immediato.net, 9 marzo 2026
Volontari e volontarie hanno trascorso la mattinata nella sezione femminile per un’iniziativa di ascolto e solidarietà. In occasione della Giornata internazionale per i diritti delle donne, la Casa Circondariale di Foggia ha ospitato, presso la sezione femminile, un momento di condivisione e solidarietà. L’iniziativa è stata organizzata con l’obiettivo di esprimere vicinanza alle donne detenute, affinché una giornata significativa come l’8 marzo potesse trasformarsi in un momento di attenzione, ascolto e sostegno anche “dentro”. L’evento è stato promosso dall’Associazione Genoveffa de Troia e da Annalisa Graziano, volontaria ex art. 78 dell’OP e referente per la promozione del volontariato penitenziario del CSV Foggia, in collaborazione con il cappellano Frate Edoardo Giglia, con la Confraternita San Leonardo di Cerignola e con i volontari e le volontarie della Cappellania.
Belluno. Donne e legalità, incontro con Amalia De Simone per parlare di diritti, tra mafia e carcere
bellunopress.it, 9 marzo 2026
Continuano gli incontri delle Scuole in Rete per esaminare e discutere di mafia oggi, con un punto di vista al femminile: donne di mafie e donne contro la mafia. Dopo l’appuntamento della scorsa settimana con Antonella Napoli per approfondire i diritti delle donne in Africa, le Sir e l’associazione Amici delle Scuole in Rete, in sinergia con Metàlogos e l’Ufficio scolastico provinciale, invitano infatti a Belluno la giornalista Amalia De Simone per parlare di “Mafie, donne e carcere”. È questo infatti il titolo della serata, aperta alla cittadinanza, che si terrà giovedì 12 marzo in Sala Muccin a Belluno, alle ore 17.45. L’incontro è organizzato all’interno del progetto Oltre disruption - un patto per cambiare cultura’ e vuole porsi in contiguità con la Giornata della donna e la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie (che cade il 21 marzo).
di Francesco Gallo
ansa.it, 9 marzo 2026
Lo scioccante docufilm in corsa per gli Oscar, presentato dal coregista e Ilaria Cucchi. Se dietro l’idea di prigione c’è quella che i carcerati sono solo dei criminali fortunati scampati a una meritata morte sulla sedia elettrica, ci troviamo dentro a “The Alabama Solution”, documentario americano del 2025 diretto da Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman candidato alla 98a edizione degli Academy Awards. Perché tutto quello che accade in quelle carceri e fuori da ogni umanità come dice Matt Brennan del Los Angeles Times: “È una delle rappresentazioni più scioccanti e viscerali del nostro stato carcerario mai filmate che dovrebbero indignare la nazione”. Il film, presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival del 2025 e che sarà distribuito da HBO Italia, nasce nel 2019 quando i registi Andrew Jarecki e Charlotte Kaufman hanno visitato l’Easterling Correctional Facility per filmare un incontro di risveglio religioso.
di Giusi Fasano
Corriere della Sera, 9 marzo 2026
Ieri era rumore, condivisione della festa, facciata. E invece a noi servirebbe qualcosa di più concreto. Ci avete offerto un rametto di mimose e ci avete festeggiato. Va bene, grazie. Ma va detto che per noi donne ieri non era il giorno più importante del calendario. Ieri era rumore, condivisione della festa, facciata. E invece a noi servirebbe qualcosa di più concreto; per esempio essere retribuite quanto gli uomini a parità di mansioni oppure non avere mai più a che fare con il concetto del “te la sei cercata” davanti a una violenza sessuale. Ci servirebbe che nelle famiglie e nella scuola si sviluppassero più anticorpi contro la violenza di genere. Ci servirebbe che i diritti acquisiti non venissero presi a spallate (ogni tanto ci provano con la legge sull’aborto, per dire).
di Federica Borlizzi
fondazionefeltrinelli.it, 9 marzo 2026
Dalla detenzione amministrativa nei Cpr al caso dei medici di Ravenna, il corpo migrante diventa il laboratorio in cui lo Stato sperimenta la sospensione dei diritti e l’estensione dell’arbitrio: ciò che nasce come eccezione alla frontiera tende a trasformarsi in grammatica ordinaria di governo. Le migrazioni - ci ricordava il sociologo algerino Abdelmalek Sayad - svolgono da sempre una “funzione specchio”: rendono palese ciò che è latente nella costituzione e nel funzionamento di un ordine sociale; smascherano ciò che è mascherato, rivelando ciò che si ha interesse a ignorare e lasciare in uno stato di “innocenza” sociale. Non sorprende, allora, come proprio il corpo migrante abbia costituito nel tempo una zona d’eccezione: un terreno privilegiato per la sperimentazione di tecniche di controllo e disciplinamento destinate, spesso, a irradiarsi al resto della società.
di Raffaella Chiodo Karpinsky
Avvenire, 9 marzo 2026
Lunedì 9 marzo un incontro a Villa Pamphili ricorderà la cronista della “Novaya Gazeta” uccisa nel 2006 e i colleghi caduti per il loro lavoro. Con il figlio Ilya e l’artista russa Alexandra Skochilenko, simbolo del dissenso contro la guerra. Pochi sanno che a Roma nella cornice di Villa Pamphili c’è un viale dedicato ad Anna Politkovskaja, la giornalista della Novaya Gazeta uccisa nel 2006 a Mosca. L’autrice di servizi e inchieste che hanno fatto la storia del giornalismo indipendente russo e che hanno fatto tremare il potere. Insieme a lei altri 5 cinque colleghi della stessa redazione hanno perso la vita per il loro lavoro.
di Alexander Dubowy*
huffingtonpost.it, 9 marzo 2026
Non ci sono mai stati così pochi prigionieri: all’interno della Russia le carceri si stanno svuotando, poiché ai detenuti è data la possibilità di arruolarsi nell’esercito. In Ucraina invece, sin dall’inizio dell’occupazione, sono sorti campi di detenzione per prigionieri militari e civili. Una delle prime azioni che la Russia ha intrapreso durante l’occupazione dei territori ucraini è stata la creazione di campi di detenzione per prigionieri militari e civili: così è iniziata l’annessione della Crimea nel 2014, e così nel 2022 gli invasori russi hanno proseguito a instaurare il loro regime di violenza in Ucraina. All’interno della Russia stessa, invece, le carceri si stanno svuotando, poiché ai detenuti è data la possibilità di arruolarsi nell’esercito.
di Vittorio Macioce
altropensiero.net, 9 marzo 2026
Il carcere adesso non è soltanto una prigione. È uno spazio in attesa di sepoltura, un luogo sospeso tra la guerra e una speranza di rivoluzione. Sotto queste bombe qualcuno verrà a prendere la Bastiglia? Ci pensano e aspettano. Il momento magari verrà. Evin è quel momento. Evin è sempre stato quel momento, in realtà, da quando nel 1972 lo Shah fece costruire quel complesso nel nord di Teheran, ai piedi dei monti Alborz, come una macchina per macinare dissidenti. Poi vennero gli ayatollah e la macchina cambiò padrone, ma non funzione. Adesso che i jet americani e israeliani riempiono il cielo sopra la capitale, Evin è diventato l’ultimo girone. Quello senza uscita.
di Riccardo Renzi
Il Riformista, 9 marzo 2026
L’operazione militare avviata da Damasco nel gennaio 2026 ha posto fine all’esperienza autonomistica nel Nord-Est siriano. Ma se sul piano territoriale la Siria ritrova una parvenza di unità, sul piano giuridico e politico si riapre una questione rimasta sospesa per anni: la gestione dei foreign fighters detenuti e delle loro famiglie. Le carceri e i campi amministrati dalle autorità curde erano già stati teatro di tensioni, come dimostrò nel 2022 l’assalto alla prigione di al-Sina’a da parte di miliziani dello Stato islamico. Ancora più delicato è stato il caso del campo di al-Hawl, arrivato a ospitare decine di migliaia di persone, molte delle quali donne e minori mai formalmente accusati di reati, ma trattenuti in una sorta di detenzione amministrativa di fatto.
di Riccardo Noury*
Il Fatto Quotidiano, 9 marzo 2026
Secondo Peace Now, quasi il 58 per cento delle terre dell’Area C della Cisgiordania occupata non è registrato. Lo Stato ebraico ne ha già confiscato oltre la metà. Dallo scorso dicembre le autorità israeliane hanno adottato una serie di misure illegali, deliberatamente concepite per espropriare la popolazione palestinese della Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, e rendere irreversibile l’annessione del suo territorio. Queste decisioni rappresentano un’escalation senza precedenti, per portata e rapidità, nel progetto di espansione degli insediamenti illegali da parte di Israele.
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