laprovinciadibiella.it, 1 marzo 2026
Dopo le polemiche sulla scelta fatta dal consiglio comunale di Biella, l’intervista a Bruno Mellano, storico attivista del Partito Radicale, nonché primo garante dei detenuti della Regione Piemonte. “La scelta migliore, viste anche le difficoltà degli ultimi due anni, sarebbe stata quella di individuare una persona esperta e competente per aiutarla in quello che è, a tutti gli effetti, un ruolo delicato e complicato. Certo, se partiva da qualcuno che avesse già conoscenza diretta della realtà del carcere, sarebbe stato molto più facile. Anche per il prescelto! Comunque, per il ruolo, serve in primis assicurare autonomia, indipendenza e capacità di costruire reti”.
tarantotoday.it, 1 marzo 2026
La visita dell’associazione Antigone nell’istituto penitenziario del capoluogo ionico ha fatto emergere condizioni igienico sanitarie “drammatiche”, “sotto organico tutto il personale”. Un detenuto con problemi psichici in cella con solo un materasso per terra, circondato da rifiuti di ogni genere. Le osservatrici dell’associazione Antigone entrano nel carcere di Taranto e quello che emerge dalla visita nella struttura è una situazione assai critica, sia per le persone recluse sia per il personale. Nel carcere Carmelo Magli di Taranto, al momento, si contano 809 persone detenute: 765 sono uomini - di cui 747 italiani - e 62 stranieri. Le donne sono 44, di cui 5 straniere. L’istituto, a fronte di questi numeri, ha una capienza regolamentare di 500 unità.
di Sara Costanzi
umbria.tag24.it, 1 marzo 2026
Visita al carcere ternano di Sabbione per il senatore Pd Walter Verini e il Capogruppo Pd a Terni Pierluigi Spinelli. Dopo i lunghi disordini di domenica scorsa che hanno portato alla devastazione di un’intera sezione, l’allarme rimane alto. La situazione, hanno detto i due esponenti dem all’uscita, “è drammatica” e “richiede interventi immediati”. “Abbiamo toccato con mano una realtà pesantissima e pericolosa - ha affermato Verini. Abbiamo anche ascoltato dal Direttore e dalla Comandante l’esposizione di una situazione che richiede interventi immediati”.
di Antonio Andreotti
Corriere del Veneto, 1 marzo 2026
Il Csv: “Disponibili una quarantina di persone per progetti di aiuto e recupero a favore dei giovani detenuti”. Almeno una quarantina le persone, volontari e non, che si sono messi a disposizione per dare vita a progetti di aiuto e recupero degli ospiti, attuali e futuri, dell’istituto penitenziario per minori (Ipm) in via Verdi. Struttura che, da una settimana, ha iniziato a ospitare i primi cinque detenuti. Come spiega Niccolò Gennaro, direttore del Centro servizi volontariato (Csv) di Padova e Rovigo, “al momento abbiamo ricevuto una quarantina di segnalazioni di persone, non solo volontari di associazioni, disponibili per aiutare a dar vita ai progetti per i detenuti del carcere minorile”. Continua Gennaro: “Per i progetti veri e propri stiamo attendendo che l’istituto entri a regime, lo scopo è quello di renderli il più possibile aderenti alle necessità dei ragazzi”.
ferraratoday.it, 1 marzo 2026
Si va verso un Albo delle imprese solidali: riunito il tavolo tra enti, realtà sociali e imprenditoriali. Ferrara si candida a diventare una città laboratorio per la sperimentazione di un progetto pilota finalizzato al reinserimento sociale delle persone detenute e, più in generale, delle persone in condizioni di fragilità attraverso il lavoro. Un’iniziativa ambiziosa che, non a caso, prende il nome di ‘Fenice’, simbolo di rinascita e richiamo alla possibilità di riprendere il proprio percorso di vita al termine di un periodo difficile.
agensir.it, 1 marzo 2026
Fischio d’inizio, squadre in campo e voglia di mettersi in gioco: è questo lo spirito che ha animato la III edizione dei Giochi della Speranza alla Casa di reclusione di Milano Bollate, la “piccola olimpiade in carcere” che ha trasformato per un giorno l’istituto penitenziario in uno spazio di competizione leale, incontro e condivisione autentica. Dopo la precedente esperienza nella Casa circondariale di Rebibbia a Roma, l’iniziativa ha fatto tappa per la prima volta a Milano, respirando idealmente l’atmosfera dei Giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
di Luca Cereda
Famiglia Cristiana, 1 marzo 2026
Non una semplice giornata sportiva, ma un laboratorio di umanità: calcio, pallavolo e atletica diventano strumenti di relazione, responsabilità e rieducazione in un carcere che fa della permeabilità con la società civile la sua cifra distintiva. Il cemento della Casa di Reclusione di Milano Bollate non riflette la luce. La inghiotte. Milano il 28 febbraio è una città piegata sotto un cielo basso, color piombo. L’aria sa di pioggia trattenuta. Qui molti là fuori il grigio è struttura, grammatica, destino apparente: muri, corridoi, cancelli che si chiudono con un tonfo metallico che non ammette repliche. Eppure, dentro questa architettura severa, irrompe il colore.
ansa.it, 1 marzo 2026
Trentaquattro tele raffiguranti autoritratti di detenuti del carcere napoletano di Poggioreale saranno esposte per una settimana nel Gran Salone dei Busti di Castel Capuano. Dell’iniziativa ha parlato, a margine della cerimonia di scoprimento del busto per l’avvocato Vincenzo Maria Sinsicalchi, Maria Rosaria Covelli, presidente della Corte di Appello. “Stiamo lavorando alla pubblicazione di un libro che si intitola ‘Evasioni Creative’ - ha detto Covelli - e partendo dal lavoro fatto dal maestro Lello Esposito nel carcere di Poggioreale con un laboratorio artistico per i detenuti abbiamo realizzato un progetto affinché qui, sotto i grandi busti dei giureconsulti eccellenti, ci siano per una settimana i quadri realizzati dai detenuti con la direzione e l’insegnamento dell’artista”.
di Franco Vaccari
Avvenire, 1 marzo 2026
La difesa è necessaria alla vita e alle istituzioni, ma quando perde misura supera una soglia e diventa forza che distrugge l’altro. Una forza che si può ridurre, limitare, educare, recuperando il patrimonio della nonviolenza come responsabilità quotidiana. Non si fa più la guerra solo con eserciti e confini. Oggi si combatte economicamente, con sanzioni e dazi; sulle risorse e sul clima; con la disinformazione e la manipolazione delle elezioni; con attacchi a distanza, satelliti e droni, algoritmi e guerre per procura, con un semplice cellulare. Se la violenza organizzata, nelle diverse forme di guerra, ha cambiato pelle, non ha però cambiato natura.
di Stefania Garassini
Avvenire, 1 marzo 2026
Il processo contro Meta e YouTube a Los Angeles segna un punto di rottura nella fiducia tra famiglie e piattaforme. Le accuse di responsabilità nell’indurre dipendenza chiamano in causa un modello ed evidenziano l’inadeguatezza dei sistemi di protezione. Ne emerge una sconfitta collettiva. “Questi sono casinò per l’attenzione. E il banco vince sempre”. È una delle frasi nei documenti al centro del processo in corso in questi giorni a Los Angeles contro Meta e YouTube. L’allusione è alla natura dei servizi online sotto accusa, che sarebbero responsabili di aver creato meccanismi per attrarre e gestire l’attenzione degli utenti più giovani fino a indurre alla dipendenza e a forme di disagio mentale anche grave.
- Migranti. Un nemico perfetto
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- I detenuti di Alta Sicurezza trasferiti da Padova: storie di rieducazione e di cambiamento. Che sono state improvvisamente cancellate. (4-continua)











