trmtv.it, 5 marzo 2026
Formazione al primo soccorso per i detenuti della Casa Circondariale. Quattro giornate di lezioni teoriche e pratiche nella Casa Circondariale di Potenza. I detenuti coinvolti hanno ottenuto attestati ufficiali di primo soccorso e uso del defibrillatore. Si è concluso nella Casa Circondariale di Potenza il progetto “RiCRIamo”, promosso dal Comitato locale della Croce Rossa Italiana. L’iniziativa ha puntato a trasformare il tempo della detenzione in un’occasione di formazione civica e sanitaria. Il percorso si è articolato in quattro giornate intensive. Un gruppo di detenuti ha partecipato a lezioni teoriche e prove pratiche dedicate al primo soccorso.
consiglio.puglia.it, 5 marzo 2026
Il 10 marzo, dalle 17.00, nella Sala dell’Arte del Palazzo del Consiglio regionale della Puglia, in via Gentile, 52, si svolgerà l’evento conclusivo di “Senza Barriere - festival dei diritti e delle pene”, promosso dal Garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale della Regione Puglia, a cura della società cooperativa Radici Future Produzioni. Sarà presentato il libro Diciotto anni e un giorno, della garante della città di Torino Monica Cristina Gallo. Il testo analizza il travaglio dei giovani detenuti in cella, messi al cospetto di detenuti adulti e provenienti da percorsi spesso senza uscita.
di Roberto Brumat
Corriere dell’Alto Adige, 5 marzo 2026
Per la rassegna “Corpi Eretici” organizzata dal Teatro La Ribalta di Bolzano, il 13 marzo alle 20.30 va in scena al Teatro Cristallo di Bolzano Edipo Re. La regia è di Stefano Tè, con gli attori della Casa di reclusione di Castelfranco Emilia. È una produzione del gruppo di ricerca teatrale Teatro dei Venti, realizzata con Ert Emilia Romagna Teatro & Coordinamento Teatro Carcere Emilia Romagna, che dal 2011 mette in rete compagnie teatrali attive nelle carceri. La tragedia di Sofocle racconta un mito ambientato nell’antico Egitto dove Edipo, amato re di Tebe, nella capitale aggredita dalla peste fa un disperato tentativo per salvare il suo popolo.
di Isabella De Silvestro
Il Domani, 5 marzo 2026
In questa seconda stagione ci siamo concentrati su una vicenda precisa, sul suo evolvere, sul suo incancrenirsi: una storia che comincia in Egitto e finisce in un carcere del nord Italia. E che ci mostra che l’ingiustizia non è una categoria astratta: non esiste al di là delle persone che la subiscono. Sono loro il vero soggetto del racconto. Nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2024 un ragazzo di diciotto anni muore in un incendio divampato nella sua cella nel carcere milanese di San Vittore, il più sovraffollato d’Italia. La notizia rimbalza su giornali e telegiornali e per qualche giorno si torna a parlare di carcere. Anche l’indignazione divampa, ma si spegne presto: un’indagine archivia la vicenda come suicidio. Quel ragazzo era Youssef Barsom e la sua storia non può essere compresa raccontandone soltanto l’epilogo.
di Raffaella Tallarico
gnewsonline.it, 5 marzo 2026
Come una mamma che va a trovare i suoi figli. Così suor Emma Zordan, 84 anni, definisce la sensazione che la accompagna ogni venerdì, quando entra a Rebibbia per incontrare i detenuti. Ultimamente in quel giorno della settimana le capitano dei funerali a cui non può mancare: “impegni che mi impediscono di andare in carcere. Sacrifico il mio piacere. Mi aspettano, si preoccupano se non vado. Si è creato un feeling, un’empatia che descriverla non è possibile”, dice a gNews. Suor Emma ha insegnato lettere nelle scuole ed è volontaria da 12 anni nel penitenziario romano. È conosciuta dentro le mura per i suoi corsi di scrittura creativa, oltre che per essere una ‘corriera’ di tutte le cose che è possibile portare in un carcere. È sorpresa per aver ricevuto dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, l’onorificenza dell’Ordine al merito. “Sono emozionata perché lavoro nella semplicità, come tanti”, prosegue.
di Roberta Barbi
vaticannews.va, 5 marzo 2026
Tra le 31 persone insignite nei giorni scorsi al Quirinale dal presidente italiano, a ricevere l’onorificenza dell’Ordine al merito della Repubblica c’era anche Esther Sibylle von der Schulenburg, presidente e fondatrice della onlus che attraverso l’arte abbatte la recidiva tra i detenuti. “Con gli studi in psicologia e giurisprudenza che ho fatto non potevo che finire in galera!”: scherzava così Esther Sibylle von der Schulenburg, in una nostra intervista di qualche anno fa, quando “Artisti Dentro” era una bella realtà nata a Milano e che si stava facendo conoscere in tutta Italia. Il 3 marzo scorso la fondatrice della onlus, assieme ad altre 31 persone, è stata insignita dal presidente Mattarella del titolo di Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana.
di Sergio Buttiglieri
Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026
Ascanio Celestini, “folletto” antropologo prestato al teatro, va in scena al teatro Jenco di Viareggio dopo più di vent’anni con un suo vecchio monologo sempre attuale: Radio Clandestina. La stagione di questo teatro viareggino ha fatto proprio l’assunto di Marco Martinelli, anima fondante del Teatro delle Albe di Ravenna, che con i suoi Refrattari afferma: “una cultura teatrale è possibile se non si ha l’animo da mercanti, e se si accetta la sfida di far vivere un teatro dentro la città”. Ascanio Celestini lo avevo incontrato tanto tempo fa al Teatro Verdi di Fiorenzuola quando la stagione era ancora egregiamente diretta da Paola Pedrazzini.
di Pietro Barabino
Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026
Intervista al sociologo Marco Romito. Il professore dell’Università Milano-Bicocca spiega perché le misure securitarie non risolvono il problema della violenza nelle scuole. “Le cause dell’aggressività a scuola sono le stesse dell’isolamento e riguardano le disuguaglianze. Per questo provvedimenti repressivi o l’idea di utilizzare metal detector sono provvedimenti per lo meno miopi, perché ignorano la radice del problema”. Marco Romito, sociologo dell’educazione all’università di Milano-Bicocca, vive a Livorno e da anni studia il modo in cui la scuola contribuisce a riprodurre le gerarchie sociali. A Genova, invitato dal gruppo di autoformazione “Più che insegnare”, che riunisce docenti di scuole di diverso ordine e grado, allarga subito lo sguardo dalla narrazione emergenziale al modo stesso in cui è concepita l’istruzione in Italia.
di Paolo Limonta*
Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2026
Vogliamo davvero credere che la soluzione per la sicurezza nelle scuole siano misure autoritarie? Se pensiamo di risolvere il disagio e il malessere di ragazze e ragazzi con i sensori all’ingresso, significa che abbiamo smesso di guardarli negli occhi e capirli nel profondo. Significa che abbiamo perso e fallito, da adulti credibili, davanti alle generazioni più giovani. Il dibattito polarizzante sull’introduzione dei metal detector nelle scuole, che secondo recenti dichiarazioni del ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara sarebbero già in fase di sperimentazione, è solo uno spunto, un dettaglio di un discorso molto più ampio su cui vorrei porre l’attenzione e la riflessione a beneficio di tutte e tutti noi.
di Mai più Lager - No ai Cpr
L’Unità, 5 marzo 2026
I recenti sviluppi giudiziari riguardanti i medici di Ravenna, e in particolare la richiesta di loro sospensione cautelare dall’attività per un anno (ad aggiungersi alle indagini, perquisizioni e persino intercettazioni ambientali delle ultime settimane), impongono una riflessione urgente sulla tutela dell’atto medico in quanto tale, e in particolare di quelli svolti in contesti “di frontiera”. Se la libera valutazione clinica della compatibilità con la detenzione amministrativa diventa oggetto non solo di indagini, ma anche di pesanti provvedimenti cautelari interdittivi della stessa attività dalla quale si ricava il sostentamento per sé e la propria famiglia, ciò determina inevitabilmente un fortissimo condizionamento che rischia di compromettere l’indipendenza di chi opera in quei contesti.
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