di Coordinamento Carcere Due Palazzi
Ristretti Orizzonti, 2 marzo 2026
Concludiamo oggi il racconto che riguarda le persone detenute di Alta Sicurezza improvvisamente trasferite da Padova dopo anni di impegno in attività rieducative. Pietro Marinaro a Padova non ha retto all’idea di essere trasferito e ha scelto di concludere prima della partenza la sua vita. Per noi un dolore e uno sgomento che non si attenuano. Le nostre schede parlano attraverso la voce di Operatori Carcerari Volontari OCV, di Momart/Laboratorio di pittura e scultura, di Ristretti, della biblioteca, di MatricolaZero/Laboratorio di Teatro, del laboratorio di lettura e scrittura.
di Massimiliano Rais
L’Unione Sarda, 2 marzo 2026
Chi non vive quell’esperienza non sa cosa vuol dire l’ingiustizia”, ci dice Bemiamino Zuncheddu nella casa di Burcei in cui vive. 33 anni in carcere da innocente. La sorella Augusta e il cognato Piero Pisu, insieme alla nipote Maria Luigia, lo hanno accolto con calore e affetto. Augusta non l’ha mai perso di vista. Lo ha sostenuto, con il suo costante conforto, nelle pellegrinazioni carcerarie e nei processi, un lungo calvario giudiziario. Beniamino appare come un reduce da una guerra di cui è stato l’unica vittima. Continua a combattere. Partecipa alla mobilitazione per la proposta di legge di iniziativa popolare, promossa dal partito Radicale, che punta a garantire una provvisionale a chi alla fine di un processo è stato assolto.
di Andrea Marini
Il Sole 24 Ore, 2 marzo 2026
Diverse rilevazioni mostrano un vantaggio variabile per il sì, con l’affluenza che si conferma fattore decisivo per l’esito del voto. Il referendum costituzionale sulla giustizia sulla separazione delle carriere si avvicina (si andrà al voto il 22 e 23 marzo) e i sondaggi continuano ad uscire copiosi. Se la maggioranza delle rilevazioni continua a dare il sì in vantaggio, sono comunque aumentate le rilevazioni (rispetto a un mese fa) che danno in vantaggio il no. I sondaggi, tuttavia, variano molto a seconda del campione utilizzato, del tipo di domanda e dalla percentuale di indecisi considerata. Un aspetto continua comunque ad emergere con una quasi certezza: più altra sarà l’affluenza più probabile sarà la vittoria del sì. Ecco qui le ultime rilevazioni.
di Federico Gonzato
pagellapolitica.it, 2 marzo 2026
Fratelli d’Italia e Forza Italia stanno facendo una campagna elettorale intensa, a differenza della Lega. Azione e Più Europa invece si stanno esponendo poco. Manca meno di un mese al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo e la campagna elettorale è entrata nel vivo. In vista del referendum, i primi a mobilitarsi sono stati i comitati, ossia gruppi di cittadini ed esperti che promuovono le ragioni del Sì o del No alla riforma della separazione delle carriere dei magistrati. Finora ne sono nati una decina, alcuni dei quali sono finiti al centro di una polemica su come si finanziano. A fianco ai comitati, però, nelle ultime settimane hanno iniziato a mobilitarsi via via i partiti, ma in modi diversi tra loro. Anzi, tra i partiti che sostengono il Sì alcuni partiti stanno facendo una campagna referendaria piuttosto intensa, altri meno, altri ancora si stanno esponendo poco, per motivi di posizionamento politico e divisioni interne. E c’è chi ha paura di una possibile vittoria del No.
di Elvira Serra
Corriere della Sera, 2 marzo 2026
Il Governo ha deciso di istituire sette istituti di massima sicurezza in 5 regioni italiane per 750 detenuti, un terzo dei quali in Sardegna. Sapevate che oggi in Italia ci sono 750 detenuti in regime di 41 bis? Sono quelli più pericolosi: i capi della criminalità organizzata. Si potrebbe opinare sulla capacità rieducativa del carcere duro prevista dalla nostra Costituzione. Ma non è questo il tema: e, nel merito, si sono comunque già espresse la Corte costituzionale e la Corte europea dei diritti dell’uomo. Attualmente questi 750 detenuti sono reclusi in 12 istituti di pena distribuiti in 8 regioni. Ora il governo ha deciso di trasformarne sette in carceri “dedicate”, riducendo le regioni ospitanti a cinque. L’anomalia è che tre dei sette istituti saranno in Sardegna: a Uta (Cagliari), Bancali (Sassari) e Badu e Carros (Nuoro).
di Davide Vari
Il Dubbio, 2 marzo 2026
A Cagliari circa duemila persone davanti alla Prefettura: “Scelta sproporzionata e calata dall’alto”. Sindaci e Garante: sistema carcerario già al limite. La Sardegna porta il tema del 41-bis in strada e lo fa con una piazza piena, davanti alla Prefettura di Cagliari. Circa duemila persone si sono ritrovate in piazza Palazzo per la mobilitazione lanciata dalla presidente della Regione Alessandra Todde contro l’ipotesi che all’Isola vengano destinate tre delle sette carceri italiane dedicate ai detenuti sottoposti al regime di massima sicurezza. Alla protesta, insieme alla governatrice, hanno partecipato il presidente del Consiglio regionale Piero Comandini, numerosi sindaci, rappresentanti sindacali, esponenti del Campo largo, associazioni e comitati.
di Pasquale Bartolomeo
rainews.it, 2 marzo 2026
Il 23enne molisano morto in carcere ad Ascoli presentava segni sul corpo che hanno insospettito la famiglia. Al vaglio anche alcune lettere rinvenute insieme agli effetti personali. I segni sul corpo, forse di una possibile violenza in un contesto difficile, quello del carcere dove era recluso. E le lettere alla famiglia, mai spedite, piegate in mezzo al vestiario e restituite insieme agli altri effetti personali solo dopo il decesso. Sono questi i due nodi principali da sciogliere intorno alla morte di Joshua Di Carlo, 23enne di Campodipietra, detenuto nel carcere di Ascoli Piceno e trovato senza vita lo scorso 24 febbraio. L’autopsia, che avverrà all’ospedale Mazzoni di Ascoli in presenza dei due consulenti medici legali della famiglia, servirà a fare chiarezza.
di Andrea D’Aurelio
Il Centro, 2 marzo 2026
A scatenare le proteste sono stati gli obblighi imposti su prenotazione docce, sala hobby e videochiamate. Intanto un ergastolano è in sciopero della fame. La protesta avviata nei giorni scorsi all’interno del carcere di massima sicurezza di via Lamaccio continua ad alimentare un clima di forte tensione. Alla base della mobilitazione dei detenuti, partita giovedì scorso, ci sono le nuove disposizioni ministeriali che - secondo i reclusi e le associazioni che li assistono - introdurrebbero condizioni ritenute troppo restrittive. Nelle ultime ore si sono registrati quattro episodi che hanno ulteriormente complicato la situazione. Venerdì sera un detenuto, dopo aver alzato i toni, ha aggredito un agente di polizia penitenziaria. Il poliziotto è stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale cittadino, dov’è rimasto in osservazione.
di Laura Distefano
La Sicilia, 2 marzo 2026
Gli agenti della polizia penitenziaria sono riusciti a far placare i disordini ma l’emergenza potrebbe riesplodere. Hanno dovuto usare i protocolli d’emergenza per placare gli animi e far tornare la calma. E sono dovuti intervenire anche i poliziotti penitenziari che non erano in turno all’istituto penitenziario. Stamattina è scoppiata nuovamente la rivolta nel reparto di isolamento del braccio Nicito del carcere di Piazza Lanza di Catania. Solo intorno alle due del pomeriggio l’emergenza è rientrata: ma potrebbe riesplodere da un momento all’altro.
di Lorenzo Panzeri
giornalepopolare.it, 2 marzo 2026
Una domenica sera di alta tensione all’istituto penitenziario minorile Cesare Beccaria. Il 1° marzo, il carcere milanese è stato teatro di una nuova protesta scaturita da una lite tra detenuti, che ha richiesto il dispiegamento delle forze di sicurezza e dei vigili del fuoco. La rivolta, scoppiata nelle ore serali, ha seguito un copione ormai tristemente noto per la struttura di via Calchi Taeggi. Tutto sarebbe partito da un acceso diverbio tra giovani detenuti situati in celle diverse. Dalle parole si è passati rapidamente ai fatti, con il lancio di oggetti e aggressioni verbali incrociate. Come spesso accade durante questi momenti di tensione, sono stati appiccati dei piccoli fuochi all’interno delle celle. L’intervento preventivo dei vigili del fuoco ha permesso di domare le fiamme sul nascere, evitando che il fumo invadesse i reparti.
- Reggio Calabria. In Consiglio Regionale esperti a confronto sul sistema carcerario
- Catanzaro. Laboratorio educativo in carcere minorile, il Rotary punta su lettura e arte
- Monza. Il carcere diventa un teatro: le date e gli spettacoli
- “Anime sospese nell’ombra” è un viaggio nel mondo del carcere
- Pace, ambiente e sport: i giovani si impegnano ma evitano la politica











