di Italo Di Sabato
osservatoriorepressione.info, 1 marzo 2026
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia. C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri cubitali sopra ogni dibattito sull’immigrazione, sopra ogni decreto, sopra ogni ddl, sopra ogni talk show e sopra ogni post indignato: la destra odierna senza i migranti non sarebbe niente. Niente identità, niente collante, niente racconto. Una macchina politica vuota. I migranti sono il nemico perfetto. Non perché lo siano davvero, ma perché sono costruiti come tali.
di Flavia Amabile
La Stampa, 1 marzo 2026
Gli spostamenti dall’Italia al Cpr avvengono in aereo e per alcuni dei 90 reclusi è già la seconda volta. Gli avvocati: “Mistero sui criteri con cui vengono scelti”. È deserto l’hotspot al porto di Shengjin. È dolce la vita nel centro di Shengjn inaugurato un anno e mezzo fa dal governo Meloni con l’obiettivo di trasferire lontano dall’Italia fino a 3 mila stranieri irregolari. In questa mattina quasi primaverile, con il mare albanese che brilla davanti e i galli che cantano in lontananza, una donna con un giubbotto arancione passa straccio e scopa sul cortile deserto.
di Alberto Negri
Il Manifesto, 1 marzo 2026
Ogni generazione di inviati di guerra e di popoli mediorientali ha la sua devastante guerra del Golfo: ieri ne è arrivata un’altra, ampiamente prevista dopo il viaggio di Netanyahu a Washington e il fallimento annunciato della diplomazia. La mia generazione ne ha già viste sul campo tre lunghe (1980-88, 1990-91, 2003-2010) e un paio più brevi in poco più di 45 anni. Ogni volta si pensava fosse quella definitiva: per raggiungere quale scopo, oggi come ieri, non è dato sapere. Se non uno: quello di fare di Israele la potenza dominante della regione con la distruzione di interi popoli, gli stessi che insieme ai palestinesi già si trovano sul menù del Board of Peace di Trump, dove i miserabili accoliti di Trump una decina di giorni fa a Washington canticchiavano nel microfono come dei Fantozzi in gita aziendale.
di Davide Illarietti
Corriere del Ticino, 1 marzo 2026
Lo chalet riservato agli incontri intimi dei detenuti va in pensione, dopo quarant’anni - Che cosa prenderà il suo posto? Entrare nella casetta ai margini del bosco della Stampa è un’emozione forte, anche se non sei un carcerato che aspetta di rivedere la propria dolce metà dopo tanto tempo. Lo chalet dell’amore, o per meglio dire la cella - per entrare bisogna attraversare un’infinità di cancelli sorvegliati, uno dopo l’altro, all’interno del carcere - accoglie gli ospiti con l’odore delle case vecchie. Gli infissi anni 60 e il mobilio ricordano certi rustici della vicina Val Colla. Non fosse per le inferriate e il filo spinato tutto intorno, potresti pensare di trovarti in un bed-and-breakfast di terz’ordine.
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2026
Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone. Pietro Marinaro a Padova non ha retto all’idea di essere trasferito e ha scelto di concludere prima della partenza la sua vita. Oggi racconteremo di Giuseppe M., di Antonio C.M., di Francesco O., di Catello R.
di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2026
Da alcuni giorni abbiamo deciso di pubblicare le schede che riguardano le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di attività rieducative. Abbiamo notizie di numerosi trasferimenti di persone detenute AS3 da Parma e ci interroghiamo su questo ‘piano di riorganizzazione’ delle sezioni di Alta Sicurezza, su motivazioni e finalità. E sulle conseguenze per la vita delle persone. Pietro Marinaro a Padova non ha retto all’idea di essere trasferito e ha scelto di concludere prima della partenza la sua vita. Oggi racconteremo di Giuseppe M., di Antonio C.M., di Francesco O., di Catello R.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 28 febbraio 2026
“Io non ti credo più”. Non è soltanto il titolo dell’ottavo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile, è un urlo silenzioso che rimbomba tra le sbarre degli Istituti Penali per Minorenni (Ipm). È il sentimento di chi ha smesso di sperare in un sistema che un tempo provava a recuperarti e che oggi, invece, sembra volerti solo punire. I ragazzi e le ragazze che finiscono dentro non si fidano più degli adulti: vedono uno Stato che non ascolta, non accoglie e non sostiene, ma amministra la giustizia con un desiderio di vendetta che sa di resa.
di Patrizio Gonnella*
Il Manifesto, 28 febbraio 2026
D’ora in poi non saranno punibili quei poliziotti penitenziari che si fingeranno detenuti assistenti volontari, infermieri, educatori, sacerdoti, per andare alla scoperta di delitti. Un ulteriore avvelenamento del clima, modello Usa o Russia, è in arrivo nelle carceri. Nel nuovo decreto legge sicurezza, all’articolo 15, il governo prevede e rende legittime operazioni sotto copertura per la sicurezza degli istituti penitenziari. D’ora in poi non saranno punibili quei poliziotti penitenziari che si fingeranno detenuti, o anche assistenti volontari, infermieri, educatori, sacerdoti, per andare alla scoperta di delitti più o meno gravi, traffici illeciti, affari di vario tipo.
di Maria Teresa Caputo*
altalex.com, 28 febbraio 2026
Risponde del reato ex art. 391-ter c.p. anche il familiare che non censura e incentiva l’uso illecito dello smartphone del detenuto (Cassazione n. 1787/2026). L’ingresso illegale di smartphone negli istituti penitenziari è un fenomeno largamente diffuso ed evidentemente non sufficientemente contrastato nonostante la previsione del reato ex articolo 391-ter del codice penale che dovrebbe agire da deterrente. Tralasciando i casi di agenti penitenziari corrotti, il rischio che i cellulari entrino, nascosti in pacchi contenenti indumenti o alimenti, in occasione di visite di parenti e amici, è elevato. A tanto di aggiungano i casi di lanci di telefonini oltre il muro di cinta e di droni che, indisturbati, sorvolano gli istituti penitenziari per effettuare consegne “a domicilio”.
di Michele Passione*
Ristretti Orizzonti, 28 febbraio 2026
È fin troppo facile richiamare l’interpretazione evolutiva biblica dei profeti (Solo colui che pecca morirà, Un figlio non porterà la colpa del padre, Ezechiele), rispetto a quella proposta nell’Esodo, scorrendo la sentenza emessa dalla Prima Sezione della Corte di Cassazione (17.10.2025 - 16.1.2026), n,1787), che si può leggere di seguito a queste brevi note. L’abbiamo imparata da piccoli a scuola la proprietà commutativa che caratterizza l’addizione e la moltiplicazione: invertendo l’ordine degli addendi, o dei fattori, il prodotto non cambia. Così, se il Deuteronomio stabilisce la regola giuridica secondo la quale “non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa deipadri”, la Corte trascura la proprietà algebrica e la matura teologia biblica sulla responsabilità individuale, fornendo un’interpretazione del concorso di persone nel reato che si spinge oltre la lettera della legge e la ratio dell’istituto previsto dall’art. 110 c.p.
- Buttare via la chiave di una vita. Intervista a Beniamino Zuncheddu
- Ordinanza cautelare annullata, il Gip può decidere di nuovo
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- Viterbo. Specchio delle contraddizioni materiali e immateriali del sistema carcerario nazionale
- Nuoro. “Badu e Carros ha molteplici e gravi profili di criticità per ospitare detenuti del 41bis”











