di Lucia Ori
iltquotidiano.it, 1 giugno 2026
Il prof Savoia: “Lei è la terza donna che muore a Trento dal 2021. Un fallimento per la comunità”. Il docente riflette sulle criticità del sistema. “Con le attività di recupero sociale la recidiva crolla dal 70 al 20% dei detenuti”. La tragedia della morte di Abrar Jarrar, la ragazza di 21 anni deceduta la scorsa settimana dopo un tentato suicidio nel carcere di Spini di Gardolo, riporta al centro del dibattito il tema della funzione rieducativa della pena, sancita dalla Costituzione, e delle modalità concrete con cui viene perseguita negli istituti penitenziari. La vicenda solleva inoltre interrogativi sul sovraffollamento carcerario e sulle condizioni di vita delle persone detenute.
vconews.it, 1 giugno 2026
Il 10 giugno un incontro promosso dalla Società Dante Alighieri, con l’autore Paolo Aleotti. Prosegue la collaborazione tra la Società Dante Alighieri comitato di Verbania e del Vco, e Feltrinelli Librerie di Arona, con un nuovo incontro aperto alla comunità in una nuova sede: Casa Ceretti a Intra. Mercoledì 10 giugno alle 18.30 la presidente dell’associazione Silvia Magistrini, garante dei detenuti della casa circondariale di Verbania, dialogherà con Paolo Aleotti, giornalista e autore del libro “Che sapore hanno i muri”.
rainews.it, 1 giugno 2026
Il magistrato Cuno Tarfusser, in passato procuratore capo a Bolzano e poi giudice alla Corte penale internazionale, ha riunito a Bolzano avvocati, giudici ma soprattutto le vittime di detenzioni ingiuste. Le testimonianze di chi ha trascorso mesi o addirittura anni dietro le sbarre per poi essere assolto, ma anche le esperienze di giuristi e avvocati. Il convegno “Innocenti in carcere” ha acceso un faro sulle vittime di errori giudiziari: come Giovanni De Luise (otto anni e otto mesi di carcere per un clamoroso scambio di persona) e Angelo Massaro (21 anni di detenzione per un omicidio mai commesso), che hanno raccontato al pubblico il loro lungo calvario.
Il Tirreno, 1 giugno 2026
Prima il ricordo del 34° anniversario delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, a seguire un incontro-confronto con gli studenti. L’apertura della giornata era promossa dall’Associazione Le Sentinelle di Nonno Nino, presente tra gli altri la vice presidente della Regione Toscana Mia Diop, e con la partecipazione di una scolaresca e dei rappresentanti del Circolo dei sardi di Grosseto e Siena “Peppino Mereu”. Nel pomeriggio, poi, appuntamento nella Sala della legalità, nella Tenuta di Suvignano, con quattro classi dell’Istituto tecnico industriale “Leonardo da Vinci” di Firenze, alla presenza del cardinale Augusto Paolo Lojudice.
goldwebtv.it, 1 giugno 2026
Esprimo profonda preoccupazione - si legge - e forte indignazione per la notizia relativa alla sospensione delle celebrazioni eucaristiche presso la Casa Circondariale di Poggioreale a causa della carenza di personale. Il diritto alla libertà religiosa non rappresenta una concessione dell’Amministrazione Penitenziaria, ma un diritto fondamentale della persona sancito dalla Costituzione Italiana, garantito dall’Ordinamento Penitenziario e riconosciuto dalle convenzioni internazionali in materia di diritti umani.
di Fabio Luppino
huffingtonpost.it, 1 giugno 2026
“La pena oltre la pena. La doppia condanna delle donne in carcere”, Libraccio editore, 120 pag. Il libro di Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli racconta il disagio delle donne, anche in un luogo modello come Bollate. E il perché. Se davvero il carcere fosse strutturato secondo Costituzione ne servirebbero sempre meno. Ma se il carcere, come è ora, annienta la dignità, accentua le differenze uomo-donna, non dà luce nel buio da cui proviene il condannato, dal circolo vizioso che porta a delinquere non se ne uscirà mai. La sensazione che resta dopo la lettura di La pena oltre la pena. La doppia condanna delle donne in carcere, Libraccio editore, 120 pag. E si badi bene: l’osservatorio da cui partono le autrici, Susanna Ripamonti e Roberta Ghidelli, è privilegiato, è il carcere di Bollate. Un penitenziario considerato un modello, dove la possibilità di non sentirsi completamente reclusi esiste.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 1 giugno 2026
“Dentro le mura - Viaggio nel mondo degli adolescenti di oggi tra disagio, carcere e dissenso”. Il nuovo libro di Antonella Inverno (Save the Children Italia), porta al centro del dibattito pubblico le storie, i dati e le voci dei ragazzi e delle ragazze in conflitto con la legge per reati di natura violenta. “Per molti ragazzi le mura sono fuori e dentro, non c’è tanta differenza tra stare in carcere e vivere una vita in un contesto che non permette la vera libertà”, dice l’autrice. Un viaggio in uno dei contesti più critici dell’adolescenza contemporanea, tra disagio, violenza, marginalità e desiderio di futuro: gli istituti penali minorili.
di Vittorio Pelligra*
Il Sole 24 Ore, 1 giugno 2026
Una società giusta non promette a tutti lo stesso arrivo. Ma può e deve impedire che l’arrivo sia già scritto nella partenza. A volte l’ingiustizia appare sotto mentite spoglie. Non fa rumore e non produce scandalo immediato. Si presenta sotto forma di differenze. Differenze di rendimento scolastico, di salute, di fiducia, di sicurezza, di ambizione, di capacità di orientarsi nel mondo. Un bambino impara a leggere prima, un altro dopo. Una ragazza inizia le superiori sapendo già che cosa sia l’università, un’altra non conosce nessuno che l’abbia mai frequentata. Qualcuno trova in casa libri, silenzio, supporto e incoraggiamento. Qualcun altro, invece, trova stanchezza, precarietà, spazi stretti, adulti nervosi e assenti non per colpa, ma per fatica.
di Maurizio Maggiani
La Stampa, 1 giugno 2026
Devo tutto all’ordine nato il 2 giugno. In passato bombe, terrorismo, mafia e depravazioni politiche hanno attentato alle sue basi. Oggi i rischi arrivano dalla scuola e dalla nuova legge elettorale. Sono un repubblicano, un figlio della Repubblica. Sono stato messo al mondo nella miseria e nella promettenza, la miseria era ciò che restava di tutto quello che non sarebbe mai più potuto accadere, la dittatura, la guerra, la Repubblica ne era la promessa, il giuramento. A quel giuramento aderirono con incondizionata fiducia anche l’operaio e la contadina che mi hanno generato; andarono tutti e due a votare Repubblica lui con la coccarda di Combattente per la Libertà, lei con una piccola croce di stagno al collo, quella, minuscola, d’oro gliel’avevano portata via le camicie nere, la presero a schiaffi perché era una traditrice, l’oro andava donato alla patria fascista per tempo.
di Duilio Giammaria
La Stampa, 1 giugno 2026
Ogni guerra viene presentata come inevitabile, altrimenti mancherebbero i presupposti. Ogni volta i governi sostengono di non avere alternative. Quasi sempre, a distanza di anni, la storia racconta una versione diversa. Il Medio Oriente è il teatro dove si sono concentrati eventi bellici recenti. Dall’Iraq alla Libia, la dinamica si è ripetuta: la diplomazia viene tagliata fuori, le trattative giudicate inconcludenti, la guerra descritta come l’unica strada percorribile. Poi arrivano gli archivi, le testimonianze, le commissioni d’inchiesta e i processi. E ciò che appariva inevitabile si rivela spesso il risultato di decisioni politiche arbitrarie, influenzate da ideologie, interessi strategici, ambizioni personali e valutazioni che spesso quando sono stati attenuati gli effetti delle distruzioni, si incomincia a giudicare severamente.
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