di Francesca Spasiano
Il Dubbio, 7 marzo 2026
Il grido di Leila Farahbakhsh, attivista iraniana: “Il mondo ha avuto 48 anni per alzare la voce e cambiare le cose. Ma nessuno, né europei né americani, l’ha fatto. Ora il limite si è superato. Siamo in un momento storico in cui i nostri interessi combaciano, e finalmente qualcuno ci sta guardando”. Il suo grido in piazza è diventato un caso. Di più: un calcio capace di sparigliare gli schemi della sinistra pacifista. Come quella che domenica scorsa sfilava per le vie di Firenze, quando Leila Farahbakhsh ha preso parola per sferzare il corteo: “Dove eravate - ha domandato - quando il regime uccideva 40mila iraniani?”.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 6 marzo 2026
Nelle carceri italiane è ancora emergenza. Non solo per i suicidi - dieci dall’inizio dell’anno - ma anche per le forti tensioni che si manifestano nelle strutture detentive, soprattutto a causa del sovraffollamento, ancora alto, e degli organici insufficienti del personale di sorveglianza. Il Garante nazionale ha diffuso il report relativo al 2025, dal quale risulta che i decessi di persone recluse registrati dal Dap nei dodici mesi sono stati in totale 254, tra cui 76 per mano propria, 125 per cause naturali, 50 per motivi ancora da accertare e 3 per incidente. Dalla relazione si evince che, con l’aumento esponenziale delle presenze negli istituti, è cresciuto anche il numero dei morti: da qui l’allarme dell’Autorità che tutela i soggetti privati della libertà personale.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 6 marzo 2026
Se sarà dichiarata l’incostituzionalità del caso, sollevato dal Tribunale di Sorveglianza di Firenze, il Parlamento dovrà intervenire. Due anni e mezzo di battaglie legali, ordinanze disattese, ispezioni e promesse mai mantenute. Alla fine il Tribunale di sorveglianza di Firenze ha fatto quello che pochi si aspettavano: ha sollevato una questione di legittimità costituzionale e trasmesso gli atti alla Corte costituzionale. La questione riguarda l’articolo 147 del codice penale, che stabilisce quando si può rinviare l’esecuzione di una pena detentiva. Secondo i giudici fiorentini, quella norma è incompleta e incostituzionale perché non prevede la possibilità di sospendere la pena quando le condizioni del carcere costituiscono un trattamento inumano. Il provvedimento, firmato il 17 febbraio 2026 dal presidente estensore Marcello Bortolato, porta il numero 636/2026 e rappresenta l’epilogo di una vicenda che dice tutto su cosa significa oggi essere detenuti a Firenze-Sollicciano.
di Valentino Maimone
La Ragione, 6 marzo 2026
Nelle 190 carceri italiane la gente continua a morire togliendosi la vita oppure per colpa di incidenti, per omicidi, per cause naturali o non ancora accertate. E sono in tanti, troppi. Lo dimostra la relazione annuale del Garante nazionale dei detenuti. Giusto qualche mese fa sembrava che gli italiani - o quantomeno la versione che ne ricaviamo dallo specchio deformato dei media - fossero stati improvvisamente risvegliati da un afflato di coscienza e sensibilità umana. Tutti lì a far la faccia compunta di fronte ai numeri dei suicidi nelle carceri, sempre più numerosi e intollerabili. C’è stato un momento (qualche giorno, non di più) in cui se ne parlava talmente tanto che persino certa politica ne approfittò per salire sul carro del tema del giorno e raccattare consensi.
di Ilaria Dioguardi
vita.it, 6 marzo 2026
Nelle carceri italiane circa 2mila detenuti sono iscritti all’università. Marina Formica (Università di Roma Tor Vergata): “Il tasso di recidiva crolla tra chi intraprende un percorso universitario. E l’università svolge una funzione nevralgica di mediazione culturale tra carcere e opinione pubblica”. Roberta Paltrinieri (Università di Bologna): “La cultura offre potenzialità a chi deve immaginarsi in una prospettiva futura. Il diritto alla bellezza è una nuova forma di cittadinanza”. Un incontro al Cnel. A Roma si è svolta la prima “Giornata nazionale della ricerca universitaria in favore dell’articolo 27 della Costituzione”, organizzata dal Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro - Cnel nell’ambito del programma “Recidiva Zero”, realizzato dallo stesso Cnel in collaborazione con il ministero della Giustizia, per favorire l’inclusione sociale e lavorativa delle persone private della libertà personale attraverso studio, formazione e lavoro in carcere e fuori dal carcere.
di Fulvio Fulvi
Avvenire, 6 marzo 2026
Chi sono veramente gli uomini e le donne che scontano la loro pena in un carcere? “Se vogliamo capire e aiutare chi vive questa triste esperienza è importante risolvere un grosso equivoco, quello di non identificare la persona reclusa con l’errore che ha commesso”, dice il giornalista Davide Dionisi, che dall’aprile del 2018 all’ottobre 2022 ha seguito per Radio Vaticana, L’Osservatore Romano e Vatican News, le visite di Francesco ai carcerati, è entrato negli istituti e ha partecipato come cronista a convegni e dibattiti sui temi penitenziari. La sua esperienza, tradotta in reportage, servizi, interviste, è stata raccolta ora nel volume “Le loro prigioni. Percorsi di libertà dietro le sbarre” (Gambini editore).
di Eugenio Losco e Mauro Straini*
Il Manifesto, 6 marzo 2026
Si succedono pacchetti sicurezza che aumentano i poteri della polizia: indebolire i magistrati serve a togliere forza alla difesa delle libertà costituzionali. Con il referendum del 22 e 23 marzo la cittadinanza è chiamata a decidere sulla composizione e le funzioni del Csm, organo previsto in Costituzione per l’autogoverno della magistratura, con competenza su assegnazioni, promozioni, trasferimenti, sanzioni disciplinari. Se vincessero i sì, il Csm sarebbe duplicato (uno per le carriere dei pubblici ministeri, uno per quelle dei giudici), e perderebbe la competenza sui disciplinari, attribuita ad un nuovo organo unitario (un’alta corte disciplinare); per la selezione dei componenti dei tre organi l’elezione sarebbe sostituita con un’inedita estrazione a sorte.
di Stefano Musolino* e Giovanni Zaccaro**
Il Manifesto, 6 marzo 2026
Il garantismo non c’entra niente, anzi, le garanzie per i cittadini saranno sempre meno. Il disegno si inserisce nell’epoca delle democrature e delle torsioni securitarie. Siamo i primi a riconoscere i problemi, infrastrutturali e culturali, della giustizia italiana e la sempre più diffusa tendenza della giurisdizione a conservare lo status quo piuttosto che dare risposte adeguate alle diverse, crescenti, multiformi richieste di giustizia che la società contemporanea pone. Nessuno di questi temi è però affrontato dalla riforma Nordio, che non guarda alla giurisdizione come servizio ma come potere e ne riforma l’assetto interno ed il suo rapporto con gli altri poteri dello Stato.
di Walter Verini
Il Dubbio, 6 marzo 2026
La legge contro l’antisemitismo votata in prima lettura dal Senato è secondo me un risultato importante. Sono stato tra i circa venti parlamentari di gruppi di opposizione ad averla votata (alcuni del Pd, Italia Viva, Azione, Gruppo Autonomie). L’’ho fatto con convinzione, innanzitutto perché penso che l’antisemitismo, nel tempo dell’odio, dei razzismi, delle discriminazioni, sia il problema centrale. Non che le società contemporanee non siano attraversate da pulsioni e forme di diverse provenienze e di molteplici direzioni. A partire da pericolose - e pericolosamente diffuse - forme di islamofobia, legate anche al tema dell’immigrazione e all’uso politico e propagandista scellerato che ne fanno destre e sovranisti in giro per il mondo. Ma considero sbagliato negare che l’antisemitismo sia il problema centrale, ben prima del 7 ottobre.
di Franco Corleone
L’Espresso, 6 marzo 2026
Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale è doveroso chiudere le 1.500 cause ancora in corso. La memoria è la base della verità e della giustizia ma vi è una vicenda che brucia ancora e non trova soluzione completa e soddisfacente, stretta tra cavilli e boicottaggi. Si tratta dei processi relativi alle stragi naziste compiute dal Terzo Reich in Italia, in particolare dopo l’8 settembre con l’occupazione del Paese da parte dei tedeschi e con il sostegno della Repubblica di Salò. Un negazionismo all’insegna della pacificazione ha cercato di nascondere oltre duemila tragedie individuali e collettive.
- Giustizia riparativa, sì all’avvio del programma anche senza coinvolgimento della vittima
- Riforma penale Cartabia, alla Consulta il trasferimento dei ricorsi della parte civile
- Firenze. Il caso del carcere di Sollicciano arriva alla Consulta: “Condizioni di grave umiliazione”
- Firenze. Sollicciano, nella sezione psichiatrica fino a 6 persone nella stessa cella
- Asti. Il Garante scrive al direttore della Direzione Generale dei detenuti e del trattamento











