di Tommaso Nutarelli
ildiariodellavoro.it, 4 marzo 2026
Per la Cgil Roma Centro Ovest Litoranea, che lo ha assistito, si tratta di una vertenza “dal forte valore politico”. La vicenda di A.D. è una storia che racconta di come la legalità e i diritti possano ancora emergere. Di come ci possa essere una sorta di lieto fine, anche se per una singola persona, nell’annosa vicenda del sovraffollamento delle nostre carceri. Secondo i dati dell’ultimo bilancio dell’associazione Antigone a fine 2025 erano detenute nelle carceri italiane 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, 700 in meno di quelli effettivi di inizio 2025.
di Antonino Ravanà
La Sicilia, 4 marzo 2026
È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria e in ambulanza si è tentato, senza successo, di rianimarlo. Un detenuto cinquantenne, residente in un comune della provincia di Caltanissetta, si è tolto la vita all’interno della sua cella. È successo nella Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. Senza che nessuno se ne accorgesse ha preso i lacci delle sue scarpe e le ha usate come corda. È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria non appena si sono accorti di quanto stava accadendo: hanno chiamato l’ambulanza e provato a rianimarlo. Ma l’uomo non ce l’ha fatta. Si tratta dell’ennesimo suicidio avvenuto in un istituto di pena Italiano.
di Lorenzo Padoan
Corriere del Trentino, 4 marzo 2026
“Il carcere è sotto stress, il 67% dei detenuti è straniero”. Il Garante dei detenuti Pavarin lancia un nuovo allarme: “Pochi agenti”. Il carcere di Trento non è un carcere per trentini. Dalla relazione del garante dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, emerge un dato sorprendente: a Spini di Gardolo, per ogni recluso nato in provincia ce ne sono più di sei nati all’estero. I detenuti registrati il primo giorno di marzo sono 410: 135 italiani di cui 45 trentini e ben 275 stranieri. Una quota straniera pari al 67%, che si di scosta nettamente dalla media nazionale, stabile da anni attorno al 30%. Pavarin lo dice chiaramente: “Questa composizione crea problemi organizzativi, problemi di lingua e problemi culturali”.
genovaquotidiana.com, 4 marzo 2026
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta del Pd (primo firmatario Enrico Vassallo) per attivare un progetto di accoglienza abitativa temporanea rivolto a detenute ed ex detenute in uscita dalla casa circondariale femminile di Pontedecimo, con percorsi di accompagnamento all’autonomia, utilizzo di spazi comunali e ricerca di fondi dedicati. La discussione in aula si è chiusa con un voto unanime e con un messaggio: il reinserimento non può restare una formula di principio, deve tradursi in strumenti concreti, a partire da un tetto sopra la testa. È questo il cuore della mozione “Progetto comunale di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo, proposta di attivazione”, presentata dal gruppo Partito Democratico e approvata oggi dal Consiglio comunale, dopo l’accoglimento di tre emendamenti, uno proposto dallo stesso primo firmatario Enrico Vassallo e due depositati dalla consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Francesca Ghio. Alla fine anche il gruppo “Silvia Salis Sindaca” ha chiesto di sottoscrivere l’atto, mentre l’assessore al Patrimonio Davide Patrone ha espresso, a nome della Giunta, parere favorevole prima della votazione.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 4 marzo 2026
Migliorare la vita delle donne attraverso la consapevolezza, il sostegno e l’azione è la mission di Soroptimist International, associazione mondiale nata nel 1921 negli USA e diffusasi in 132 paesi, tra cui l’Italia, con 3.000 Club e oltre 75.000 socie, provenienti da categorie professionali diverse. Dall’ottobre 2017, Soroptimist Italia promuove il progetto “Si sostiene…in carcere” per fornire un’alternativa concreta alla detenzione e sostenere le detenute tramite percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le direzioni degli istituti penitenziari, grazie al protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero Giustizia.
di Pietro Luca Oddo*
La Sesia, 4 marzo 2026
Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento. La relazione 2025 del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà di Vercelli, Pietro Luca Oddo, restituisce una fotografia nitida della Casa Circondariale di Billiemme. Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento che, tuttavia, non riescono ancora a compensare il peso del sovraffollamento e della carenza di personale. Nel 2025 sono stati effettuati interventi significativi: il rifacimento di coperture e infissi in alcune sezioni, la ristrutturazione del secondo piano destinato al trattamento intensificato, l’avvio dell’adeguamento dell’impianto elettrico e l’allacciamento alla rete fognaria pubblica.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 4 marzo 2026
La medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996 e l’oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney, a Treviso per il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance. Anche all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso, proprio nel giorno dedicato al passaggio della fiamma paraolimpica, si respirerà l’atmosfera di Milano-Cortina 2026. Fa tappa nella casa circondariale di Treviso il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance, associazione che da anni si occupa in tutta Italia e anche in Veneto di formazione e reinserimento lavorativo di detenuti e detenute grazie ad un protocollo con il Dap. Il progetto gode del patrocinio del C.O.N.I. della F.I.C. e della F.I.C.K e della Fondazione Cortina.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 4 marzo 2026
“Basta conquistarne alcuni, che alcuni smettano di pensare di buttar via la chiave. Far ragionare la gente è uno dei nostri obiettivi”. A dirlo a gNews è Esther Sibylle von der Schulenburg, che da dieci anni porta avanti diversi concorsi riservati ai detenuti: per scrittori, per cuochi, per pittori. È tra i premiati dal Presidente Sergio Mattarella con l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana, per il suo impegno nei penitenziari. “Un suggello del lavoro che abbiamo fatto finora”, dice. Sibylle fonda l’associazione Artisti Dentro onlus nel 2015; i concorsi per i reclusi partono tra il 2014 e il 2016. L’idea alla base è stimolare resilienza e un sano agonismo. Lo spirito competitivo punta infatti a “risvegliare le energie sopite dei detenuti”, spiega. Per l’edizione 2025 sono state inviate 598 candidature: oltre 200 per “Scrittori dentro”, 104 per “Cuochi dentro”, 280 per “Pittori dentro”.
di Youssef Taby
Il Fatto Quotidiano, 4 marzo 2026
Ignorata la mozione approvata all’unanimità in Regione a luglio scorso. La denuncia: “Il danno non è solo simbolico, ma sostanziale: si produce un ulteriore svuotamento delle poche garanzie esistenti”. Da oltre due anni e mezzo, al Cpr di Ponte Galeria, manca un presidio che dovrebbe essere ordinario in ogni luogo di privazione della libertà: lo sportello del Garante delle persone private della libertà personale. È chiuso da circa trenta mesi, nonostante una mozione approvata all’unanimità a fine luglio scorso dal Consiglio regionale del Lazio impegnasse la giunta guidata da Francesco Rocca a rinnovare il protocollo d’intesa con la Prefettura di Roma per garantirne la riattivazione. Da allora, però, nulla si è mosso.
di Katia Poneti
Il Manifesto, 4 marzo 2026
La Corte costituzionale, con la sentenza 21/2026 del 26 febbraio, ha affermato che “la Costituzione non impone di escludere o diminuire la pena in caso di ‘disturbi da dipendenza’ da sostanze stupefacenti”. La decisione ha dichiarato inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell’art. 95 del codice penale, confermando il vigore delle norme esistenti, e ha ricomposto il quadro di riferimento declinando una figura di persona tossicodipendente libera di agire e, al tempo stesso, vulnerabile. La Corte ha accolto l’invito, arrivato con il ricorso promosso dal gup del Tribunale di Bergamo, a rivalutare la disciplina dell’imputabilità della persona tossicodipendente alla luce di possibili nuove circostanze di fatto o di diritto; tra queste, nello specifico, la sentenza riguardante i gravi disturbi di personalità (Cass. 9163/2005) che ha ampliato in modo notevole lo spazio di applicazione della non imputabilità per vizio di mente.
- Iran. E se dal carcere politico di Evin nascesse la futura classe dirigente?
- Due Palazzi, carcere al collasso? Prove di dialogo tra Terzo settore e Dap
- Padova. “Il Sociale sale in Cattedra”, la Cooperativa Giotto compie 40 anni
- Anche i minori subiscono la morsa securitaria. Gli effetti ormai stabili del “Decreto Caivano”
- Perché il carcere spesso non riesce a cambiare il comportamento, in particolare dei minori?











