di Giacomo Puletti
Il Dubbio, 4 marzo 2026
Italia viva a favore, Pd e M5S astenuti, Avs contro. Si è consumata l’ennesima spaccatura ieri in commissione Affari costituzionali in Senato sul ddl antisemitismo, arrivato poi in Aula dopo il voto sul mandato al relatore, la leghista Daisy Pirovano. Nel momento in cui scriviamo è in corso la discussione generale, ma è in Commissione che si è consumato il “solito”, verrebbe da dire, psicodramma in casa Campo largo. Non solo, perché si è assistito anche a uno scambio piuttosto acceso tra il capogruppo dem in Senato, Francesco Boccia, e quello di Forza Italia, Maurizio Gasparri. Ma andiamo con ordine.
di Niccolò Carratelli
La Stampa, 4 marzo 2026
Oggi al Senato il via libera alla legge, opposizioni divise. Nel 2025 registrati quasi mille episodi di odio e violenza. Gli episodi di antisemitismo in Italia sono in forte crescita. Ben 963 registrati nel 2025. E la politica resta divisa su una legge che punta a contrastarli e che oggi al Senato non verrà approvata all’unanimità. C’è stato un aumento dei casi del 100% rispetto al 2023 e del 400% in confronto al 2022, secondo il rapporto presentato ieri dalla Fondazione Cdec (Centro di documentazione ebraica contemporanea). Diffamazioni, minacce, con un picco di discriminazioni e aggressioni fisiche. L’ultima domenica scorsa a Milano, dove due studenti argentini, sono stati insultati e presi a pugni da un gruppo di circa dieci persone perché portavano la kippah, il copricapo ebraico.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 4 marzo 2026
C’è un momento preciso, nelle quasi trecento pagine di motivazioni della sentenza d’appello sul depistaggio di via D’Amelio, in cui la realtà sembra capovolgersi. È quando la Corte di Caltanissetta, nel dichiarare prescritte le accuse per l’ex dirigente Mario Bò e gli ispettori Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo, disegna un profilo quasi leggendario di Arnaldo La Barbera. Lo chiamano il “dominus”. Il superpoliziotto che, da solo, avrebbe orientato l’intera macchina investigativa verso la falsa pista di Vincenzo Scarantino, il “pupo vestito” per coprire i veri esecutori della strage del 19 luglio 1992.
di Tommaso Nutarelli
ildiariodellavoro.it, 4 marzo 2026
Per la Cgil Roma Centro Ovest Litoranea, che lo ha assistito, si tratta di una vertenza “dal forte valore politico”. La vicenda di A.D. è una storia che racconta di come la legalità e i diritti possano ancora emergere. Di come ci possa essere una sorta di lieto fine, anche se per una singola persona, nell’annosa vicenda del sovraffollamento delle nostre carceri. Secondo i dati dell’ultimo bilancio dell’associazione Antigone a fine 2025 erano detenute nelle carceri italiane 63.868 persone, quasi 2.000 in più rispetto a un anno fa, a fronte di una capienza effettiva di soli 46.124 posti, 700 in meno di quelli effettivi di inizio 2025.
di Antonino Ravanà
La Sicilia, 4 marzo 2026
È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria e in ambulanza si è tentato, senza successo, di rianimarlo. Un detenuto cinquantenne, residente in un comune della provincia di Caltanissetta, si è tolto la vita all’interno della sua cella. È successo nella Casa circondariale “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento. Senza che nessuno se ne accorgesse ha preso i lacci delle sue scarpe e le ha usate come corda. È stato soccorso dagli agenti della polizia Penitenziaria non appena si sono accorti di quanto stava accadendo: hanno chiamato l’ambulanza e provato a rianimarlo. Ma l’uomo non ce l’ha fatta. Si tratta dell’ennesimo suicidio avvenuto in un istituto di pena Italiano.
di Lorenzo Padoan
Corriere del Trentino, 4 marzo 2026
“Il carcere è sotto stress, il 67% dei detenuti è straniero”. Il Garante dei detenuti Pavarin lancia un nuovo allarme: “Pochi agenti”. Il carcere di Trento non è un carcere per trentini. Dalla relazione del garante dei detenuti, Giovanni Maria Pavarin, emerge un dato sorprendente: a Spini di Gardolo, per ogni recluso nato in provincia ce ne sono più di sei nati all’estero. I detenuti registrati il primo giorno di marzo sono 410: 135 italiani di cui 45 trentini e ben 275 stranieri. Una quota straniera pari al 67%, che si di scosta nettamente dalla media nazionale, stabile da anni attorno al 30%. Pavarin lo dice chiaramente: “Questa composizione crea problemi organizzativi, problemi di lingua e problemi culturali”.
genovaquotidiana.com, 4 marzo 2026
Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la proposta del Pd (primo firmatario Enrico Vassallo) per attivare un progetto di accoglienza abitativa temporanea rivolto a detenute ed ex detenute in uscita dalla casa circondariale femminile di Pontedecimo, con percorsi di accompagnamento all’autonomia, utilizzo di spazi comunali e ricerca di fondi dedicati. La discussione in aula si è chiusa con un voto unanime e con un messaggio: il reinserimento non può restare una formula di principio, deve tradursi in strumenti concreti, a partire da un tetto sopra la testa. È questo il cuore della mozione “Progetto comunale di housing sociale per detenute ed ex detenute del carcere di Pontedecimo, proposta di attivazione”, presentata dal gruppo Partito Democratico e approvata oggi dal Consiglio comunale, dopo l’accoglimento di tre emendamenti, uno proposto dallo stesso primo firmatario Enrico Vassallo e due depositati dalla consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) Francesca Ghio. Alla fine anche il gruppo “Silvia Salis Sindaca” ha chiesto di sottoscrivere l’atto, mentre l’assessore al Patrimonio Davide Patrone ha espresso, a nome della Giunta, parere favorevole prima della votazione.
di Joy Bongiovanni
gnewsonline.it, 4 marzo 2026
Migliorare la vita delle donne attraverso la consapevolezza, il sostegno e l’azione è la mission di Soroptimist International, associazione mondiale nata nel 1921 negli USA e diffusasi in 132 paesi, tra cui l’Italia, con 3.000 Club e oltre 75.000 socie, provenienti da categorie professionali diverse. Dall’ottobre 2017, Soroptimist Italia promuove il progetto “Si sostiene…in carcere” per fornire un’alternativa concreta alla detenzione e sostenere le detenute tramite percorsi di formazione professionale e lavorativa all’interno delle carceri italiane, in collaborazione con le direzioni degli istituti penitenziari, grazie al protocollo d’intesa con il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero Giustizia.
di Pietro Luca Oddo*
La Sesia, 4 marzo 2026
Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento. La relazione 2025 del Garante comunale dei diritti delle persone private della libertà di Vercelli, Pietro Luca Oddo, restituisce una fotografia nitida della Casa Circondariale di Billiemme. Un quadro segnato da criticità strutturali e organizzative, ma anche da tentativi concreti di miglioramento che, tuttavia, non riescono ancora a compensare il peso del sovraffollamento e della carenza di personale. Nel 2025 sono stati effettuati interventi significativi: il rifacimento di coperture e infissi in alcune sezioni, la ristrutturazione del secondo piano destinato al trattamento intensificato, l’avvio dell’adeguamento dell’impianto elettrico e l’allacciamento alla rete fognaria pubblica.
di Nicola Cendron
trevisotoday.it, 4 marzo 2026
La medaglia d’oro di canoa ad Atlanta nel 1996 e l’oro paralimpico nel 1996 ad Atlanta e nel 2000 a Sydney, a Treviso per il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance. Anche all’interno del carcere di Santa Bona a Treviso, proprio nel giorno dedicato al passaggio della fiamma paraolimpica, si respirerà l’atmosfera di Milano-Cortina 2026. Fa tappa nella casa circondariale di Treviso il progetto “Olimpiadi in carcere” ideato dalla giornalista Giovanna Pastega per Seconda Chance, associazione che da anni si occupa in tutta Italia e anche in Veneto di formazione e reinserimento lavorativo di detenuti e detenute grazie ad un protocollo con il Dap. Il progetto gode del patrocinio del C.O.N.I. della F.I.C. e della F.I.C.K e della Fondazione Cortina.
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