di Daniela Fumarola*
Avvenire, 8 marzo 2026
I numeri raccontano un’Italia ancora profondamente divisa. L’occupazione femminile si ferma al 53,4%, contro il 71,4% degli uomini, il divario più alto nell’intera Unione Europea. Servono regole, investimenti e flessibilità organizzativa. Al governo si chiede coraggio. L’8 marzo di quest’anno coincide con gli 80 anni dal riconoscimento del diritto di voto alle donne. Una ricorrenza che invita non solo a celebrare una conquista fondamentale, ma anche a misurare la distanza che ancora separa le aspettative di allora dalla realtà quotidiana di milioni di donne che ogni mattina aprono gli occhi e affrontano la giornata. I numeri raccontano un’Italia ancora profondamente divisa.
di Cristina Terribili
risvegliopopolare.it, 8 marzo 2026
Il 25 febbraio scorso è stato presentato l’ottavo rapporto di Antigone sulla Giustizia Minorile. Antigone è un’associazione attiva dalla fine degli anni ‘80 che si batte per i diritti e le garanzie nel sistema penale. L’associazione è autorizzata ad entrare in 25 Istituti di pena italiani e attraverso l’Osservatorio sulla Giustizia Minorile documenta in modo trasparente la realtà della detenzione minorile oltre che a mappare la rete di comunità terapeutiche che accolgono i minori nel circuito penale. Antigone denuncia che, a seguito dell’approvazione del “decreto Caivano”, nel 2023, la presenza di minori nel sistema degli Ipm (Istituti di Pena Minorile) è aumentato tanto da portare fenomeni di sovraffollamento con l’aggravamento di criticità e malesseri che hanno condotto anche a gesti disperati.
di Andrea Carugati
Il Manifesto, 8 marzo 2026
Il ministro sui magistrati: “Sovvertono il nostro lavoro”. Bonelli: “Il sovversivo è il governo che si ritiene padrone dello Stato”. Matteo Piantedosi, ministro dell’Interno, torna a Bologna per fare campagna sul referendum per la seconda volta in poche settimane. E smette i panni istituzionali per attaccare i magistrati: alcuni di loro, quelli “ideologizzati”, ha detto ieri all’evento della Lega all’hotel Savoia, mettono a rischio il lavoro del governo sull’immigrazione, inclusa la decisione di inviare i migranti nel Cpr in Albania. L’accusa è nello stile di Giorgia Meloni, che non perde giorno per attaccare i magistrati: il lavoro di chi ha perseguito i migranti rischia di “essere sovvertito da una posizione pregiudiziale e ideologica di magistrati impegnati in appartenenze correntizie, che devono fare di questa partita una battaglia ideologica contro le politiche del governo”.
di Irene Famà
La Stampa, 8 marzo 2026
“I conflitti, e le ragioni che ci sono dietro, si trasformano in contrapposizioni radicali che si trasferiscono sulla piazza”. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, a Bologna ad un evento della Lega, pone l’accento sulla questione sicurezza. La situazione in Medio Oriente rischia di avere ripercussioni anche in Italia e l’attenzione è rivolta in particolare ai cortei in programma nelle prossime settimane. “Ogni qualvolta i conflitti si protraggono nel tempo, tendono a creare riflessi sull’opinione pubblica, fenomeni di radicalizzazione, gruppi antagonistici che imbracciano l’una o l’altra causa”, dice il titolare del Viminale. E aggiunge: “Tutto questo si traduce in difficoltà, in qualche modo, a gestire manifestazioni pubbliche e l’ordine pubblico”.
di Beppe Severgnini
Corriere della Sera, 8 marzo 2026
I conflitti eccitano autocrati e comandanti in capo ma le conseguenze le pagano le persone normali. Ma lo capiranno a Washington, Gerusalemme e Teheran? E lo capiamo noi? Lunedì, all’Auditorium Parco della Musica, a Roma, ho ricordato i Sillabari di Goffredo Parise, una delizia del Novecento letterario. I racconti sono apparsi come elzeviri sul Corriere, tra il 1971 e il 1982. Parise era un collaboratore assiduo. Ho trovato il suo fascicolo, negli archivi, con l’aiuto della Fondazione Corriere della Sera. La corrispondenza fra autore, direttori, redazione cultura e amministrazione è affascinante: proposte, proteste, rivalità, richieste. Il nostro mestiere con cambia mai.
di Alfredo Quazzo
lospiffero.com, 8 marzo 2026
La Russia, senza neanche dichiarare guerra, invade l’Ucraina, Israele bombarda a tappeto e invade Gaza, gli Usa “sequestrano” Maduro, il presidente del Venezuela, e lo portano nelle carceri americane, Usa ed Israele attaccano massicciamente l’Iran uccidendo l’ayatollah Ali Khamenei, guida spirituale e leader supremo dell’Iran. Oggi nel mondo ci si indigna e si protesta per le continue violazioni del Diritto Internazionale, in particolare quelle perpetuate da Russia, Usa e Israele.
di Matteo Matzuzzi
Il Foglio, 8 marzo 2026
Da Khomeini ad Ahmadinejad, l’Iran ha sempre cercato l’appoggio del Vaticano per uscire dall’isolamento. E alla Chiesa il regime pareva una soluzione per evitare il collasso della regione. Il padre della Rivoluzione respinse chi gli chiedeva di tagliare i ponti con Roma, capendo che un’intesa “sui valori” conveniva alla causa. Per la Santa Sede, il disarmo nucleare è un imperativo per tutti. E deve avvenire con il dialogo e la trasparenza. Non con le bombe. Una condanna esplicita della Santa Sede all’attacco americano e israeliano contro l’Iran, magari proprio alla fine d’un Angelus quaresimale, non sarebbe stata impossibile, confinata nelle ipotesi assurde o irreali. Certo, sarebbe stata possibile con i toni consueti della diplomazia che cerca incontri e non scontri, che - come si dice oggigiorno - crea ponti e non muri.
di Andrea Ceredani
Avvenire, 8 marzo 2026
I 95 intervistati dalle Nazioni unite descrivono un sanguinoso “giro d’affari attivo da anni”. Ue e Italia sarebbero “complici del business, favorendo i respingimenti”. Ottantuno migranti, salpati dalle coste libiche, sono sbarcati stanotte a Lampedusa. Molti altri, però, nelle scorse settimane sono stati intercettati e ricondotti in Libia. Ogni giorno, in media, sono 74 le persone che vengono fermate nel tentativo di sbarcare in Europa e riportate forzatamente nel Paese nordafricano. Lì, vengono poi arrestate arbitrariamente, detenute in condizioni disumane, torturate, sottoposte ad abusi sessuali e costrette a chiedere fino a 10mila dollari per il riscatto alle proprie famiglie. Alcuni migranti, invece, spariscono nel niente e vengono ritrovati, dopo aver perso la vita e il diritto all’identificazione, in fosse comuni. È questo il sanguinoso giro d’affari condotto da anni, sui corpi di persone migranti o richiedenti asilo o rifugiate, dai trafficanti libici “spesso legati ad attori statali” e “favoriti dalle politiche migratorie restrittive ai confini mediterranei dell’Europa”.
di Alessandro Mantovani
Il Fatto Quotidiano, 8 marzo 2026
È evidente che la missione umanitaria - pronta a ripartire ad aprile via mare e anche con una carovana via terra - non avrà vita facile nel Paese: tra i fermati c’è Wael Naouar, molto noto fin dai tempi dell’opposizione alla dittatura di Ben Ali e oggi punto di riferimento della Global Sumud. Manganellati anche Avila, Thunberg e gli italiani, Saied chiude le porte agli amici di Gaza. In cella gli attivisti locali. Le accuse di “riciclaggio”, “frode” o “appropriazione indebita” degli aiuti destinati alla Flotilla o alla popolazione di Gaza, riferite dai media tunisini e confermate dai legali, si fatica a prenderle sul serio. Ma non c’è niente da ridere: dopo le botte e l’annullamento degli eventi programmati dalla Flotilla, cinque attivisti tunisini sono in carcere da venerdì 6 marzo e ci resteranno per almeno cinque giorni. Tra loro c’è Wael Naouar, molto noto fin dai tempi dell’opposizione alla dittatura di Ben Ali e oggi punto di riferimento della Global Sumud, che ha largo seguito in Tunisia. Un sesto attivista, secondo fonti locali, è ricercato. Le accuse peraltro somigliano molto a quelle rivolte ad avvocati e operatori umanitari che sostengono i migranti.
di Damiano Aliprandi
Il Dubbio, 7 marzo 2026
A fine febbraio, nelle 189 carceri italiane ci sono 63.801 persone. I posti effettivamente disponibili (sottraendo quelli inagibili), però, sono poco più di 46mila. Significa che ogni cento posti ce ne stanno 138, e che il sovraffollamento non accenna a diminuire. Anzi, rispetto allo stesso mese dell’anno scorso la situazione è peggiorata: ci sono 1.700 detenuti in più e il tasso di affollamento è salito di sei punti percentuali. Sono i dati del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria aggiornati al 28 febbraio, pubblicati sul sito del ministero della Giustizia, ed elaborati dal Garante della Regione Lazio, Stefano Anastasìa.
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