito avverte il personale di servizio. Il recluso viene portato nell’infermeria del carcere, dove viene visitato e trattenuto in osservazione per qualche tempo. Soffre già di patologie cardiache (di “malattia coronarica grave e diffusa”), ma il medico di turno lo rispedisce in cella, dove però continua ad accusare gli stessi sintomi. La sua sofferenza si fa penosa, il compagno di cella insiste con gli agenti.
di Nicola Giordanella
genova24.it, 19 giugno 2025
“Lo Stato non ha saputo proteggerlo: si faccia carico della riabilitazione”. La lettera è stata firmata da un centinaio di persone tra cui avvocati, giuristi, psicologi, imprenditori e politici: “Serve un gesto collettivo di riparazione alla comunità detenuta tutta”. Un’ondata di sdegno e preoccupazione ha travolto Genova dopo la notizia delle violenze subite da un diciottenne nel carcere di Marassi. Sevizie durate di versi giorni e che hanno acceso la miccia per la rivolta dei detenuti che ha tenuto in scacco la casa circondariale per una giornata intera.
Il Piccolo, 19 giugno 2025
È stato ricoverato lunedì in terapia Intensiva dell’Ospedale di Cattinara un paziente domiciliato nel carcere del Coroneo di Trieste, che presentava sintomi riconducibili a uno stato settico e gli esami eseguiti hanno confermato una malattia batterica invasiva da Neisseria meningitidis, conosciuto anche come meningococco. Il paziente attualmente è in isolamento presso la terapia intensiva dell’Ospedale di Cattinara in condizioni stazionarie. A seguito del ricevimento della notifica obbligatoria, la struttura di igiene e sanità pubblica ha avviato tutte le misure di prevenzione al fine di limitare il diffondersi della patologia in un’ottica di tutela della salute pubblica.
chietitoday.it, 19 giugno 2025
“Da un anno senza rimborsi, chiedo al Comune di poter lavorare”. Il suo impiego negli uffici cimiteriali, in virtù di un protocollo, finirà a dicembre 2025 ma l’uomo, che è invalido, a 58 anni non riesce a trovare un lavoro che gli permetta di vivere dignitosamente dopo aver scontato la sua pena. L’assessore alle Politiche sociali, Giannini: “La Ragioneria sta inoltrando tutti i pagamenti. Tanti casi come questo al Comune, ma occorre fare rete”. Francesco M. è un ex detenuto di 58 anni che vive e lavora a Chieti ma che, dopo essere uscito dal carcere e aver finito di scontare la sua pena detentiva, come molti nella sua stessa situazione, sta avendo difficoltà a lavorare e a guadagnarsi da vivere.
di Liborio La Mattina
giornalelavoce.it, 19 giugno 2025
La notizia ora è ufficiale, non che occorresse una ufficialità per renderla tale. Dal 15 giugno 2025 La Fenice non esiste più. Il giornale interno alla Casa circondariale di Ivrea, scritto da detenuti con la collaborazione dell’Associazione Rosse Torri, è stato ufficialmente chiuso. Dopo mesi di sospensione “tecnica” imposta dalla direzione, la voce più autentica di quel carcere è stata zittita. Non per calo d’interesse. Non per mancanza di collaboratori. Ma per volontà esplicita dell’istituzione penitenziaria, che da gennaio ha sospeso l’attività della redazione, annullato gli incontri, bloccato i computer, e tenuto fuori i volontari. Ora, con un comunicato apparso su Varieventuali.it, si certifica la fine di un’esperienza unica, simbolica, vitale.
di Laura Proietti
B-Hop magazine, 19 giugno 2025
Da oltre trent’anni nei reparti di Rebibbia, l’ex insegnante Laura Fersini ha scelto di camminare accanto a chi è detenuto senza mai voler essere chiamata “volontaria”. In circa trenta anni Laura Fersini, 86 anni, ex insegnante, ha attraversato le porte di varie carceri romane: Rebibbia Nuovo Complesso, Casal del Marmo, e dal 2008 Rebibbia Femminile. Una straordinaria storia di chi ha dedicato molto del suo tempo a cercare di capire il “sistema-carcere” ma soprattutto per essere utile a chi si trova dall’altra parte del muro.
di Davide Pecorelli
collettiva.it, 19 giugno 2025
Ieri è stato il primo giorno della maturità anche nella sezione carceraria del “Primo Liceo Artistico” della città sabauda. “La scuola è l’unico legame con il mondo, l’unica via di riscatto qui - spiegano i docenti -, ma i tagli rischiano di cancellarla”. L’istruzione è un diritto, anche in carcere. Per questo la Cgil di Torino ha raccontato il primo giorno di maturità al “Lorusso-Cutugno”, attraverso le voci di due docenti. La sezione carceraria del “Primo Liceo Artistico” rischia di chiudere per i tagli del Ministero.
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